Il grande limite dei siti in Flash è sempre stata l’indicizzazione. Ottimo impatto visivo, libero sfogo alla creatività, ma i siti in flash sono sempre stai penalizzati dai risultati sui motori di ricerca. Per ovviare a questo non banale inconveniente negli anni si è progressivamente passato dall’imprementazione di siti in flash al 100%, a siti in html, php, asp, ecc con inserti in flash, magari nell’header o per i vari banner d adv.
La novità annunciata congiuntamente da Adobe e da Google è di quelle che scombinano le carte in tavola e ri-cambiano il modo di progettare e di scegliere la piattaforma di proggettazione dei siti web:
Google has been developing a new algorithm for indexing textual content in Flash files of all kinds, from Flash menus, buttons and banners, to self-contained Flash websites. Recently, we’ve improved the performance of this Flash indexing algorithm by integrating.
Leggi tutto l’articolo
spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media
Il grande limite dei siti in Flash è sempre stata l’indicizzazione. Ottimo impatto visivo, libero sfogo alla creatività, ma i siti in flash sono sempre stai penalizzati dai risultati sui motori di ricerca. Per ovviare a questo non banale inconveniente negli anni si è progressivamente passato dall’imprementazione di siti in flash al 100%, a siti in html, php, asp, ecc con inserti in flash, magari nell’header o per i vari banner d adv.
La novità annunciata congiuntamente da Adobe e da Google è di quelle che scombinano le carte in tavola e ri-cambiano il modo di progettare e di scegliere la piattaforma di proggettazione dei siti web:
Google has been developing a new algorithm for indexing textual content in Flash files of all kinds, from Flash menus, buttons and banners, to self-contained Flash websites. Recently, we’ve improved the performance of this Flash indexing algorithm by integrating.
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In un intervista su Technology Review rilasciata da Peter Norvig, Responsabile Ricerche di Google, alla domanda su come il motore di ricerca riesca a valutare e fornire i risultati con un buon grado di accuratezza ha così risposto:
“A livello macroscopico teniamo traccia dei clic degli utenti. Se selezionano il primo risultato, e non tornano indietro per cercarne altri, probabilmente hanno trovato quello che cercavano. Se invece scorrono più pagine della ricerca o riformulano la domanda cambiando il numero delle keyword e la composizione della frase, allora i risultati ottenuti non corrispondevano a quello che gli utenti cercavano. Un altro modo che utilizziamo è quello di selezionare a caso alcune query e sottoporli ad un certo numero di persone per ricevere delle valutazioni sui risultati ottenuti. Si tratta di collaboratori che assumiamo per avere esclusivamente un giudizio. Li formiamo per identificare siti Web spam o fraudolenti, dopodiché registriamo le loro valutazioni”
….Rimane da capire come i risultati dei “focus group” entrino poi nell’algoritmo e come ed in che modo modifichino le ricerche ed i risultati di Google.
Eccola qui la classifica delle parole chiave più ricercate su Google (più ricercate non quelle più cliccate…) nel 2007.
Google cerca anche nei blog provate da questo link http://blogsearch.google.com/blogsearch ho fatto una prova con questo blog inserendo le parole chiave “spai lab” e restituisce tutti i risultati.
ho provato ad inserire spailab e restituisce i risultati del mio blog sul messenger….
spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media
Google Image Labeler é un semplice giochino dove gli utenti (a coppie di due) si scontrano uno contro l’altro nel tentativo di indovinare quale tag è stato utilizzato per una immagine presa a caso dall’archivio di Google. Non è necessaria alcuna registrazione: è sufficiente andare alla pagina del gioco, anche se gli utenti con un account su Google possono venire riconosciuti e giocare eventualmente con il proprio nome.
Non si vince nulla, se non il gusto di trascorrere qualche minuto in un passatempo semplice e immediato.
Google Image Labeler infatti consiste nell’attribuire a un’immagine casuale visualizzata - che viene prelevata dall’indice di Google - uno o più tag. La medesima immagine con lo stesso obiettivo vengono sottoposti all’avversario. Entro il tempo limite prefissato di un minuto e mezzo occorre identificare il tag che descrive al meglio l’immagine visualizzata. A ogni risposta corretta viene dato un punteggio.
Contemporaneamente Google guadagna “informazioni” utili: più giocatori ci saranno, più facilmente potrà ottenere una mole di informazioni al fine di ordinare il proprio archivio di immagini, migliorando la ricerca.
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Google cerca anche nei blog provate da questo link http://blogsearch.google.com/blogsearch ho fatto una prova con questo blog inserendo le parole chiave “spai lab” e restituisce tutti i risultati.
ho provato ad inserire spailab e restituisce i risultati del mio blog sul messenger….
Google Image Labeler é un semplice giochino dove gli utenti (a coppie di due) si scontrano uno contro l’altro nel tentativo di indovinare quale tag è stato utilizzato per una immagine presa a caso dall’archivio di Google. Non è necessaria alcuna registrazione: è sufficiente andare alla pagina del gioco, anche se gli utenti con un account su Google possono venire riconosciuti e giocare eventualmente con il proprio nome.
Non si vince nulla, se non il gusto di trascorrere qualche minuto in un passatempo semplice e immediato.
Google Image Labeler infatti consiste nell’attribuire a un’immagine casuale visualizzata - che viene prelevata dall’indice di Google - uno o più tag. La medesima immagine con lo stesso obiettivo vengono sottoposti all’avversario. Entro il tempo limite prefissato di un minuto e mezzo occorre identificare il tag che descrive al meglio l’immagine visualizzata. A ogni risposta corretta viene dato un punteggio.
Contemporaneamente Google guadagna “informazioni” utili: più giocatori ci saranno, più facilmente potrà ottenere una mole di informazioni al fine di ordinare il proprio archivio di immagini, migliorando la ricerca.
In un intervista su Technology Review rilasciata da Peter Norvig, Responsabile Ricerche di Google, alla domanda su come il motore di ricerca riesca a valutare e fornire i risultati con un buon grado di accuratezza ha così risposto:
“A livello macroscopico teniamo traccia dei clic degli utenti. Se selezionano il primo risultato, e non tornano indietro per cercarne altri, probabilmente hanno trovato quello che cercavano. Se invece scorrono più pagine della ricerca o riformulano la domanda cambiando il numero delle keyword e la composizione della frase, allora i risultati ottenuti non corrispondevano a quello che gli utenti cercavano. Un altro modo che utilizziamo è quello di selezionare a caso alcune query e sottoporli ad un certo numero di persone per ricevere delle valutazioni sui risultati ottenuti. Si tratta di collaboratori che assumiamo per avere esclusivamente un giudizio. Li formiamo per identificare siti Web spam o fraudolenti, dopodiché registriamo le loro valutazioni”
….Rimane da capire come i risultati dei “focus group” entrino poi nell’algoritmo e come ed in che modo modifichino le ricerche ed i risultati di Google.
spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media
Eccola qui la classifica delle parole chiave più ricercate su Google (più ricercate non quelle più cliccate…) nel 2007.
spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media

Siamo alle solite. I primi rimangono i primi e staccano i secondi lasciandoli muti ed affaticati. Eccolo qui il nuovo servizio di Google: sotto lo pseudonimo di Google Maps una vera e propria rivoluzione. Prendete la potenza e l’affidabilità del primo motore di ricerca al mondo, unite a questo la funzione ricerca servizi delle pagine gialle e condite il tutto con immagini satellitari (si riescono a distinguere e riconoscere gli edifici, navi, piazze) e percorsi. In america il servizio è già a disposizione anche se in versione beta. In italia il primo sito che ha utilizzato le potenzialità del nuovo servizio (per l’italia è attiva solo la vista dal satellite) è MilanoTonight. La mappa di Milano può essere navigata per zona ma anche per tipologia di locale. All’interno ci si muove tramite mouse e zoom, un gioco da ragazzi considerando che i locali sono contrassegnati da un palloncino che evidenzia l’esatta posizione del locale e che fornisce informazioni extra come foto e descrizione. E se questo non è new business….
milanotonight.it
spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media
Dopo essere diventato il motore di ricerca più usato a livello mondiale, Google conferma il suo primato anche in Italia.
Le ultime stime fornite da Nielsen/Netratings, grazie al panel di rilevazione dell’utenza italiana, danno un quadro molto netto del peso crescente del motore di Mountain View nelle ricerche on line effettuate nel nostro paese.
spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media
Google Logo Show è un blog asiatico che raccoglie tutti i nuovi loghi di Google, mano a mano che gli eventi si susseguono. E’ divertente navigare nell’archivio per ritrovare loghi che ci sono sfuggiti, magari perché apparsi sulle versioni di altri paesi.
spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media
ebbene si qualcuno in giro per il mondo si è preso la briga di fondare la chiesa di Google, con tanto di 10 comandamenti:
Google è ciò che più si avvicina ad un dio, Le prove di questa identificazione sarebbero:
- Google è onnisciente, indicizza più di 9,5 bilioni di pagine web;
- Google è onnipresente: il motore di ricerca è virtualmente dappertutto sulla terra; con i dispositivi WiFi, poi, è davvero un’entità presente ovunque;
- Google risponde alle preghiere, o almeno risponde alle ricerche;
- Google è immortale: non essendo un essere vivente, ma il risultato di un algoritmo, Google in teoria potrebbe esistere per sempre;
- Google è infinito, Internet può continuare a crescere per sempre;
- Google ricorda tutti (la cache);
- Google non può fare del male, secondo la filosofia aziendale “do no evil”;
- L’evidenza dell’esistenza di Google è insomma abbondante, certo, a detta dei Googlists, più delle prove di qualche altro dio, e poi Google si può anche sperimentare, basta navigarlo un pò.
fatevi in giro The Church of Google
spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media

Siamo alle solite. I primi rimangono i primi e staccano i secondi lasciandoli muti ed affaticati. Eccolo qui il nuovo servizio di Google: sotto lo pseudonimo di Google Maps una vera e propria rivoluzione. Prendete la potenza e l’affidabilità del primo motore di ricerca al mondo, unite a questo la funzione ricerca servizi delle pagine gialle e condite il tutto con immagini satellitari (si riescono a distinguere e riconoscere gli edifici, navi, piazze) e percorsi. In america il servizio è già a disposizione anche se in versione beta. In italia il primo sito che ha utilizzato le potenzialità del nuovo servizio (per l’italia è attiva solo la vista dal satellite) è MilanoTonight. La mappa di Milano può essere navigata per zona ma anche per tipologia di locale. All’interno ci si muove tramite mouse e zoom, un gioco da ragazzi considerando che i locali sono contrassegnati da un palloncino che evidenzia l’esatta posizione del locale e che fornisce informazioni extra come foto e descrizione. E se questo non è new business….
milanotonight.it
Dopo essere diventato il motore di ricerca più usato a livello mondiale, Google conferma il suo primato anche in Italia.
Le ultime stime fornite da Nielsen/Netratings, grazie al panel di rilevazione dell’utenza italiana, danno un quadro molto netto del peso crescente del motore di Mountain View nelle ricerche on line effettuate nel nostro paese.
Google Logo Show è un blog asiatico che raccoglie tutti i nuovi loghi di Google, mano a mano che gli eventi si susseguono. E’ divertente navigare nell’archivio per ritrovare loghi che ci sono sfuggiti, magari perché apparsi sulle versioni di altri paesi.
ebbene si qualcuno in giro per il mondo si è preso la briga di fondare la chiesa di Google, con tanto di 10 comandamenti:
Google è ciò che più si avvicina ad un dio, Le prove di questa identificazione sarebbero:
- Google è onnisciente, indicizza più di 9,5 bilioni di pagine web;
- Google è onnipresente: il motore di ricerca è virtualmente dappertutto sulla terra; con i dispositivi WiFi, poi, è davvero un’entità presente ovunque;
- Google risponde alle preghiere, o almeno risponde alle ricerche;
- Google è immortale: non essendo un essere vivente, ma il risultato di un algoritmo, Google in teoria potrebbe esistere per sempre;
- Google è infinito, Internet può continuare a crescere per sempre;
- Google ricorda tutti (la cache);
- Google non può fare del male, secondo la filosofia aziendale “do no evil”;
- L’evidenza dell’esistenza di Google è insomma abbondante, certo, a detta dei Googlists, più delle prove di qualche altro dio, e poi Google si può anche sperimentare, basta navigarlo un pò.
fatevi in giro The Church of Google
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