Vi segnalo questo articolo che tratta dell’evoluzione della pubblicità online nei suoi primi 10 anni di vita.
Spunti ce ne sono molti
Ovviamente il mercato di riferimento è quello USA, ma ci sono molte cose che possiamo trasportare da noi.
spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media
Vi segnalo questo articolo che tratta dell’evoluzione della pubblicità online nei suoi primi 10 anni di vita.
Spunti ce ne sono molti
Ovviamente il mercato di riferimento è quello USA, ma ci sono molte cose che possiamo trasportare da noi.
User:spai: spai lab blog marketing e comunicazione
download
on-line
risorse
User:spai
adv
Ricerche
webmarketing
Leggo questa dichiarazione di Pietro Scott Jovine, country manager dell’online service group di Microsoft Italia riguardo la pubblicità inserita nei videogiochi “Allo stato le ricerche dicono il contrario non si tratta di inserti pubblicitari che possono disturbare il gioco, ma dell’inserimento di elementi di comunicazione che rendono ancora più realistica l’esperienza del giocatore». Una ricerca condotta in Gran Bretagna confermerebbe che i gamers sono molto disponibili ad accettare l’ingresso in punta di piedi della pubblicità nei loro giochi: solo il 13% si dichiara apertamente infastidito dall’eventualità di dover fare i conti con cartelloni e insegne luminose. In pratica si tratterebbe solo di inserire gli spazi di comunicazione del mondo reale nei videogiochi quindi riprodurre cartelloni pubblicitari, insegne luminose, spot, ecc…. Noi, tutto sommato preferiremo che anche solo nei games l’ingerenza della pubblicità non fosse così pesante…
spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media
Leggo questa dichiarazione di Pietro Scott Jovine, country manager dell’online service group di Microsoft Italia riguardo la pubblicità inserita nei videogiochi “Allo stato le ricerche dicono il contrario non si tratta di inserti pubblicitari che possono disturbare il gioco, ma dell’inserimento di elementi di comunicazione che rendono ancora più realistica l’esperienza del giocatore». Una ricerca condotta in Gran Bretagna confermerebbe che i gamers sono molto disponibili ad accettare l’ingresso in punta di piedi della pubblicità nei loro giochi: solo il 13% si dichiara apertamente infastidito dall’eventualità di dover fare i conti con cartelloni e insegne luminose. In pratica si tratterebbe solo di inserire gli spazi di comunicazione del mondo reale nei videogiochi quindi riprodurre cartelloni pubblicitari, insegne luminose, spot, ecc…. Noi, tutto sommato preferiremo che anche solo nei games l’ingerenza della pubblicità non fosse così pesante…
User:spai: spai lab blog marketing e comunicazione
media
marketing
comunicazione
User:spai
adv
Ricerche
videogiochi
L’altra faccia della medaglia: chi non usa internet.
è ragionevole pensare che più di due terzi degli italiani non usano l’internet – o lo fanno molto raramente. Che si possa arrivare a una situazione in cui “tutti†si collegano alla rete è molto improbabile – almeno nei prossimi cinque o dieci anni. È anche improbabile che si possa arrivare, in tempi non lunghi, a una penetrazione paragonabile a quella del telefono cellulare. Secondo il quarto rapporto del Censis sulla comunicazione (pubblicato nel giugno 2005 e basato su dati del 2004) questa è la situazione in Italia per i più diffusi sistemi di informazione e di comunicazione.
spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media
ho appena trovato questi 2 link ai files pdf
http://www.aicel.it/cgi-bin/unishop/yabb/nph-YaBB.pl?num=1130172577
http://www.aicel.it/cgi-bin/unishop/yabb/nph-YaBB.pl?num=1130171609
spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media
Mediathink ha condotto uno studio per l’operatore statunitense Cingular Wireless, secondo il quale afferma che l’utilizzo degli SMS aiuta la comunicazione tra genitori e figli. L’utilizzo dell’ SMS da parte dei genitori aiuta a controllare i vari spostamenti dei propri figli in modo più discreto rispetto alla chiamata.
Infine il sondaggio ha affermato come il 45% dei genitori hanno imparato ad utilizzare gli SMS dall’insegnamento dei propri figli.
spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media
in Bocconi si è tenuto un convegno su pubblicità e internet. uno dei punti toccati dai diversi relatori è stato il fatto che al moltiplicarsi di mezzi o media cala il tempo dedicato al singolo mezzo e quindi la frequenza del messaggio.
Per ovviare a questo inconveniente il suggerimento dato alle numerose aziende presenti è la MULTIMEDIALITA’ MONOCREATIVA, cioè moltiplicare i mezzi sui quali si pianifica avendo cura di mantenere il messaggio il più omogeneo possibile, per renderlo più riconoscibile e quindi recuperare la frequenza perduta.
recuperere una Total audience puntando sulla convergenza dei media. nel link potete scaricare anche la presentazione della Manzoni con le diverse mappature di Eurisko
da: blog.adci.it» Multimedialità Monocreativa. La Manzoni presenta Total Audience.
spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media
La notizia riguarda i giovani in rete, la maggioranza degli adolescenti italiani preferisce la consulenza online ai consigli dei genitori e degli insegnanti.
E’ quanto emerge da un’inchiesta condotta dall’Osservatorio sui Diritti dei Minori, nel periodo che va dall’1 luglio al 30 settembre 2006, su un campione di 400 adolescenti in età compresa fra i 14 e i 18 anni, 200 di sesso maschile e 200 di sesso femminile, dislocati sul territorio nazionale.
Le ragioni che spingono il 72% dei soggetti in età evolutiva - il 59% del quale della componente maschile ed il 41% della componente femminile - ad accostarsi ai molteplici servizi di orientamento forniti online sono costituite per il 31% da informazioni inerenti la sfera dietetico-alimentare, per il 26% sessuale, per il 20% astrologica, per il 14% psicologica, per il 9% altre motivazioni.
E’ il 62% delle adolescenti a prevalere tra coloro che stabiliscono contatti con servizi di consulenza online orientati a risolvere problemi di sovrappeso o di mantenimento della linea
. Netta prevalenza, invece, della componente maschile (66%) circa la ricerca di soluzioni online a problemi di carattere sessuale. Le preoccupazioni sono pressocché uguali per maschi e femmine e riguardano maggiormente la contraccezione e la verifica della propria “normalità ” fisica, fisiologica e di orientamento sessuale.
Equità quantitativa tra le parti in tema di astrologia, infatti al 51% delle adolescenti corrisponde un 49% dei maschi che consulta i servizi di previsione astrale – in prevalenza di cartomanzia – tendenzialmente per le stesse ragioni, cioè amore e futuro.
Analoga situazione, con la prevalenza del 53% degli adolescenti, circa la consultazione a sfondo psicologico con una nutrita gamma di motivazioni, le più significative delle quali concernenti il disagio e l’incomunicabilità in famiglia.
Antonio Marziale, sociologo e presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori, commenta: “Mentre, fino a qualche anno fa, i referenti legittimati a contribuire all’orientamento dei soggetti in età evolutiva erano quasi esclusivamente le primarie agenzie di socializzazione, prime fra le quali la famiglia e la scuola, adesso bisogna guardare al Web come ausilio concreto alla relazione d’aiuto. Le ripercussioni che la fenomenologia comporta, però, sono molteplici e seri, cagionati principalmente dal livello ancora da considerarsi medio-basso di alfabetizzazione in termini di Media Education, che non permette alle masse adolescenziali una corretta decodifica delle risposte con il rischio di interpretazioni dannose sul piano psicofisico, considerato che la maggior parte delle esigenze che generano i contatti sono costituiti da ragioni strettamente legate alla Salute, quali la sfera alimentare, sessuale e psicologica. Il ricorso degli adolescenti alla consulenza online contribuisce a conferire ulteriormente ai Mass Media in generale il ruolo di primaria agenzia di socializzazione, ecco perché relativamente ad Internet urge una legislazione internazionale che tuteli i fruitori, soprattutto in età evolutiva, in termini di sicurezza.”
da: i-dome.com
spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media
Alcuni dati emersi da una ricerca condotta lo scorso luglio da Epsilon Interactive, azienda specializzata in email marketing, sul mercato statunitense. Lo studio ha rivelato che:
spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media
newsletter
marketing
risorse
spai
comunicazione
Ricerche
dem
In quest’articolo il Guardian afferma che su un gruppo omogeneo di 100 persone online,
- 1 di essa produce mediamente dei contenuti,
- 10 utenti interagiranno con il contenuto prodotto, ed i restanti
- 89 utenti saranno meri osservatori del contenuto prodotto e delle interazioni avvenute.
… insomma colpirne uno per influenzarne 100?
spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media
E’ un rapporto difficile quello tra gli italiani e la multimedialità . Siamo, infatti, in coda nella speciale classifica europea che mette a confronto cittadini che usano o sanno usare un solo media (ossia la televisione) e cittadini che invece usano o sanno usare tutti i media a disposizione.
Analizzando la situazione italiana, l’indagine rivela che, in Italia, i media servono soprattutto ad informarsi e approfondire. Queste sono le attività preferite dal pubblico dei media, non solo per il gran numero di persone che gli attribuiscono la ”massima importanza” (80,7% e 69% rispettivamente), ma anche per la minima percentuale di persone che gli attribuisce ”nessuna importanza” (0,8% e 3,2%). Più bassa, invece, l’importanza attribuita all’intrattenimento (41,3%), o al relazionarsi con gli altri (45,3%). Molto importante, nel nostro paese, è la musica. Nel rapporto con i media, ben il 46,5% degli italiani attribuisce la ”massima importanza” all’interesse per la musica (al terzo posto dopo i più urgenti/diffusi bisogni di informazione e approfondimento). Molto apprezzata, da questo punto di vista, è la radio (77,4%) e persino la televisione (57,3%). La ”massima soddisfazione” arriva però dai lettori mp3 (77,2%) e da internet (69,7%).
Se la musica piace, i libri vivono una seconda giovinezza. Torna il piacere della lettura: per la prima volta, la percentuale di quanti in Italia hanno letto almeno un libro nell’ultimo anno supera la metà della popolazione (sopra i 14 anni) collocandosi al 55,3%. Il ritardo dal resto d’Europa è comunque evidente. Diverso, invece, il discorso per i quotidiani che pur non vendendo molto, sembrano aver trovato un filone d’oro con le numerose opere allegate oggi sul mercato. Il più presente in edicola appare il Corriere della Sera con 45 opere allegate, dai classici dell’arte e della letteratura, all’atlante degli animali e ai libri di cucina, per un totale di 643 volumi. Seguono La Repubblica con 24 titoli per 239 numeri, La Stampa, con 19 opere per 229 uscite, Il Giorno, La Nazione e Il Resto del Carlino con 16 proposte editoriali composte però da ben 318 volumi e Il Sole 24 Ore con 9 raccolte per un totale di 207 libri.
spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media
Secondo il presidente di Eurisko si profila un neomarketing che dovrà dominare i feedback degli utenti sempre più avvezzi alla Rete
Luigi Ferro
06 Dicembre 2006
Il consumatore è mobile. E’ veloce, ha più possibilità di confronto tra offerte e marche e ha a disposizione luoghi di acquisto sempre più inediti. Giuseppe Minoia, presidente di Eurisko sintetizza così la situazione del “consumatore-utente†nel seminario sul consumatore e la rete svoltosi nei giorni scorsi a Milano.
Secondo Minoia i consumatori da semplici lettori sono diventati anche coautori (citizen journalism, blog e altro) con approfondimenti sempre più personalizzati e virali. In più il consumatore mobile è diventato prosumerista (produttore-consumatore) ed è “più capace di saltare passaggi obbligati effettuando acquisti disintermediati risparmiando tempo e denaroâ€.
Questa quota in più di sapere a disposizione si traduce in maggiore precisione e profondità delle richieste, più tempo a disposizione per nuove esperienze e più energie da dedicare alle esperienze che diventano di valore.
Il prosumerismo è sotto gli occhi di tutti attraverso le varie forme di protagonismo in rete che vanno dai blog ai siti personali al social networking. Un protagonismo che colpisce i giornalisti, più di prima sotto l’occhio dei lettori, ma coinvolge anche le aziende. Come è il caso di Fiat che con il progetto “500 wants you†ha cercato di coinvolgere i clienti sul progetto della nuova vettura.
Anche la pubblicità rimane coinvolta in questo passaggio. Gli utenti rischiano di impossessarsi della comunicazione dell’azienda, mentre la viralità da guerrilla marketing diventa modus operandi. “La velocità comunicazionale del mondo Internet e la sua customizzazione - osserva Minoia - non possono che mettere in crisi i “vecchi†format e le pianificazioni mediatiche “classicheâ€: si profila così un neomarketing della neocomunicazione, con nuovi contenuti/linguaggi/format/target di riferimentoâ€.
Compito del nuovo marketing sarà di dominare i feedback degli utenti prosumer, individuare programmi di analisi delle nuove forme di knowledge (blog, community, etc.), procedere per trasversalità e orizzontalità culturali, ricorrendo alle intersezioni di genere e di prodotto, di esperienza e di sapere esperto dell’utente/consumatore.
spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media
mobile
marketing
viral
spai
comunicazione
Ricerche
neomarketing
L’ultimo Internazionale ha rilanciato un interessante articolo di The Economist circa il potere d’acquisto dei più piccoli:
“La pubblicità rivolta ai bambini non riguarda più solo la promozione di giochi o merendine tra un cartone animato e l’altro: ormai i più piccoli influenzano anche l’acquisto di beni destinati agli adulti, come le auto e le vacanze. E le aziende si stanno rapidamente adeguando al fenomeno.
Sul sito Hummerkids.com, per esempio, il produttore di fuoristrada Hummer propone giochi destinati ai bambini. La Honda sta per lanciare una campagna pubblicitaria sul canale Abc Kids della Disney. L’ufficio turistico delle isole Cayman ha acquistato su Nickelondeon, una tv via dedicata all’infanzia, spazi pubblicitari per reclamizzare costosi pacchetti vacanza. La catena di alberghi Beaches Resorts ha sponsorizzato Sesame street, un programma tv educativo, per far conoscere le sue offerte ai bambini.
Secondo McNeal, nel 2005 i ragazzi sotto i 14 anni hanno influenzato almeno il 47 per cento degli acquisti delle famiglie statunitensi, per un totale di circa 720 miliardi di dollari. La cifra comprende 40 miliardi di acquisti personali dei bambini, 340 miliardi di acquisti influenzati direttamente da loro e altri 340 miliardi di acquisti influenzati indirettamente.â€
spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media
marketing
spai
comunicazione
adv
Ricerche
pubblicitÃ
adolescenti