Si pensa comunemente che la pubblicità attiri persone nevrotiche che hanno una propensione naturale per l’ansietà . Non credo che sia così. Ciò che accade nelle agenzie può indurre ansia anche nelle persone più flemmatiche.
Il copywriter vive con la paura. Avrà una grande idea entro martedì mattina? Il cliente la accetterà ? Andrà bene nelle ricerche? Venderà il prodotto? Non mi sono mai seduto a scrivere un annuncio senza pensare questa volta non ce la farò.
Anche l’account executive ha i suoi motivi di ansietà . Rappresenta l’agenzia dal cliente, e il cliente nell’agenzia. Quando l’agenzia sbaglia, il cliente dà la colpa a lui. Quando il cliente è intrattabile, l’agenzia dà la colpa a lui.
Anche il capo dell’agenzia ha le sue preoccupazioni. Perderemo il cliente tal-dei-tali? Ci lascerà uno dei nostri migliori collaboratori? Farò un fiasco nella presentazione di giovedì prossimo a un nuovo cliente?
Fate in modo che sia divertente lavorare nella vostra agenzia. Quando le persone non si divertono, non producono buona pubblicitĂ . Uccidete la tristezza con una risata. Liberatevi delle persone deprimenti che spargono cattivo umore.
Che personaggi straordinari sono gli uomini e le donne che dirigono agenzie di successo? Secondo le mie osservazioni, sono entusiasti. Sono persone intellettualmente oneste. Hanno il coraggio di affrontare decisioni difficili. Non si perdono d’animo nelle avversità . Molte di queste persone hanno un fascino naturale. Non sono prepotenti. Incoraggiano la comunicazione dal basso, sanno ascoltare. Molti bevono troppo, e leggono poco se non le carte di ufficio, in cui affogano.
David Ogilvy - Advertising (1983)
spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media
Si pensa comunemente che la pubblicità attiri persone nevrotiche che hanno una propensione naturale per l’ansietà . Non credo che sia così. Ciò che accade nelle agenzie può indurre ansia anche nelle persone più flemmatiche.
Il copywriter vive con la paura. Avrà una grande idea entro martedì mattina? Il cliente la accetterà ? Andrà bene nelle ricerche? Venderà il prodotto? Non mi sono mai seduto a scrivere un annuncio senza pensare questa volta non ce la farò.
Anche l’account executive ha i suoi motivi di ansietà . Rappresenta l’agenzia dal cliente, e il cliente nell’agenzia. Quando l’agenzia sbaglia, il cliente dà la colpa a lui. Quando il cliente è intrattabile, l’agenzia dà la colpa a lui.
Anche il capo dell’agenzia ha le sue preoccupazioni. Perderemo il cliente tal-dei-tali? Ci lascerà uno dei nostri migliori collaboratori? Farò un fiasco nella presentazione di giovedì prossimo a un nuovo cliente?
Fate in modo che sia divertente lavorare nella vostra agenzia. Quando le persone non si divertono, non producono buona pubblicitĂ . Uccidete la tristezza con una risata. Liberatevi delle persone deprimenti che spargono cattivo umore.
Che personaggi straordinari sono gli uomini e le donne che dirigono agenzie di successo? Secondo le mie osservazioni, sono entusiasti. Sono persone intellettualmente oneste. Hanno il coraggio di affrontare decisioni difficili. Non si perdono d’animo nelle avversità . Molte di queste persone hanno un fascino naturale. Non sono prepotenti. Incoraggiano la comunicazione dal basso, sanno ascoltare. Molti bevono troppo, e leggono poco se non le carte di ufficio, in cui affogano.
David Ogilvy - Advertising (1983)
Incisivi, immediati, innovativi: sono gli spot da un secondo, una delle scommesse dell’adve del futuro.
Lanciati da Clear Channel negli Usa qualche mese fa, i mini spot sono stati progettati per essere trasmessi solo su radio. “Un modo- ha chiarito Jim Cook, senior vice president di Clear Channel Radio e ideatore dell’iniziativa- per sperimentare le potenzialità di questo media in perenne evoluzione.
Gli investitori richiedono forme sempre nuove per avvincere i consumatori. Allo stesso tempo premono sul fronte spese: quale migliore soluzione per unire l’effetto sorpresa a un immediato riscontro in termini di risparmio?”Composti da sole quattro note, i mini spot (denominati blinks, lampi, proprio per la loro immediatezza) sono trasmessi tra una canzone e l’altra e hanno un solo obiettivo: rafforzare la brand awarness di un marchio già conosciuto. Perché - come puntualizza Daniel Howard, professore di marketing alla Cox School of Business di Dallas- uno spot tanto breve può avere solo uno scopo: far ricordare una marca ai consumatori, rafforzandone la notorietà e scatenando incosciamente il desiderio all’acquisto.”
Prima azienda a sperimentare questa nuova forma di advertising, Mc Donald’s, che ha testato i mini spot radiofonici, usando frame da un secondo del noto jungle “I’m lovin’it” .
Inserito tra un brano e l’altro e ripetuto più volte durante la giornata, il blink ha pienamente risposto alle attese, scatenando la curiosità degli ascoltatori e la loro familiarità con il brano- manifesto della catena di fast food più grande e discussa al mondo.
Analogo esperimento quello di BMW, che ha realizzato spot da un secondo per la pubblicità di MINI Cooper: prima di ogni notizia del radiogiornale una voce ha reclamizzato l’auto, pronunciandone soltanto il nome.
I rischi di questa nuova forma di pubblicitĂ sono però dietro l’angolo, come sottolineano alcuni esperti che pongono l’accento su come “un secondo di tempo non sempre può essere sufficiente per scatenare il ricordo di un marchio, a meno questo non sia stato giĂ ampiamente pubblicizzato su altri media e con ben altri investimenti; l’eccessiva brevitĂ rischia infatti di danneggiare un brand, anzichĂ© accrescerne il valore, se il messaggio non è chiaro e giĂ impresso nella mente della gente”.
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http://antoniotombolini.simplicissimus.it
http://www.puntopanto.it
http://www.colomboelena.it/blog
http://ilsonnodellaragione.iobloggo.com
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Carissimi ed esimi colleghi, partner (lavorativi! ;)), parenti, amici, coinquilini, conoscenti, internauti, bloggers e chi più ne ha più ne metta….
Dopo una lunga trasferta nella città del Pesto e della Focaccia, nella città che ha dato i natali a Cristoforo Colombo, De andrè & c. … sono finalmente tornato a Roma!!!
Giusto il tempo di finire il trasloco, risistemarmi nella Capitale e torno operativo al 100%. E se qualcuno di voi è così ben disposto da darmi una mano a spacchettare lo spacchettabile che ben venga!
Nel mentre vi ri-lascio tutti i contatti dei miei vari profili nella rete in modo che possiate aggiornare le vostre rubriche.
A presto & stay tuned!
Spai aka Paolo Spinelli
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Overlay.TV inserisce direttamente nei video e nei programmi televisivi links ai siti dove acquistare direttamente i prodotti che si vedono nelle trasmissioni.
L’esempio piĂą famoso è il video dell’esibizione di Kanye West ai Grammys, dove indossava degli occhiali che è possiblie acquistare con un semplice click sul prodotto.
Se il product placement di una volta prevedeva bottiglie di acque minerali in primo piano, scene tirate con i vari marchi in bell’evidenza, ora le “markette” saranno meno evidenti (almeno si spera!).
Il pericolo è quello di essere catapultati in trasmissioni che diventeranno un coacervo di pubblicitĂ (come se non bastassero le varie televendite, spot, ecc.); l’utilitĂ del sistema e quella di risolvere le domande “chissĂ dove lo compro?”. Ora i prodotti sono tutti lì, tutti a portata di mouse.
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Leggo questa dichiarazione di Pietro Scott Jovine, country manager dell’online service group di Microsoft Italia riguardo la pubblicitĂ inserita nei videogiochi “Allo stato le ricerche dicono il contrario non si tratta di inserti pubblicitari che possono disturbare il gioco, ma dell’inserimento di elementi di comunicazione che rendono ancora piĂą realistica l’esperienza del giocatore». Una ricerca condotta in Gran Bretagna confermerebbe che i gamers sono molto disponibili ad accettare l’ingresso in punta di piedi della pubblicitĂ nei loro giochi: solo il 13% si dichiara apertamente infastidito dall’eventualitĂ di dover fare i conti con cartelloni e insegne luminose. In pratica si tratterebbe solo di inserire gli spazi di comunicazione del mondo reale nei videogiochi quindi riprodurre cartelloni pubblicitari, insegne luminose, spot, ecc…. Noi, tutto sommato preferiremo che anche solo nei games l’ingerenza della pubblicitĂ non fosse così pesante…
User:spai: spai lab blog marketing e comunicazione
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videogiochi
Lo trovo geniale, semplice, ironico e prezioso. Un tipo di adv che mi piace vedere e rivedere.
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Lo trovo geniale, semplice, ironico e prezioso. Un tipo di adv che mi piace vedere e rivedere.
Ringrazio Pandemia per lo spunto e vi consiglio di andare a vedere la documentazione dell’International Conference on Weblogs and Social Media.
Tra i documenti consultabili e scaricabili sto leggendo con attenzione Exploring Social Media Scenarios for the Television di Noor F. Ali-Hasan che esplora ed indaga le relazioni e le possibilitĂ di una tv partecipatoria.
Il prossimo articolo che mi appresto a leggere è invece Understanding the Efficiency of Social Tagging Systems un po’ di dottrina non guasta mai!
Buona lettura anche a voi
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Ringrazio Pandemia per lo spunto e vi consiglio di andare a vedere la documentazione dell’International Conference on Weblogs and Social Media.
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Il prossimo articolo che mi appresto a leggere è invece Understanding the Efficiency of Social Tagging Systems un po’ di dottrina non guasta mai!
Buona lettura anche a voi
Credits:
Agency: Socialware
Players: Filippo Giardina e Mauro Fratini (NonRassegnataStampa.it)
Director: Luca Mobilio