
Le masse vogliono apparire anticonformiste, così questo significa che l’anticonformismo deve essere prodotto per le masse.
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Mediathink ha condotto uno studio per l’operatore statunitense Cingular Wireless, secondo il quale afferma che l’utilizzo degli SMS aiuta la comunicazione tra genitori e figli. L’utilizzo dell’ SMS da parte dei genitori aiuta a controllare i vari spostamenti dei propri figli in modo più discreto rispetto alla chiamata.
Infine il sondaggio ha affermato come il 45% dei genitori hanno imparato ad utilizzare gli SMS dall’insegnamento dei propri figli.
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Poco attratti dalle nuove tecnologie di comunicazione, diffidenti nei confronti dei servizi a pagamento, incuriositi dalla pubblicità online: questi gli internauti italiani, secondo un sondaggio condotto da NetOserver e Novatris su un campione di 170.000 navigatori che, oltre al nostro Paese, prende in esame anche Francia, Spagna, Gran Bretagna e Germania.
Osservando più nel dettaglio l’inchiesta, si nota una tiepida apertura nazionale verso i sistemi di messagistica istantanea, utilizzati dal 53,1% degli italiani, e un certo scetticismo verso i programmi di telecomunicazione gratuita (come Skype, usati dal 38,7%), e ancor di più verso il podcasting (14,9%) e i blog (15,1%).
Negli altri paesi europei questo genere di servizi sono aprezzati soprattutto dai navigatori spagnoli (73,9% utilizza programmi di messaggistica), anche perchèin Spagna oltre il 60% degli internauti hanno meno di 35 anni. Nel nostro Paese la percentuale scende invece al 47%, e la fascia d’età più presente su Internet è quella tra i 35 e i 49 anni.
La diffidenza diventa netta in Italia per quanto riguarda i servizi a pagamento: solo il 17,9 degli italiani, contro il 32,5% dei tedeschi, paga per inviare Sms via web, e ancora meno per scaricare videogiochi (7%), musica (9,5%), suonerie e loghi per cellulari (5,8%) e annunci (6,8%).
Secondo la ricerca NetObserver in questo caso gli internauti italiani sembrano seguire il comportamento dei corrispettivi latini, mentre inglesi e tedeschi sembrano molto più disposti a spendere in cambio di servizi on line.
Gli italiani reagiscono meno positivamente rispetto ad altri paesi (Francia e Regno Unito in primis) anche alla pubblicità e al direct-marketing on line: solo il 34, 2% ha partecipato a dei giochi a premi organizzati dai siti, il 31% clicca i link pubblicitari che compaiono sui risultati dei motori di ricerca, e il 24,2% entra nei siti aziendali dopo aver visto pubblicità sul web. Nonostante questi risultati, la pubblicità on line è percepita come creativa ed innovativa da più di tre italiani su 5, e quasi la stessa percentuale dichiara che aiuta a scoprire nuovi prodotti e servizi.
Quasi il 44% degli italiani, secondi solo agli spagnoli, dichiarano che le reclame aiutano a prendere decisioni di acquisto migliori. Questi risultati fanno concludere agli esperti di NetObserver che, nonostante le difficoltà di breve periodo, la pubblicità e il marketing online dovrebbero avere buone prospettive di crescita nel nostro Paese.
fonte: sole24ore
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In settimana si è parlato molto sui media di campagne marketing virali o non convenzionli, sembra che nella rete non ci sia niente altro che viral… e filmati video….
Questo filmato della Dove: lo story è semplice, perfetto, lineare. Raggiunge subito il target, il messaggio è in linea con posizionamento e il mezzo YouTube è assolutamente azzeccato.
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Leggo questa dichiarazione di Pietro Scott Jovine, country manager dell’online service group di Microsoft Italia riguardo la pubblicità inserita nei videogiochi “Allo stato le ricerche dicono il contrario non si tratta di inserti pubblicitari che possono disturbare il gioco, ma dell’inserimento di elementi di comunicazione che rendono ancora più realistica l’esperienza del giocatore». Una ricerca condotta in Gran Bretagna confermerebbe che i gamers sono molto disponibili ad accettare l’ingresso in punta di piedi della pubblicità nei loro giochi: solo il 13% si dichiara apertamente infastidito dall’eventualità di dover fare i conti con cartelloni e insegne luminose. In pratica si tratterebbe solo di inserire gli spazi di comunicazione del mondo reale nei videogiochi quindi riprodurre cartelloni pubblicitari, insegne luminose, spot, ecc…. Noi, tutto sommato preferiremo che anche solo nei games l’ingerenza della pubblicità non fosse così pesante…
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Predete i vostri pezzi di carta e dateli alle fiamme.
Dimenticatevi gli obsoleti stili del cv in word o i campi senza fine del cv europeo
Accendete la cam e decantate il vostro profilo professionale.
Questa è la nuova frontiera della autopresentazione il videocurriculum. Per ‘beccare’ un colloquio ora, si fa così.
I pregi sono innegabili:
- contatto diretto con il selezionatore e possibilità di ‘metterci subito la faccia’
- esprimere la propria creatività e le conoscenze multimediali
- presentarsi in modo innovativo e a 360°
Già immagino stuoli di navigatori con migliaia di videocv su youtube…..
C’amma fa’ pe’ campà
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Si pensa comunemente che la pubblicità attiri persone nevrotiche che hanno una propensione naturale per l’ansietà. Non credo che sia così. Ciò che accade nelle agenzie può indurre ansia anche nelle persone più flemmatiche.
Il copywriter vive con la paura. Avrà una grande idea entro martedì mattina? Il cliente la accetterà? Andrà bene nelle ricerche? Venderà il prodotto? Non mi sono mai seduto a scrivere un annuncio senza pensare questa volta non ce la farò.
Anche l’account executive ha i suoi motivi di ansietà. Rappresenta l’agenzia dal cliente, e il cliente nell’agenzia. Quando l’agenzia sbaglia, il cliente dà la colpa a lui. Quando il cliente è intrattabile, l’agenzia dà la colpa a lui.
Anche il capo dell’agenzia ha le sue preoccupazioni. Perderemo il cliente tal-dei-tali? Ci lascerà uno dei nostri migliori collaboratori? Farò un fiasco nella presentazione di giovedì prossimo a un nuovo cliente?
Fate in modo che sia divertente lavorare nella vostra agenzia. Quando le persone non si divertono, non producono buona pubblicità. Uccidete la tristezza con una risata. Liberatevi delle persone deprimenti che spargono cattivo umore.
Che personaggi straordinari sono gli uomini e le donne che dirigono agenzie di successo? Secondo le mie osservazioni, sono entusiasti. Sono persone intellettualmente oneste. Hanno il coraggio di affrontare decisioni difficili. Non si perdono d’animo nelle avversità. Molte di queste persone hanno un fascino naturale. Non sono prepotenti. Incoraggiano la comunicazione dal basso, sanno ascoltare. Molti bevono troppo, e leggono poco se non le carte di ufficio, in cui affogano.
David Ogilvy - Advertising (1983)
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Carissimi ed esimi colleghi, partner (lavorativi! ;)), parenti, amici, coinquilini, conoscenti, internauti, bloggers e chi più ne ha più ne metta….
Dopo una lunga trasferta nella città del Pesto e della Focaccia, nella città che ha dato i natali a Cristoforo Colombo, De andrè & c. … sono finalmente tornato a Roma!!!
Giusto il tempo di finire il trasloco, risistemarmi nella Capitale e torno operativo al 100%. E se qualcuno di voi è così ben disposto da darmi una mano a spacchettare lo spacchettabile che ben venga!
Nel mentre vi ri-lascio tutti i contatti dei miei vari profili nella rete in modo che possiate aggiornare le vostre rubriche.
A presto & stay tuned!
Spai aka Paolo Spinelli
Carissimi ed esimi colleghi, partner (lavorativi! ;)), parenti, amici, coinquilini, conoscenti, internauti, bloggers e chi più ne ha più ne metta….
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Giusto il tempo di finire il trasloco, risistemarmi nella Capitale e torno operativo al 100%. E se qualcuno di voi è così ben disposto da darmi una mano a spacchettare lo spacchettabile che ben venga!
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La software house capitolina Seleso ha presentato in questi giorni un’applicazione del sistema di comunicazione Playblue, che consente l’invio di messaggi e contenuti multimediali ai telefoni cellulari dotati di tecnologia Bluetooth.
L’idea è quella del “marketing di prossimità” (o “proximity marketing”), inteso come tecnica di divulgazione di informazioni (pubblicitarie) verso un bacino di utenza che si trova fisicamente vicino al mittente. Le possibili applicazioni di questa soluzione sono molteplici e un esempio indicativo è la sponsorizzazione tecnica del Sesto Festival Giovanile “Frammenti” che ha luogo in questi giorni a Frascati: in occasione della presentazione dell’ultimo film di Mimmo Calopresti e la rappresentazione teatrale di Moni Ovadia, al pubblico presente alla rassegna e dotato di cellulare Bluetooth verranno inviati gratuitamente il programma dettagliato di ogni serata e l’indirizzo (URL) del sito della manifestazione.
Al pubblico “abilitato” sarà sufficiente attivare il Bluetooth del proprio telefono cellulare e, attraverso la rubrica, sarà possibile navigare sul sito della manifestazione.
Seleso aggiunge che sarà possibile inviare, nell’arco di tutta una giornata, un palinsesto di contenuti definito dall’utente, composto da più elementi diversi tra loro, ad esempio un’immagine intervallata da un video, una suoneria o altro, con cadenza temporale predefinita in base all’afflusso o al target presente in quel momento.
La tecnologia Bluetooth si rivela quindi, in fattispecie come quella descritta, più immediata e capillare - e quindi più efficace - dell’invio “di massa” di messaggi SMS o MMS. Con il vantaggio di non dover sfruttare le reti mobili degli operatori e di non necessitare di una registrazione preventiva dei numeri telefonici degli utenti destinatari dell’iniziativa di marketing, che resta ovviamente contenuta nell’ambito della copertura consentita dal Bluetooth.
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Lo trovo geniale, semplice, ironico e prezioso. Un tipo di adv che mi piace vedere e rivedere.
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Ringrazio Pandemia per lo spunto e vi consiglio di andare a vedere la documentazione dell’International Conference on Weblogs and Social Media.
Tra i documenti consultabili e scaricabili sto leggendo con attenzione Exploring Social Media Scenarios for the Television di Noor F. Ali-Hasan che esplora ed indaga le relazioni e le possibilità di una tv partecipatoria.
Il prossimo articolo che mi appresto a leggere è invece Understanding the Efficiency of Social Tagging Systems un po’ di dottrina non guasta mai!
Buona lettura anche a voi
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Overlay.TV inserisce direttamente nei video e nei programmi televisivi links ai siti dove acquistare direttamente i prodotti che si vedono nelle trasmissioni.
L’esempio più famoso è il video dell’esibizione di Kanye West ai Grammys, dove indossava degli occhiali che è possiblie acquistare con un semplice click sul prodotto.
Se il product placement di una volta prevedeva bottiglie di acque minerali in primo piano, scene tirate con i vari marchi in bell’evidenza, ora le “markette” saranno meno evidenti (almeno si spera!).
Il pericolo è quello di essere catapultati in trasmissioni che diventeranno un coacervo di pubblicità (come se non bastassero le varie televendite, spot, ecc.); l’utilità del sistema e quella di risolvere le domande “chissà dove lo compro?”. Ora i prodotti sono tutti lì, tutti a portata di mouse.
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Leggo sul blog si andrea andreutti una riflessione sui Business Blog che condivido appieno:
Tutto il post qui
e rispolvero anche un vecchio post sui Corporate Blog (che a quanto pare piace tantissimo agli spammer) per tornare con la testa sull’argomento.
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Marc Gobè ha stilato una sorta di decalogo nel quale riassume a mò di decalogo i dieci comandamenti dell’Emotinal Branding. In realtà ve ne ripropongo una selezione ed un adattamento (senza pretese dottrinali ;)) come spunto di riflessione e come nota sul valore emozionale nel marketing e nella comunicazione
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3D
marketing
advertising
render
fotografie
spai
comunicazione
Una fantastica carrellata di biglietti da visita stravaganti ed innovativi. Una miniera di idee, forme e fattezze dalle quali poter prendere spunto quando si è a corto di ispirazione.
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creatività e comunicazione? un binomio affatto scontato. abituati alle solite campagne promozionali basate su donne semivestite e improvvisati testimonial post-reality qualcosa di innovativo e di corposo c’è.
comunicazione non convenzionale quella realizzata da guerrigliamarketing.it per il lancio del film Uncut di Gionata Zarantonello.
Falsi messaggi sui giornali di annunci gratuiti con il numero di una segreteria telefonica che annunciava il film, coperture censoree sugli attributi di alcune statue a roma e specchi nei bagni degli uomini di alcuni locali accompagnati dalla scritta: “vuoi vederlo per altri 78 minuti?”.
una modo diverso di fare comunicazione, di creare identità e differenziazione del prodotto tramite campagne volte a catturare l’attenzione del “consumatore” in luoghi e situazioni diverse con modalità e strumenti nient’affatto convenzionali.
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Quanti automobilisti hanno comprato un fuoristrada o una suv pensando che la loro vita sarebbe cambiata radicalmente passando da weekend nei centri commerciali a spericolate escursioni in alta montagna, da domeniche in fila verso le spiagge affollate a itinerari ai bordi di qualche fiume fino a veri e propri camel trophy?… I suv e i cosiddetti jeepponi sono diventati oramai un fenomeno di costume, di status simbol sociale prima che economico. Grazie anche all’intelligente parodia di zelig sono ogni settimana sempre più sotto gli occhi dei riflettori. Eppure i proprietari di questi imponenti veicoli prima di oggi avevano ancora qualche picoclo problema di legittimazione. “Ho comprato un suv perché vado spesso fuori in campagna” avrete sentito dire dai possessori di questi veicoli, eppure eccoli li che sfrecciano per le strade dei centri storici puliti e luccicanti. Da oggi per tutti i possessori di questi veicoli che non vogliono assolutamente rinunciare ad una carrozzeria sporca al punto giusto per sottolineare la loro voglia di libertà e di spericolatezza ma senza fare neanche un metro di percorso sterrato c’è un prodotto a dir poco bizzarro. Spray on mud – for that authentic off-road look, fango della migliore qualità proveniente dal confine Inghilterra-Galles. Sono stati solamente aggiunti alcuni additivi per migliorarne l’aderenza alla carrozzeria ed evitare che scivoli via prima di asciugarsi. Da applicare tramite bomboletta sulla carrozzeria del veicolo è il prodotto giusto per appagare qualsiasi senso di colpa. e con soli 12 euro potrete ben dire di aver trascorso un week-end indimenticabile nella riserva ambientale più esclusiva che ci sia.
http://www.sprayonmud.com/
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Che cos’è un Corporate blog? L’evoluzione dei Weblog nel mondo delle aziende. Mentre i Blog vengono usati per comunicare impressioni, sensazioni e opinioni di una persona o di una comunità d’interessi, i “Corporate Blogs” pubblicano notizie inerenti ad un’azienda, ad un distretto industriale o da un progetto destinato ad un relativo mercato di riferimento.
I vantaggi dell’adozione di un corporate blog sono molteplici:
Per quanto riguarda l’aumento della visibilità dell’azienda bisogna tener conto che il page ranking (in due parole è il metodo con cui un motore dispone i risultati di una ricerca) dei blog è più elevato rispetto a quello dei siti tradizionali. Questo perché i blog sono sia mediamente più linkati rispetto ai siti normali, sia aggiornati mediamente una volta a settimana (contro l’aggiornamento semestrale dei siti). A parità di contenuti la posizione di un blog rispetto a quello di un sito normale sarà mediamente più alta.
In realtà il vantaggio strategico in merito alla visibilità e in termini di comunicazione è legato da un lato sia all’apertura di un canale di CRM flessibile, sia all’interazione dei blog con nuove tecnologie come i feed RSS (Really Simple Syndication o Rich site summary). Grazie a questo formato xml è possibile avere una rassegna dei nuovi contenuti trovati su molteplici pagine web senza passare dalle rispettive home page. Ciò rende i contenuti del blog molto più facili da diffondere e da condividere.
L’altro vantaggio fondamentale è legato alla maggiore interattività dei blog rispetto ai siti tradizionali: la differenza tra sito e blog è fondamentale se facciamo riferimento al modello lineare o circolare di comunicazione che si instaura tra azienda e cliente/utente. Nel sito predomina il concetto di transizione con la presenza di una comunicazione lineare dall’azienda al cliente. Nel blog è insito il principio di retroazione e di feedback. L’azienda propone il messaggio ma con il meccanismo dei commenti può subito conoscere la reazione del potenziale target, e in funzione di questa, la comunicazione aziendale può essere ricalibrata o approfondita.
Con questo sistema l’azienda percepisce quello che normalmente viene definito come rumore, “buzz”, imparando a capire le abitudini, i pregiudizi, il modo di esprimersi del consumatore, un’azienda può raccogliere informazioni fondamentali, spunti e felici intuizioni. Per avere un po’ il polso dei corporate blog è interessante visionare un interessante ricerca che mette a confronto e classifica le linee giuda e le policy per i corporate blog di IBM, YAHOO!, GROOVE, SUN e altri.
http://www.corporateblogging.info/2005/06/policies-compared-todays-corporate.asp
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blog
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corporate
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comunicazione
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Raggiungibile all’indirizzo crushpadwine.com e poposta da Crushpad, azienda di San Francisco specializzata in produzioni “a la carte”, la singolare iniziativa in Rete è stata progettata in maniera tale da gestire e seguire interamente l’elaborazione del prodotto dalla cura della vite fino all’imbottigliamento.
Per vedere e assaporare il proprio vino, ogni cliente deve prendere una serie di decisioni, circa trenta, durante le fasi del processo produttivo: dalla scelta del vitigno, alla data di raccolta, dal tipo di fermentazione e di allevamento a eventuali assemblaggi, dall’aspetto e tipo di bottiglia all’etichetta.
Ma non è tutto qui. Per i più meticolosi che desiderano seguire in diretta gli esiti delle loro scelte, infatti, il portale mette a disposizione una serie di webcam che riprendono 24 ore su 24 il proprio vitigno. Nessuna decisione strategica è esclusa dai gestori del sito Internet. Unica condizione prevista è la quantità minima: ogni cliente infatti deve “produrre” almeno una barrique (220 litri) di vino.
www.crushpadwine.com
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la comunicazione è lo strumento di diffusione dell’identità di marca, insieme biglietto da visita e strumento di diffusione dei suoi valori profondi.
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La spesa pubblicitaria globale per il 2005 sarà caratterizzata da un rialzo: lo ha annunciato Carat, parte del gruppo Aegis, che ha rivisto le sue stime.
MyMarketing.Net il web magazine del marketing