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Pubblicità e bambini: nel 2005 i ragazzi sotto i 14 anni hanno influenzato almeno il 47% degli acquisti delle famiglie

L’ultimo Internazionale ha rilanciato un interessante articolo di The Economist circa il potere d’acquisto dei più piccoli:

La pubblicità rivolta ai bambini non riguarda più solo la promozione di giochi o merendine tra un cartone animato e l’altro: ormai i più piccoli influenzano anche l’acquisto di beni destinati agli adulti, come le auto e le vacanze. E le aziende si stanno rapidamente adeguando al fenomeno.

Sul sito Hummerkids.com, per esempio, il produttore di fuoristrada Hummer propone giochi destinati ai bambini. La Honda sta per lanciare una campagna pubblicitaria sul canale Abc Kids della Disney. L’ufficio turistico delle isole Cayman ha acquistato su Nickelondeon, una tv via dedicata all’infanzia, spazi pubblicitari per reclamizzare costosi pacchetti vacanza. La catena di alberghi Beaches Resorts ha sponsorizzato Sesame street, un programma tv educativo, per far conoscere le sue offerte ai bambini.

Secondo McNeal, nel 2005 i ragazzi sotto i 14 anni hanno influenzato almeno il 47 per cento degli acquisti delle famiglie statunitensi, per un totale di circa 720 miliardi di dollari. La cifra comprende 40 miliardi di acquisti personali dei bambini, 340 miliardi di acquisti influenzati direttamente da loro e altri 340 miliardi di acquisti influenzati indirettamente.”

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marketing, comunicazione, web e nuovi media | spai lab blog | http://spailab.blogspot.com/

spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media

Il consumatore è mobile: le sfide del marketing per utenti sempre più avvezzi alla rete e il neomarketing che dovrà dominare i feedback degli utenti

Secondo il presidente di Eurisko si profila un neomarketing che dovrà dominare i feedback degli utenti sempre più avvezzi alla Rete
Luigi Ferro
06 Dicembre 2006

Il consumatore è mobile. E' veloce, ha più possibilità di confronto tra offerte e marche e ha a disposizione luoghi di acquisto sempre più inediti. Giuseppe Minoia, presidente di Eurisko sintetizza così la situazione del “consumatore-utente” nel seminario sul consumatore e la rete svoltosi nei giorni scorsi a Milano.

Secondo Minoia i consumatori da semplici lettori sono diventati anche coautori (citizen journalism, blog e altro) con approfondimenti sempre più personalizzati e virali. In più il consumatore mobile è diventato prosumerista (produttore-consumatore) ed è “più capace di saltare passaggi obbligati effettuando acquisti disintermediati risparmiando tempo e denaro”.

Questa quota in più di sapere a disposizione si traduce in maggiore precisione e profondità delle richieste, più tempo a disposizione per nuove esperienze e più energie da dedicare alle esperienze che diventano di valore.

Il prosumerismo è sotto gli occhi di tutti attraverso le varie forme di protagonismo in rete che vanno dai blog ai siti personali al social networking. Un protagonismo che colpisce i giornalisti, più di prima sotto l'occhio dei lettori, ma coinvolge anche le aziende. Come è il caso di Fiat che con il progetto “500 wants you” ha cercato di coinvolgere i clienti sul progetto della nuova vettura.

Anche la pubblicità rimane coinvolta in questo passaggio. Gli utenti rischiano di impossessarsi della comunicazione dell'azienda, mentre la viralità da guerrilla marketing diventa modus operandi. “La velocità comunicazionale del mondo Internet e la sua customizzazione - osserva Minoia - non possono che mettere in crisi i “vecchi” format e le pianificazioni mediatiche “classiche”: si profila così un neomarketing della neocomunicazione, con nuovi contenuti/linguaggi/format/target di riferimento”.

Compito del nuovo marketing sarà di dominare i feedback degli utenti prosumer, individuare programmi di analisi delle nuove forme di knowledge (blog, community, etc.), procedere per trasversalità e orizzontalità culturali, ricorrendo alle intersezioni di genere e di prodotto, di esperienza e di sapere esperto dell'utente/consumatore.


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fonti di orientamento per i consumatori dopo i giornati a sorpresa spuntano i blog prima di televisione e di email marketing

Venticinque milioni di persone tra Regno Unito, Francia, Germania, Spagna e Italia, dopo avere letto recensioni pubblicate sul web, hanno cambiato opinione circa un'azienda e i suoi prodotti e servizi.

E' quanto risulta da una ricerca condotta da Hotwire Ipsos Mori. "I blog stanno diventando sempre più una fonte di informazione influente - si legge nella nota. - Da questa indagine emerge quanto sia importante il legame esistente tra le informazioni pubblicate dagli utenti sul web e i processi decisionali di acquisto.

Un terzo degli europei intervistati (34 per cento) ha ammesso di essere stato in qualche modo influenzato nella decisione d'acquisto di un prodotto o servizio dopo aver letto su internet recensioni e pareri da parte di clienti. Tra le fonti di informazione percepite come più attendibili i blog risultano secondi solo alla carta stampata: un quarto degli europei (24%) considera i blog una valida fonte di informazione, mettendola dopo i giornali (30%) ma davanti alla pubblicità in televisione (17%) e all'email marketing (14%).

Gli utenti che acquistano su internet sono quelli che hanno più fiducia nei blog: tra coloro che spendono oltre 145 euro su internet ogni mese, il 30% si fida del contenuto pubblicato nei blog.

fonte: affari italiani

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Sul sito Hummerkids.com, per esempio, il produttore di fuoristrada Hummer propone giochi destinati ai bambini. La Honda sta per lanciare una campagna pubblicitaria sul canale Abc Kids della Disney. L’ufficio turistico delle isole Cayman ha acquistato su Nickelondeon, una tv via dedicata all’infanzia, spazi pubblicitari per reclamizzare costosi pacchetti vacanza. La catena di alberghi Beaches Resorts ha sponsorizzato Sesame street, un programma tv educativo, per far conoscere le sue offerte ai bambini.

Secondo McNeal, nel 2005 i ragazzi sotto i 14 anni hanno influenzato almeno il 47 per cento degli acquisti delle famiglie statunitensi, per un totale di circa 720 miliardi di dollari. La cifra comprende 40 miliardi di acquisti personali dei bambini, 340 miliardi di acquisti influenzati direttamente da loro e altri 340 miliardi di acquisti influenzati indirettamente.”

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Luigi Ferro
06 Dicembre 2006

Il consumatore è mobile. E' veloce, ha più possibilità di confronto tra offerte e marche e ha a disposizione luoghi di acquisto sempre più inediti. Giuseppe Minoia, presidente di Eurisko sintetizza così la situazione del “consumatore-utente” nel seminario sul consumatore e la rete svoltosi nei giorni scorsi a Milano.

Secondo Minoia i consumatori da semplici lettori sono diventati anche coautori (citizen journalism, blog e altro) con approfondimenti sempre più personalizzati e virali. In più il consumatore mobile è diventato prosumerista (produttore-consumatore) ed è “più capace di saltare passaggi obbligati effettuando acquisti disintermediati risparmiando tempo e denaro”.

Questa quota in più di sapere a disposizione si traduce in maggiore precisione e profondità delle richieste, più tempo a disposizione per nuove esperienze e più energie da dedicare alle esperienze che diventano di valore.

Il prosumerismo è sotto gli occhi di tutti attraverso le varie forme di protagonismo in rete che vanno dai blog ai siti personali al social networking. Un protagonismo che colpisce i giornalisti, più di prima sotto l'occhio dei lettori, ma coinvolge anche le aziende. Come è il caso di Fiat che con il progetto “500 wants you” ha cercato di coinvolgere i clienti sul progetto della nuova vettura.

Anche la pubblicità rimane coinvolta in questo passaggio. Gli utenti rischiano di impossessarsi della comunicazione dell'azienda, mentre la viralità da guerrilla marketing diventa modus operandi. “La velocità comunicazionale del mondo Internet e la sua customizzazione - osserva Minoia - non possono che mettere in crisi i “vecchi” format e le pianificazioni mediatiche “classiche”: si profila così un neomarketing della neocomunicazione, con nuovi contenuti/linguaggi/format/target di riferimento”.

Compito del nuovo marketing sarà di dominare i feedback degli utenti prosumer, individuare programmi di analisi delle nuove forme di knowledge (blog, community, etc.), procedere per trasversalità e orizzontalità culturali, ricorrendo alle intersezioni di genere e di prodotto, di esperienza e di sapere esperto dell'utente/consumatore.


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Venticinque milioni di persone tra Regno Unito, Francia, Germania, Spagna e Italia, dopo avere letto recensioni pubblicate sul web, hanno cambiato opinione circa un'azienda e i suoi prodotti e servizi.

E' quanto risulta da una ricerca condotta da Hotwire Ipsos Mori. "I blog stanno diventando sempre più una fonte di informazione influente - si legge nella nota. - Da questa indagine emerge quanto sia importante il legame esistente tra le informazioni pubblicate dagli utenti sul web e i processi decisionali di acquisto.

Un terzo degli europei intervistati (34 per cento) ha ammesso di essere stato in qualche modo influenzato nella decisione d'acquisto di un prodotto o servizio dopo aver letto su internet recensioni e pareri da parte di clienti. Tra le fonti di informazione percepite come più attendibili i blog risultano secondi solo alla carta stampata: un quarto degli europei (24%) considera i blog una valida fonte di informazione, mettendola dopo i giornali (30%) ma davanti alla pubblicità in televisione (17%) e all'email marketing (14%).

Gli utenti che acquistano su internet sono quelli che hanno più fiducia nei blog: tra coloro che spendono oltre 145 euro su internet ogni mese, il 30% si fida del contenuto pubblicato nei blog.

fonte: affari italiani

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User:spai: spai lab blog marketing e comunicazione