A volte ripenso al tizio della HP che pensava “che se ne fa la gente comune di un personal computer?” o a Bill Gates che progettò l’MSDOS per funzionare al più con 640KB di memoria e mi viene da pensare quali grandi o immense invenzioni un giorno avremo nelle nostre case o sulle nostre scrivanie a prezzi modici. Un tempo i computer occupavano stanze intere, oggi stanno all’interno di un cellulare e possiamo programmarli ed utilizzarli con estrema semplicità.
Ed ancora fino a circa 15 anni fa i cellulari erano poco più che dei ricetrasmettitori costosissimi, oggi sono ipersofisticati, ultraperformanti e “li trovi nelle patatine”.
In futuro potrebbero non esistere più i carrier di telefonia perché le connessioni wireless saranno così diffuse ed efficienti da non richiedere ponti radio, sistemi di localizzazione dell’utente e quant’altro. E magari nemmeno i cellulari.
Oggi sbarca nelle nostre case un sistema che è proprio del mondo accademico e militare: quell’Augmented Reality fatto di un mix tra riprese dal vivo ed immagini generate dal computer? Finora è stato utilizzato per arricchire una ripresa fatta con una telecamera o con una sonda medicale di dettagli che l’utente può utilizzare per interagire con la ripresa stessa. I soldati utilizzano da anni questi sistemi per le loro esercitazioni militari.
Ma noi utenti domestici? Cosa possiamo mai farcene di un sistema del genere? Solo la fantasia delle persone potrà dirlo ma, di sicuro, nel prossimo futuro la webcam non sarà un misero accessorio che rende più divertente comunicare con altre persone, ma diventerà il tramite per nuovi modelli di interazione con il computer, consentirà di utilizzarlo con maggiore naturalezza e, si spera, con maggiore soddisfazione. Vi lascio a due video che ci fanno capire cosa, già oggi, è possibile fare con le nostre webcam.
Nel primo video si assiste ad un sistema di augmented reality che utilizza delle “card” per istruire il computer su come orientare e visualizzare una scena artificiale che ha come sfondo la ripresa stessa della webcam. Sistemi simili prevedono anche strumenti di interazione come piccole bacchette in grado di indicare anche azioni particolari da eseguire.
Nel secondo video viene mostrato com’è possibile, con un pò di ingegno, realizzare un pad multitouch utilizzando una semplice webcam e dei driver opportuni.
Inoltre andate a vedere quello che fanno i ragazzi di Camtrax.
Zac
Sfruttate al meglio i vostri mobili IKEA (chi in casa non ne ha almeno uno?) con questo simpatico blog che mette in mostra le migliori “hackerate” con i mobili scandinavi più famosi al mondo.
Già mi viene l’acquolina in bocca a pensare a come diventerà il mio “Hinno” portatutto!
http://ikeahacker.blogspot.com/
spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media
Sfruttate al meglio i vostri mobili IKEA (chi in casa non ne ha almeno uno?) con questo simpatico blog che mette in mostra le migliori “hackerate” con i mobili scandinavi più famosi al mondo.
Già mi viene l’acquolina in bocca a pensare a come diventerà il mio “Hinno” portatutto!
http://ikeahacker.blogspot.com/
So di andare controcorrente, soprattutto in tempi di apertura dei formati di interscambio dei dati basati su XML, ma io l’XML non l’ho mai potuto sopportare: né lui né i suoi derivati. Capisco il grande merito di aver introdotto un formato testuale human readable, ma l’uomo, fino a prova contraria, riesce a leggere meglio se si tolgono tutte quei “
Navigando sulla rete ogni tanto trovo delle piccole curiosità risalenti alla paleo-informatica, un periodo di grande fermento in cui la conoscenza dei computer si diffondeva attraverso riviste specializzate e libri di varia natura.
Quando, nel 1985, iniziai ad utilizzare il mio primo computer, un Apple ][ (mi piace scriverlo in originale), il primo programma che mandai in esecuzione era un certo Paint. All’epoca mi sembrava tutto naturalissimo ma quello era già il frutto di ciò che stava avvenendo dall’altra parte del globo. La Apple l’anno prima aveva presentato il Macintosh, il primo computer di successo a sfoggiare un’interfaccia utente fatta di pulsanti, finestre e puntatori ma in Italia a stenti si vedevano gli Apple ][ figuriamoci i Macintosh. Oggi leggevo una piccola curiosità su cui non mi ero abbastanza soffermato: il pulsante “OK” che ritroviamo dappertutto tra i nostri sistemi operativi fu “inventato” dalla Apple nel vero senso del termine.
I poveri utenti che fecero da cavia al progetto dell’Apple Lisa, il precursore del Macintosh, si trovarono a fare i conti con due pulsanti, tra i tanti: “DO IT” e “CANCEL”. “DO IT” era la parola scelta dagli ingegneri della Apple per dare la conferma ad una finestra, ma alcune di queste cavie leggevano la parola “IDIOT” rimanendo perplesse davanti al monitor senza sapere che fare.

Fu così che dopo estenuanti brainstorming e innumerevoli test nacque il pulsante “OK” che oggi noi tutti conosciamo ed apprezziamo (per leggi statunitensi l’avrebbero anche potuto brevettare).
Lisa, a sua volta era un progetto nato “copiando” le idee della Xerox. La Xerox, già nel 1972, aveva messo a punto un computer futuristico chiamato “Alto” il quale era dotato di:

In pratica molto di quello che abbiamo oggi sulle scrivanie è nato in quel progetto: e non parlo solo dell’interfaccia grafica o del mouse. Parlo di un computer nato per essere connesso ad una rete locale. Parlo di un linguaggio di programmazione che è ancora oggi pesantemente copiato dai più moderni linguaggi. Objective C e l’XCode (l’ambiente di sviluppo Apple) sono sicuramente i due più grandi tributi a Smalltalk (anche l’interfaccia ricorda l’immagine che vedete in alto) ma anche linguaggi come Ruby, Java o C# devono molto a Smalltalk (alcuni stili di sintassi, il concetto di reflection (!!) e ovviamente la programmazione ad oggetti).
In pratica i progettisti di Alto, e di tutto ciò che gli ruotava intorno, già nel 72 avevano fatto una profonda immersione in tutte quelle che erano le problematiche di un computer moderno partendo dall’utente fino ad arrivare agli sviluppatori. Lo stesso Steve Jobs, nell’intervista che in basso (minuto 4:30) ammette che di tutte le cose che aveva visto alla Xerox, lui si accorse solo dell’interfaccia grafica: della programmazione object oriented e della connessione ethernet (con client di posta) che pure gli fu mostrata, lui non vide niente.
E pensare che di quel progetto così strano ne la Xerox, ne la Apple, ne la Microsoft hanno saputo capirne il vero valore…

Zac
Nell’evidente tentativo di soddisfare le richieste provenienti da anni dalla concorrenza e dall’UE e nel nome della tanto temuta interoperabilità, Microsoft ha pubblicato delle dettagliate specifiche dei vecchi formati di Office 97-2003. Troppo tardi? Può darsi… Ma sicuramente un passo avanti verso una visione meno chiusa del software e una mossa sulla quale pochi avrebbero scommesso fino a pochi mesi fa.
Qualcuno fa notare come tutto ciò avvenga proprio qualche giorno dopo il pensionamento di Bill Gates. Comunque, non credo che Steve Ballmer sia in alcun modo più aperto di Bill nei confronti delle filosofie open. Inoltre, bisogna riconoscere che Microsoft negli ultimi tempi ha iniziato delle collaborazioni a vario titolo con il mondo open source che dopo le dichiarazioni di guerra di Ballmer nessuno avrebbe mai potuto immaginare.
Attenti però, a guardar bene il trucco c’è… Tra le condizioni per l’uso delle specifiche rilasciate c’è scritto che non servono autorizzazioni per implementare software open source a partire dalle specifiche, a patto che tali implementazioni siano distribuite con modalità “non commerciali”. Insomma, aperte sì, ma fino ad un certo punto
Image search is a hard problem. That is especially true when you are searching with no information other than the image itself (no tags, titles, or descriptions, just the photo). I’ve seen my fair share of image search demos, and they usually promise far more than they deliver. But last week, I finally saw one that deserves the name. It is called TinEye. The first 500 readers to send an email to techcrunch [at] tineye [dot] com will be pre-approved for the private beta.
You can upload any image file to TinEye or paste in the URL of an image in the search box. It then will scour the Web and find sites that contain the same image (see video). As long as the image has been indexed by TinEye, it can be found. For instance, it identified 39 sites that use the famous Steve Jobs image at left and in the screen shot below. It only launched earlier this month, but so far TinEye has indexed close to 750 million images on the Web, and should reach one billion sometime next month. Google, in comparison, is estimated to have indexed between 4 to 6 billion images. (Polar Rose, on the other hand, has only identified 21.5 million images on the Web, although that is more facial recognition than exact image identification).
TinEye works even if an image has been modified, cropped, made into black and white, or photoshopped. The image-search algorithms behind it were developed by a company in Toronto called Idée, which already offers a service to news photo agencies such as the Associated Press, Agence France-Presse, and Getty Images to automatically identify whenever one of their photos is used in a newspaper or magazine. Idée digitally scans thousands of print publications for this purpose (before, it was actually someone’s job to leaf through every page looking for the photos). Digg also uses the technology to make sure no duplicate images are submitted to its image section, and Adobe licenses the technology in Photoshop for the “find by Visual Similarity” feature.
At this point TinEye still is not much more than a technology demonstration. After all, most people search for images by putting in a keyword that describes it, not by showing it the image they want. (If they already have it or know where it is, why do they need to look for it?). Its main appeal right now is for photographers and photo agencies who want to find out where their photos are being used on the Web. (Think Attributor).
But you can imagine other ways the technology could be applied. If Idée can figure out a way to seed the images it finds with tags, or combine its approach with a text-based index, it could create an image search engine that is really good at finding exactly what you are looking for. Unfortunately, it is not good at finding images that are similar to each other (see update below), and that could limit its potential. Personally, I’d love to see Apple license something like this and incorporate it into the next version of iPhoto. Add an auto-tagging function, and it would be able to find all the pictures of, say, my sons and automatically label them with their names. I’d actually pay extra for that feature.
Update: I was mistaken about that last bit. TinEye canot do facial recognition or find similar images, it can only find the exact same image. So it wouldn’t work as a way to auto-tag pictures in iPhoto. I believed that it could due to a miscommunication with Idée’s CEO (my fault). The original title of this post was “Mr. Jobs, Here’s An Idée For You: Put TinEye Image Search Into iPhoto (500 Invites).” I got a little carried away there, but I still want that capability in iPhoto. TinEye is just not the answer.
Crunch Network: CrunchBoard because it’s time for you to find a new Job2.0
Hi, I made a very simple Wordpress Plugin to integrate the javascript library Syntax Highlighter from Alex Gorbatchev into your post. Just download the zip file and extract it in your Wordpress plugin folder. Then go into the Wordpress administration section and activate the KIT Syntax Highlighter plugin.
Usage is very simple. Enclose your code between:
See the site of Syntax Highlighter for more options and languages.
I also use Code Markup plugin for solving wordpress problem with double quotes.
Good Coding!
Tempo fa vi parlai di tre giovani che, facendo una “colletta”, misero su una compagnia per la realizzazione di un Next Generation 3D engine, ossia un motore per muovere i mondi virtuali dei videogiochi, ma non quelli che giochiamo adesso, ma che vedremo fra qualche anno :). Dopo un pò di gavetta i 3 sono arrivati a raccogliere i primi successi ed a sviluppare sotto sotto il loro engine chiamato Offset Engine.




Ancora una volta si è dimostrato che l’informatica ha bisogno soprattutto di idee liberamente circolanti e di gente di buona volontà per realizzarle ed ancora una volta iniziare in un garage è stato beneaugurante per chi pensava sin dall’inizio di essere destinato a lasciare un piccolo segno nel nostro mondo (informatico)…mi toccherà armarmi di scopa e fare un pò di ordine nel mio…
Zac
Posted by mobile phone:
Per la gioia di quanti, come me, usano accedere ad internet dal cellulare o dal palmare, da oggi Keep In Tech è anche mobile, per una consultazione più rapida ed agevole. Ovviamente ho scritto questo post dal mio cellulare!
Quindi ora non avete più scuse per non seguirci numerosi!!!
Dite la verità, e siate sinceri, su quanti di voi utilizzano un modo così snello di fare quegli odiosissimi if…else if…else if…else. L’articolo originale lo trovate qui ma ve lo ripropongo su KIT data la sua brevità.
Normalmente quando dobbiamo effettuare delle scelte utilizziamo un costrutto del genere (sia in C++, C# o Java)
if (token == "A") tokenNumber = 1; else if (token == "B") tokenNumber = 4; else if (token == "C") tokenNumber = 5; else if (token == "X") tokenNumber = 10; else tokenNumber = 20;
In realtà si può utilizzare un costrutto più immediato, più veloce da scrivere e da leggere e che produce lo stesso (meta)compilato…
tokenNumber = (token == "A") ? 1:
(token == "B") ? 4:
(token == "C") ? 5:
(token == "X") ? 10:
20;
Quant’è bello diffondere la conoscenza…
Zac
A partire dal 16 maggio, Laboratorio Giovani e Nokia in collaborazione con International Youth Foundation, sostengono l’iniziativa “IDEE PER FARE”, progetto dedicato ai giovani tra i 15 e i 25 anni di Milano, Roma e Catania che ha l’obiettivo di promuovere l’ideazione e la realizzazione di idee socialmente utili.
Lo scopo è infatti è quello di avvicinare e fornire ai giovani tutti gli stimoli necessari e gli strumenti opportuni per poter sviluppare e realizzare progetti originali e utili per la collettività. Una giuria selezionerà le migliori proposte dei gruppi partecipanti a cui sarà chiesto di trasformare l’idea in un progetto fattibile e innovativo nell’arco della durata di “IDEE PER FARE”. La valutazione sarà fatta considerando l’innovazione, la qualità, la fattibilità, l’impatto positivo sulla comunità e l’attenzione alle persone e alle aree più svantaggiate.
Tutti i partecipanti saranno affiancati da Laboratorio Giovani, Associazione di promozione sociale e culturale, che metterà a disposizione la propria esperienza per formare, assistere, trasmettere competenze quali il lavoro in team e la leadership e supportare nel migliore dei modi i partecipanti durante lo sviluppo dell’idea. Nei mesi successivi, sul portale www.ideeperfare.it, sarà possibile condividere l’evoluzione del progetto e confrontarsi con gli altri ragazzi di “IDEE PER FARE”
I giovani interessati a partecipare potranno trovare tutte le informazioni, modalità di iscrizione, regolamento e finalità del progetto e bando sul sito www.ideeperfare.it
spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media
A partire dal 16 maggio, Laboratorio Giovani e Nokia in collaborazione con International Youth Foundation, sostengono l’iniziativa “IDEE PER FARE”, progetto dedicato ai giovani tra i 15 e i 25 anni di Milano, Roma e Catania che ha l’obiettivo di promuovere l’ideazione e la realizzazione di idee socialmente utili.
Lo scopo è infatti è quello di avvicinare e fornire ai giovani tutti gli stimoli necessari e gli strumenti opportuni per poter sviluppare e realizzare progetti originali e utili per la collettività. Una giuria selezionerà le migliori proposte dei gruppi partecipanti a cui sarà chiesto di trasformare l’idea in un progetto fattibile e innovativo nell’arco della durata di “IDEE PER FARE”. La valutazione sarà fatta considerando l’innovazione, la qualità, la fattibilità, l’impatto positivo sulla comunità e l’attenzione alle persone e alle aree più svantaggiate.
Tutti i partecipanti saranno affiancati da Laboratorio Giovani, Associazione di promozione sociale e culturale, che metterà a disposizione la propria esperienza per formare, assistere, trasmettere competenze quali il lavoro in team e la leadership e supportare nel migliore dei modi i partecipanti durante lo sviluppo dell’idea. Nei mesi successivi, sul portale www.ideeperfare.it, sarà possibile condividere l’evoluzione del progetto e confrontarsi con gli altri ragazzi di “IDEE PER FARE”
I giovani interessati a partecipare potranno trovare tutte le informazioni, modalità di iscrizione, regolamento e finalità del progetto e bando sul sito www.ideeperfare.it
Un’idea geniale da Denis Bostandzic che reinventa il salvadanaio aggiornandolo ai tempi moderni. Al posto della fessura dove inserire monete e oboli di carta, una fessura contenente un lettore di carte magnetiche.


Utile anche per iniziative benefiche. Well Done!
Via Elmanco
spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media
Un’idea geniale da Denis Bostandzic che reinventa il salvadanaio aggiornandolo ai tempi moderni. Al posto della fessura dove inserire monete e oboli di carta, una fessura contenente un lettore di carte magnetiche.


Utile anche per iniziative benefiche. Well Done!
Via Elmanco