Ponoko è una fabbrica, una community, un assemblatore di prodotti per designer in erba.
Il sito permette non solo di comprare i prodotti dei vari designer ma soprattutto assembla il prodotto che l’utente invia. Un designer professionista si occupa poi di progettarlo e di definire i materiali da utilizzare mentre ponoko si cura dell’aspetto produttivo ed industriale.
Fatevi un giro ponoko.com
spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media
1. Collocate l’area di navigazione primaria in una posizione molto evidente, preferibilmente adiacente al corpo principale della pagina
2. Raggruppate gli elementi dell’area di navigazione secondo criteri di omogeneitĂ
3. Non create molteplici aree di navigazione per lo stesso tipo di link
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navigazione
L’usabilità è definita dall’ISO (International Standard Organization), come l’efficacia, l’efficienza e la soddisfazione con le quali determinati utenti raggiungono gli obiettivi prefissati in determinati contesti. Il termine si riferisce al processo di interazione tra utente, prodotto e finalitĂ .
Il problema dell’usabilitĂ si pone quando il modello del progettista (ovvero le idee di questi riguardo al funzionamento del prodotto, che trasferisce al design del prodotto stesso) non coincide con il modello dell’utente finale (ovvero l’idea che l’utente concepisce del prodotto e del suo funzionamento).
Il grado di usabilitĂ si innalza proporzionalmente all’avvicinamento dei due modelli (modello del progettista, e modello dell’utente). “Realizzare un sito difficile da usare è come far mettere i clienti in fila tre volte per farli pagare. Se gli utenti non capiscono come utilizzare qualcosa non la utilizzeranno, se troveranno difficile effettuare una transazione non la faranno ma soprattutto non permetteranno che ci sia un’altra volta”.
Ho stilato una lista per divisa in undici interventi per permettere una “verifica” di usabilità dei vostri siti che non porti via più di 10 minuti. Alcuni punti possono sembrare banali ma ricordiamoci che i veri fruitori non siamo noi, ma Persone con macchine diverse, con differente dimestichezza e sensibilità per la tecnologia e per il web. Potete prendere carta e penna e dare al vostro sito/blog un punteggio. 0 se l’elemento non è presente, 1 se presente, 0,5 se presente solo in parte. Il punteggio totale è 41 tanto più vi avvicinate….. tanto più il vostro sito risulta o meno usabile.
1. scopo del sito
2. informazioni sull’azienda
3. contenuti, web writing
4. link formattazione
5. navigazione delle pagine
6. ricerca nelle pagine del sito, search box
7. strumenti e scorciatoie, task ad alta prioritĂ
8. visual design, formattazione, galleggiamento della pagina
9. titolo della finestra
10. raccolta dati personali, spiegare, chiedere il permesso
11. convenzioni di design, risoluzioni, download e frames
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1. Iniziate il titolo con una parola significativa (di solito nome dell’azienda)
2. Includente nel titolo una breve descrizione del sito e della pagina
3. Limitate la lunghezza del titolo a un massimo di 64 caratteri
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Cosa riuscire a tirare fuori di buono da una domenica piovosa?
Finalmente mi sono deciso ad aggiornare WP passando alla versione 2.5.1. La grafica del blog non cambia ma ho messo a frutto l’esperienza accumulata con ernestospinelli.com e con beatfly.net selezionando i plugin e perfezionando il codice.
Ho inserito una nuova pagina Photo, dove si può seguire il mio album fotografico su Flickr ed ho aggiornato la pagina dei Link con una struttura espandibile ad albero che mi permetterà di andare ad implementare nei prossimi tempi fortemente la lista.
Tra qualche giorno inizia la fase due. Il nuovo concept della grafica del blog. Stay Tuned
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Lo trovo geniale, semplice, ironico e prezioso. Un tipo di adv che mi piace vedere e rivedere.
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Ringrazio Pandemia per lo spunto e vi consiglio di andare a vedere la documentazione dell’International Conference on Weblogs and Social Media.
Tra i documenti consultabili e scaricabili sto leggendo con attenzione Exploring Social Media Scenarios for the Television di Noor F. Ali-Hasan che esplora ed indaga le relazioni e le possibilitĂ di una tv partecipatoria.
Il prossimo articolo che mi appresto a leggere è invece Understanding the Efficiency of Social Tagging Systems un po’ di dottrina non guasta mai!
Buona lettura anche a voi
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Noi siamo i figli di mezzo della storia, cresciuti dalla televisione a credere che un giorno saremo milionari e divi del cinema e rockstar, ma non andrà così. E stiamo or ora cominciando a capire questo fatto.
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Credits:
Agency: Socialware
Players: Filippo Giardina e Mauro Fratini (NonRassegnataStampa.it)
Director: Luca Mobilio
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Se i partiti non rappresentano piĂą gli elettori, cambiamoli questi benedetti elettori.
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e direte voi ma che c’azzeccano le tre cose assieme?
Questa mattina mi trovo un commento in coda di moderazione che inizia piĂą o meno così….
Il mondo fu creato da Satana, rubò della luce a dio e la intrappolò in Adamo ed Eva…
E per dovere di cronaca e anche perchè insomma ognuno può dire la sua ho deciso di pubblicarlo.
Il Commento scritto da Emaziano è in relazione al post che parla della Church of Google
e mi raccomando, commentate!
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Si pensa comunemente che la pubblicità attiri persone nevrotiche che hanno una propensione naturale per l’ansietà . Non credo che sia così. Ciò che accade nelle agenzie può indurre ansia anche nelle persone più flemmatiche.
Il copywriter vive con la paura. Avrà una grande idea entro martedì mattina? Il cliente la accetterà ? Andrà bene nelle ricerche? Venderà il prodotto? Non mi sono mai seduto a scrivere un annuncio senza pensare questa volta non ce la farò.
Anche l’account executive ha i suoi motivi di ansietà . Rappresenta l’agenzia dal cliente, e il cliente nell’agenzia. Quando l’agenzia sbaglia, il cliente dà la colpa a lui. Quando il cliente è intrattabile, l’agenzia dà la colpa a lui.
Anche il capo dell’agenzia ha le sue preoccupazioni. Perderemo il cliente tal-dei-tali? Ci lascerà uno dei nostri migliori collaboratori? Farò un fiasco nella presentazione di giovedì prossimo a un nuovo cliente?
Fate in modo che sia divertente lavorare nella vostra agenzia. Quando le persone non si divertono, non producono buona pubblicitĂ . Uccidete la tristezza con una risata. Liberatevi delle persone deprimenti che spargono cattivo umore.
Che personaggi straordinari sono gli uomini e le donne che dirigono agenzie di successo? Secondo le mie osservazioni, sono entusiasti. Sono persone intellettualmente oneste. Hanno il coraggio di affrontare decisioni difficili. Non si perdono d’animo nelle avversità . Molte di queste persone hanno un fascino naturale. Non sono prepotenti. Incoraggiano la comunicazione dal basso, sanno ascoltare. Molti bevono troppo, e leggono poco se non le carte di ufficio, in cui affogano.
David Ogilvy - Advertising (1983)
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Overlay.TV inserisce direttamente nei video e nei programmi televisivi links ai siti dove acquistare direttamente i prodotti che si vedono nelle trasmissioni.
L’esempio piĂą famoso è il video dell’esibizione di Kanye West ai Grammys, dove indossava degli occhiali che è possiblie acquistare con un semplice click sul prodotto.
Se il product placement di una volta prevedeva bottiglie di acque minerali in primo piano, scene tirate con i vari marchi in bell’evidenza, ora le “markette” saranno meno evidenti (almeno si spera!).
Il pericolo è quello di essere catapultati in trasmissioni che diventeranno un coacervo di pubblicitĂ (come se non bastassero le varie televendite, spot, ecc.); l’utilitĂ del sistema e quella di risolvere le domande “chissĂ dove lo compro?”. Ora i prodotti sono tutti lì, tutti a portata di mouse.
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