Il grande limite dei siti in Flash è sempre stata l’indicizzazione. Ottimo impatto visivo, libero sfogo alla creatività, ma i siti in flash sono sempre stai penalizzati dai risultati sui motori di ricerca. Per ovviare a questo non banale inconveniente negli anni si è progressivamente passato dall’imprementazione di siti in flash al 100%, a siti in html, php, asp, ecc con inserti in flash, magari nell’header o per i vari banner d adv.
La novità annunciata congiuntamente da Adobe e da Google è di quelle che scombinano le carte in tavola e ri-cambiano il modo di progettare e di scegliere la piattaforma di proggettazione dei siti web:
Google has been developing a new algorithm for indexing textual content in Flash files of all kinds, from Flash menus, buttons and banners, to self-contained Flash websites. Recently, we’ve improved the performance of this Flash indexing algorithm by integrating.
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spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media
Poco attratti dalle nuove tecnologie di comunicazione, diffidenti nei confronti dei servizi a pagamento, incuriositi dalla pubblicità online: questi gli internauti italiani, secondo un sondaggio condotto da NetOserver e Novatris su un campione di 170.000 navigatori che, oltre al nostro Paese, prende in esame anche Francia, Spagna, Gran Bretagna e Germania.
Osservando più nel dettaglio l’inchiesta, si nota una tiepida apertura nazionale verso i sistemi di messagistica istantanea, utilizzati dal 53,1% degli italiani, e un certo scetticismo verso i programmi di telecomunicazione gratuita (come Skype, usati dal 38,7%), e ancor di più verso il podcasting (14,9%) e i blog (15,1%).
Negli altri paesi europei questo genere di servizi sono aprezzati soprattutto dai navigatori spagnoli (73,9% utilizza programmi di messaggistica), anche perchèin Spagna oltre il 60% degli internauti hanno meno di 35 anni. Nel nostro Paese la percentuale scende invece al 47%, e la fascia d’età più presente su Internet è quella tra i 35 e i 49 anni.
La diffidenza diventa netta in Italia per quanto riguarda i servizi a pagamento: solo il 17,9 degli italiani, contro il 32,5% dei tedeschi, paga per inviare Sms via web, e ancora meno per scaricare videogiochi (7%), musica (9,5%), suonerie e loghi per cellulari (5,8%) e annunci (6,8%).
Secondo la ricerca NetObserver in questo caso gli internauti italiani sembrano seguire il comportamento dei corrispettivi latini, mentre inglesi e tedeschi sembrano molto più disposti a spendere in cambio di servizi on line.
Gli italiani reagiscono meno positivamente rispetto ad altri paesi (Francia e Regno Unito in primis) anche alla pubblicità e al direct-marketing on line: solo il 34, 2% ha partecipato a dei giochi a premi organizzati dai siti, il 31% clicca i link pubblicitari che compaiono sui risultati dei motori di ricerca, e il 24,2% entra nei siti aziendali dopo aver visto pubblicità sul web. Nonostante questi risultati, la pubblicità on line è percepita come creativa ed innovativa da più di tre italiani su 5, e quasi la stessa percentuale dichiara che aiuta a scoprire nuovi prodotti e servizi.
Quasi il 44% degli italiani, secondi solo agli spagnoli, dichiarano che le reclame aiutano a prendere decisioni di acquisto migliori. Questi risultati fanno concludere agli esperti di NetObserver che, nonostante le difficoltà di breve periodo, la pubblicità e il marketing online dovrebbero avere buone prospettive di crescita nel nostro Paese.
fonte: sole24ore
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Si pensa comunemente che la pubblicità attiri persone nevrotiche che hanno una propensione naturale per l’ansietà. Non credo che sia così. Ciò che accade nelle agenzie può indurre ansia anche nelle persone più flemmatiche.
Il copywriter vive con la paura. Avrà una grande idea entro martedì mattina? Il cliente la accetterà? Andrà bene nelle ricerche? Venderà il prodotto? Non mi sono mai seduto a scrivere un annuncio senza pensare questa volta non ce la farò.
Anche l’account executive ha i suoi motivi di ansietà. Rappresenta l’agenzia dal cliente, e il cliente nell’agenzia. Quando l’agenzia sbaglia, il cliente dà la colpa a lui. Quando il cliente è intrattabile, l’agenzia dà la colpa a lui.
Anche il capo dell’agenzia ha le sue preoccupazioni. Perderemo il cliente tal-dei-tali? Ci lascerà uno dei nostri migliori collaboratori? Farò un fiasco nella presentazione di giovedì prossimo a un nuovo cliente?
Fate in modo che sia divertente lavorare nella vostra agenzia. Quando le persone non si divertono, non producono buona pubblicità. Uccidete la tristezza con una risata. Liberatevi delle persone deprimenti che spargono cattivo umore.
Che personaggi straordinari sono gli uomini e le donne che dirigono agenzie di successo? Secondo le mie osservazioni, sono entusiasti. Sono persone intellettualmente oneste. Hanno il coraggio di affrontare decisioni difficili. Non si perdono d’animo nelle avversità. Molte di queste persone hanno un fascino naturale. Non sono prepotenti. Incoraggiano la comunicazione dal basso, sanno ascoltare. Molti bevono troppo, e leggono poco se non le carte di ufficio, in cui affogano.
David Ogilvy - Advertising (1983)
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Nel 2008 gli investimenti sulla Rete supereranno per la prima volta quelli sulla radio. Alla fine di quest’anno, internet rappresenterà il 6,3% della raccorla pubblicitaria, con 675 milioni di euro contro i 520 dell’anno scorso (+29,8%), contro il 5,9% della radio che comunque guadagnerà lo 0,4% sul 2007 (da 598 a 623 milioni).
Complessivamente nel 2008 gli investimenti in pubblicità cresceranno del 3,4% a 10,66 miliardi di euro (erano 10, 30 miliardi nel 2007). Una crescita superiore a quella del PIL. Il 48,5% del mercato resta comunque appannaggio dalla televisione.
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La software house capitolina Seleso ha presentato in questi giorni un’applicazione del sistema di comunicazione Playblue, che consente l’invio di messaggi e contenuti multimediali ai telefoni cellulari dotati di tecnologia Bluetooth.
L’idea è quella del “marketing di prossimità” (o “proximity marketing”), inteso come tecnica di divulgazione di informazioni (pubblicitarie) verso un bacino di utenza che si trova fisicamente vicino al mittente. Le possibili applicazioni di questa soluzione sono molteplici e un esempio indicativo è la sponsorizzazione tecnica del Sesto Festival Giovanile “Frammenti” che ha luogo in questi giorni a Frascati: in occasione della presentazione dell’ultimo film di Mimmo Calopresti e la rappresentazione teatrale di Moni Ovadia, al pubblico presente alla rassegna e dotato di cellulare Bluetooth verranno inviati gratuitamente il programma dettagliato di ogni serata e l’indirizzo (URL) del sito della manifestazione.
Al pubblico “abilitato” sarà sufficiente attivare il Bluetooth del proprio telefono cellulare e, attraverso la rubrica, sarà possibile navigare sul sito della manifestazione.
Seleso aggiunge che sarà possibile inviare, nell’arco di tutta una giornata, un palinsesto di contenuti definito dall’utente, composto da più elementi diversi tra loro, ad esempio un’immagine intervallata da un video, una suoneria o altro, con cadenza temporale predefinita in base all’afflusso o al target presente in quel momento.
La tecnologia Bluetooth si rivela quindi, in fattispecie come quella descritta, più immediata e capillare - e quindi più efficace - dell’invio “di massa” di messaggi SMS o MMS. Con il vantaggio di non dover sfruttare le reti mobili degli operatori e di non necessitare di una registrazione preventiva dei numeri telefonici degli utenti destinatari dell’iniziativa di marketing, che resta ovviamente contenuta nell’ambito della copertura consentita dal Bluetooth.
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Un’idea geniale da Denis Bostandzic che reinventa il salvadanaio aggiornandolo ai tempi moderni. Al posto della fessura dove inserire monete e oboli di carta, una fessura contenente un lettore di carte magnetiche.


Utile anche per iniziative benefiche. Well Done!
Via Elmanco
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Google cerca anche nei blog provate da questo link http://blogsearch.google.com/blogsearch ho fatto una prova con questo blog inserendo le parole chiave “spai lab” e restituisce tutti i risultati.
ho provato ad inserire spailab e restituisce i risultati del mio blog sul messenger….
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Google Image Labeler é un semplice giochino dove gli utenti (a coppie di due) si scontrano uno contro l’altro nel tentativo di indovinare quale tag è stato utilizzato per una immagine presa a caso dall’archivio di Google. Non è necessaria alcuna registrazione: è sufficiente andare alla pagina del gioco, anche se gli utenti con un account su Google possono venire riconosciuti e giocare eventualmente con il proprio nome.
Non si vince nulla, se non il gusto di trascorrere qualche minuto in un passatempo semplice e immediato.
Google Image Labeler infatti consiste nell’attribuire a un’immagine casuale visualizzata - che viene prelevata dall’indice di Google - uno o più tag. La medesima immagine con lo stesso obiettivo vengono sottoposti all’avversario. Entro il tempo limite prefissato di un minuto e mezzo occorre identificare il tag che descrive al meglio l’immagine visualizzata. A ogni risposta corretta viene dato un punteggio.
Contemporaneamente Google guadagna “informazioni” utili: più giocatori ci saranno, più facilmente potrà ottenere una mole di informazioni al fine di ordinare il proprio archivio di immagini, migliorando la ricerca.
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In un intervista su Technology Review rilasciata da Peter Norvig, Responsabile Ricerche di Google, alla domanda su come il motore di ricerca riesca a valutare e fornire i risultati con un buon grado di accuratezza ha così risposto:
“A livello macroscopico teniamo traccia dei clic degli utenti. Se selezionano il primo risultato, e non tornano indietro per cercarne altri, probabilmente hanno trovato quello che cercavano. Se invece scorrono più pagine della ricerca o riformulano la domanda cambiando il numero delle keyword e la composizione della frase, allora i risultati ottenuti non corrispondevano a quello che gli utenti cercavano. Un altro modo che utilizziamo è quello di selezionare a caso alcune query e sottoporli ad un certo numero di persone per ricevere delle valutazioni sui risultati ottenuti. Si tratta di collaboratori che assumiamo per avere esclusivamente un giudizio. Li formiamo per identificare siti Web spam o fraudolenti, dopodiché registriamo le loro valutazioni”
….Rimane da capire come i risultati dei “focus group” entrino poi nell’algoritmo e come ed in che modo modifichino le ricerche ed i risultati di Google.
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un link semplice semplice che racchiude tutte le linee guida per il corretto utilizzo del file robots.txt in lingua italiana.
[per chi non fosse proprio avvezzo alla materia il file robots.txt è un file che serve per comunicare agli spider di motori di ricerca se indicizzare o non indicizzare alcuni file, pagine o cartelle del sito]
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Eccola qui la classifica delle parole chiave più ricercate su Google (più ricercate non quelle più cliccate…) nel 2007.
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Siamo alle solite. I primi rimangono i primi e staccano i secondi lasciandoli muti ed affaticati. Eccolo qui il nuovo servizio di Google: sotto lo pseudonimo di Google Maps una vera e propria rivoluzione. Prendete la potenza e l’affidabilità del primo motore di ricerca al mondo, unite a questo la funzione ricerca servizi delle pagine gialle e condite il tutto con immagini satellitari (si riescono a distinguere e riconoscere gli edifici, navi, piazze) e percorsi. In america il servizio è già a disposizione anche se in versione beta. In italia il primo sito che ha utilizzato le potenzialità del nuovo servizio (per l’italia è attiva solo la vista dal satellite) è MilanoTonight. La mappa di Milano può essere navigata per zona ma anche per tipologia di locale. All’interno ci si muove tramite mouse e zoom, un gioco da ragazzi considerando che i locali sono contrassegnati da un palloncino che evidenzia l’esatta posizione del locale e che fornisce informazioni extra come foto e descrizione. E se questo non è new business….
milanotonight.it
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la comunicazione è lo strumento di diffusione dell’identità di marca, insieme biglietto da visita e strumento di diffusione dei suoi valori profondi.
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Dopo essere diventato il motore di ricerca più usato a livello mondiale, Google conferma il suo primato anche in Italia.
Le ultime stime fornite da Nielsen/Netratings, grazie al panel di rilevazione dell’utenza italiana, danno un quadro molto netto del peso crescente del motore di Mountain View nelle ricerche on line effettuate nel nostro paese.
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Google Logo Show è un blog asiatico che raccoglie tutti i nuovi loghi di Google, mano a mano che gli eventi si susseguono. E’ divertente navigare nell’archivio per ritrovare loghi che ci sono sfuggiti, magari perché apparsi sulle versioni di altri paesi.
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Il motore di ricerca Clusty, pressoche sconosciuto dalle nostre parti, offre alcune interessanti funzionalità; tra queste la più comoda è sicuramente il raggruppamento dei risultati in cluster, secondo un criterio di affinità (desunta dall’analisi delle parole ripetute nel testo, suppongo). Se state conducendo campagne di posizionamento sui motori è un vero toccasana, un valido ed agile strumento non solo di monitoraggio.
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posto questo interessantissimo sito non tanto per quello che riguarda le tecniche di posizionamento e le altre cose “classiche”, quanto per pa sezione POSIZIONAMENTO fattori esterni
pagine ben fatte e curate gli argomenti
link popularity
page rank
dati storici
backlink
hilltop
trustrank
enjoy it!
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un tool assolutamente utile. controlla la posizione delle diverse keyword nei diversi motori di ricerca Google, Yahoo e MSN tracciandone la storia.
http://www.digitalpoint.com/tools/keywords/?action=logout
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ebbene si qualcuno in giro per il mondo si è preso la briga di fondare la chiesa di Google, con tanto di 10 comandamenti:
Google è ciò che più si avvicina ad un dio, Le prove di questa identificazione sarebbero:
- Google è onnisciente, indicizza più di 9,5 bilioni di pagine web;
- Google è onnipresente: il motore di ricerca è virtualmente dappertutto sulla terra; con i dispositivi WiFi, poi, è davvero un’entità presente ovunque;
- Google risponde alle preghiere, o almeno risponde alle ricerche;
- Google è immortale: non essendo un essere vivente, ma il risultato di un algoritmo, Google in teoria potrebbe esistere per sempre;
- Google è infinito, Internet può continuare a crescere per sempre;
- Google ricorda tutti (la cache);
- Google non può fare del male, secondo la filosofia aziendale “do no evil”;
- L’evidenza dell’esistenza di Google è insomma abbondante, certo, a detta dei Googlists, più delle prove di qualche altro dio, e poi Google si può anche sperimentare, basta navigarlo un pò.
fatevi in giro The Church of Google
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Ultimamente mi sono concentrato sui motori di ricerca che stanno crescendo esponenzialmente e segmentandosi a vista d’occhio….
Leggo oggi la notizia da Pubblicità Italia che è pronto il primo motore di ricerca per anziani!
La guida per seniores si chiama Cranky.com e condurrà per la rete le persone con più di 50anni.
Il progetto si fonda sull’idea che le persone di una certa età non hanno lo stesso approccio alla rete di chi è giovane e per questo i risultati devono essere selezionati e tarati per soddisfare la facia di età di chi è meno giovane e meno allenato alle tante informazioni che arrivano dal web.
Come ha spiegato, Jeff Taylor, il fondatore del google per chi ha i capelli grigi: è molto semplice avviare la ricerca “viaggio in Cina” con uno dei grandi motori della rete. E’ difficile invece orientarsi tra i 60 milioni di risultati ottenuti.
Ai suoi user Cranky faciliterà il lavoro fornendo soltanto quattro risultati a ricerca (per pagina).
la cosa che ci sembra lodevole è il fatto che i risultati sponsorizzati, almeno per ora, sono riportati dopo i primi 4 risultati organici e con un carattere più piccolo.
Dovrei far fare un test tra Google e Cranky a mio padre… chissà quale gradirebbe di più…..
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fonte: Googlisti.comspai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media
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