» tagged pages
» logout

sorted by: recent | see : popular
Content Tagged with spai + Web

Il Navigatore Italiano: Diffidente ma Attratto dalla Pubblicità

Poco attratti dalle nuove tecnologie di comunicazione, diffidenti nei confronti dei servizi a pagamento, incuriositi dalla pubblicità online: questi gli internauti italiani, secondo un sondaggio condotto da NetOserver e Novatris su un campione di 170.000 navigatori che, oltre al nostro Paese, prende in esame anche Francia, Spagna, Gran Bretagna e Germania.

Osservando più nel dettaglio l’inchiesta, si nota una tiepida apertura nazionale verso i sistemi di messagistica istantanea, utilizzati dal 53,1% degli italiani, e un certo scetticismo verso i programmi di telecomunicazione gratuita (come Skype, usati dal 38,7%), e ancor di più verso il podcasting (14,9%) e i blog (15,1%).
Negli altri paesi europei questo genere di servizi sono aprezzati soprattutto dai navigatori spagnoli (73,9% utilizza programmi di messaggistica), anche perchèin Spagna oltre il 60% degli internauti hanno meno di 35 anni. Nel nostro Paese la percentuale scende invece al 47%, e la fascia d’età più presente su Internet è quella tra i 35 e i 49 anni.
La diffidenza diventa netta in Italia per quanto riguarda i servizi a pagamento: solo il 17,9 degli italiani, contro il 32,5% dei tedeschi, paga per inviare Sms via web, e ancora meno per scaricare videogiochi (7%), musica (9,5%), suonerie e loghi per cellulari (5,8%) e annunci (6,8%).
Secondo la ricerca NetObserver in questo caso gli internauti italiani sembrano seguire il comportamento dei corrispettivi latini, mentre inglesi e tedeschi sembrano molto più disposti a spendere in cambio di servizi on line.

Gli italiani reagiscono meno positivamente rispetto ad altri paesi (Francia e Regno Unito in primis) anche alla pubblicità e al direct-marketing on line: solo il 34, 2% ha partecipato a dei giochi a premi organizzati dai siti, il 31% clicca i link pubblicitari che compaiono sui risultati dei motori di ricerca, e il 24,2% entra nei siti aziendali dopo aver visto pubblicità sul web. Nonostante questi risultati, la pubblicità on line è percepita come creativa ed innovativa da più di tre italiani su 5, e quasi la stessa percentuale dichiara che aiuta a scoprire nuovi prodotti e servizi.

Quasi il 44% degli italiani, secondi solo agli spagnoli, dichiarano che le reclame aiutano a prendere decisioni di acquisto migliori. Questi risultati fanno concludere agli esperti di NetObserver che, nonostante le difficoltà di breve periodo, la pubblicità e il marketing online dovrebbero avere buone prospettive di crescita nel nostro Paese.

fonte: sole24ore

spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media

Usabilità in pillole. Migliorare e Gestire il proprio Sito Web

L’usabilità è definita dall’ISO (International Standard Organization), come l’efficacia, l’efficienza e la soddisfazione con le quali determinati utenti raggiungono gli obiettivi prefissati in determinati contesti. Il termine si riferisce al processo di interazione tra utente, prodotto e finalità.

Il problema dell’usabilità si pone quando il modello del progettista (ovvero le idee di questi riguardo al funzionamento del prodotto, che trasferisce al design del prodotto stesso) non coincide con il modello dell’utente finale (ovvero l’idea che l’utente concepisce del prodotto e del suo funzionamento).

Il grado di usabilità si innalza proporzionalmente all’avvicinamento dei due modelli (modello del progettista, e modello dell’utente). “Realizzare un sito difficile da usare è come far mettere i clienti in fila tre volte per farli pagare. Se gli utenti non capiscono come utilizzare qualcosa non la utilizzeranno, se troveranno difficile effettuare una transazione non la faranno ma soprattutto non permetteranno che ci sia un’altra volta”.

Ho stilato una lista per divisa in undici interventi per permettere una “verifica” di usabilità dei vostri siti che non porti via più di 10 minuti. Alcuni punti possono sembrare banali ma ricordiamoci che i veri fruitori non siamo noi, ma Persone con macchine diverse, con differente dimestichezza e sensibilità per la tecnologia e per il web. Potete prendere carta e penna e dare al vostro sito/blog un punteggio. 0 se l’elemento non è presente, 1 se presente, 0,5 se presente solo in parte. Il punteggio totale è 41 tanto più vi avvicinate….. tanto più il vostro sito risulta o meno usabile.

1. scopo del sito
2. informazioni sull’azienda
3. contenuti, web writing
4. link formattazione
5. navigazione delle pagine
6. ricerca nelle pagine del sito, search box
7. strumenti e scorciatoie, task ad alta priorità
8. visual design, formattazione, galleggiamento della pagina
9. titolo della finestra
10. raccolta dati personali, spiegare, chiedere il permesso
11. convenzioni di design, risoluzioni, download e frames

spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media

BloggerItaliani.com I Migliori Blog Italiani

2265076252_90d87d0571.jpg

Da meno di un mese è nato BloggerItaliani.com, Il motore di ricerca dei migliori blog in italiano della web 2.0! Il progetto nasce dall’idea di Merlinox che ha aggregato i migliori blog in un unico motore di ricerca.

Quindi partecipate all’iniziativa e buone ricerche!

spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media

Sorpasso degli Investimenti Pubblicitari nel Web rispetto alla Radio

Nel 2008 gli investimenti sulla Rete supereranno per la prima volta quelli sulla radio. Alla fine di quest’anno, internet rappresenterà il 6,3% della raccorla pubblicitaria, con 675 milioni di euro contro i 520 dell’anno scorso (+29,8%), contro il 5,9% della radio che comunque guadagnerà lo 0,4% sul 2007 (da 598 a 623 milioni).

Complessivamente nel 2008 gli investimenti in pubblicità cresceranno del 3,4% a 10,66 miliardi di euro (erano 10, 30 miliardi nel 2007). Una crescita superiore a quella del PIL. Il 48,5% del mercato resta comunque appannaggio dalla televisione.

Via Affari Italiani

spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media

LinkedIN: il Network dei Professionisti

Che cos’è LinkedIn? E’ una rete sociale e consiste di un gruppo di persone connesse tra loro da diversi interessi, in questo caso un network di professionisti. In America molti professionisti utilizzano la piattaforma non solo per qualificare la propria immagine ma per ampliare le opportunità di business e/o di carriera.

Come funziona?
Ci si iscrive tramite invito o inserendo i propri dati, compilando un form. Dopo essersi iscritto, si prepara la presentazion andando alla pagina “my profile”. Questo sarà il modo con cui ci renderemo visibile nella rete linkedin. Ognuno è libero di inserire la propria formazione professionale e tutti i lavori o le collaborazioni avute in passato (alcuni inseriscono i dati anche in italiano, anche se la lingua del network è l’inglese). Cliccando su “edit” posso cambiare in qualunque momento i contenuti della presentazione.

Il proprio profilo sarà composto da una “headline” nella quale inserire la propria professione e l’ambito in cui si lavora da approfondire poi nella sezione “Professional overwiev“, nelle “Specialties” e nell”Experience” fino ad arrivare alla sezione “Honors and awards“.

Una volta completato il profilo dobbiamo costruire la nostra rete di contatti. Possiamo farlo da qualsiasi pagina con il pulsante “add connections” in alto a destra. La costruzione della propria rete è l’operazione più delicata e intelligente da fare. Vogliamo una rete con molti o pochi contatti? Puntiamo alla quantità o alla qualità? I contatti saranno monotematici (solo clienti, per esempio) o vogliamo costruire una rete più varia (lavoro/hobbies)?

I contatti di ogni singolo utente sono composti dai propri amici e colleghi invitati o dai quali si è ricevuto un invito. Se queste relazioni si intersecano, ecco che si viene a formare una rete di contatti più ampia, il proprio network. Più grande sarà il numero di contatti, più estesa sarà la propria rete. Linkedin funziona infatti sul principio dei “6 gradi di separazione” attraverso il quale in teoria, si potrebbe raggiungere una qualsiasi persona sulla terra a caso, passando per non più di 5 persone che si conoscono a vicenda.

Una volta creata la prima nostra piccola rete, possiamo cominciare a fare le ricerche, con le pagine “find people”, “find jobs”, “find services”. Possiamo cercare per nome e cognome (Aldo Rossi), nome della società o organizzazione (università di xy), titolo (professore), parole chiave (linguistica comparata). Se cerchiamo un lavoro o un cliente, possiamo specificare il campo (elettrotecnica), la zona (Lombardia), parole chiave (avvolgimenti elettrici). Se cerchiamo un servizio, si apre un menu con i vari settori (legale, fiscale, amministrativo, ecc.), e ci chiede se lo vogliamo vicino a noi o dovunque.

La relazione mi dice a che distanza si trova il contatto trovato. Basti pensare che con 30 contatti diretti ho oltre 2000 contatti di secondo livello (ovvero amici di amici) e ben 246.000 contatti di livello 3. Se avessi qualche proposta interessante da far loro, non avrei difficoltà a raggiungere le persone giuste….

Il sistema è gratuito ed è a prova di privacy. Nessun utente può contattare uno dei propri conoscenti senza una preventiva autorizzazione. All’interno del sito è presente un motore di ricerca utile a trovare la persona giusta per mettere in pratica un progetto o un’opportunità di lavoro.

Le referenze sono pareri di miei contatti di primo o secondo livello sulla persona che mi interessa.

La reputazione deriva dagli endorsement (sostegno, approvazione) che datori di lavoro, colleghi, clienti, maestri, hanno dato a quella persona. Quindi anche noi dovremmo procurarci qualche endorsement, chiedendolo o scambiandocelo con nostri autorevoli contatti. I profili con più approvazioni non sono necessariamente quelli più appetibili, ma è innegabile che una buona reputazione all’interno del proprio network rappresenta una carta vincente tutta da giocare.

guarda il mio profilo su LinkedIn paolo spinelli

spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media

Il Web per gli Adolescenti: Inchiesta Osservatorio sui Diritti dei Minori

La notizia riguarda i giovani in rete, la maggioranza degli adolescenti italiani preferisce la consulenza online ai consigli dei genitori e degli insegnanti.
E’ quanto emerge da un’inchiesta condotta dall’Osservatorio sui Diritti dei Minori, nel periodo che va dall’1 luglio al 30 settembre 2006, su un campione di 400 adolescenti in età compresa fra i 14 e i 18 anni, 200 di sesso maschile e 200 di sesso femminile, dislocati sul territorio nazionale.

Le ragioni che spingono il 72% dei soggetti in età evolutiva - il 59% del quale della componente maschile ed il 41% della componente femminile - ad accostarsi ai molteplici servizi di orientamento forniti online sono costituite per il 31% da informazioni inerenti la sfera dietetico-alimentare, per il 26% sessuale, per il 20% astrologica, per il 14% psicologica, per il 9% altre motivazioni.

E’ il 62% delle adolescenti a prevalere tra coloro che stabiliscono contatti con servizi di consulenza online orientati a risolvere problemi di sovrappeso o di mantenimento della linea

. Netta prevalenza, invece, della componente maschile (66%) circa la ricerca di soluzioni online a problemi di carattere sessuale. Le preoccupazioni sono pressocché uguali per maschi e femmine e riguardano maggiormente la contraccezione e la verifica della propria “normalità” fisica, fisiologica e di orientamento sessuale.

Equità quantitativa tra le parti in tema di astrologia, infatti al 51% delle adolescenti corrisponde un 49% dei maschi che consulta i servizi di previsione astrale – in prevalenza di cartomanzia – tendenzialmente per le stesse ragioni, cioè amore e futuro.

Analoga situazione, con la prevalenza del 53% degli adolescenti, circa la consultazione a sfondo psicologico con una nutrita gamma di motivazioni, le più significative delle quali concernenti il disagio e l’incomunicabilità in famiglia.

Antonio Marziale, sociologo e presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori, commenta: “Mentre, fino a qualche anno fa, i referenti legittimati a contribuire all’orientamento dei soggetti in età evolutiva erano quasi esclusivamente le primarie agenzie di socializzazione, prime fra le quali la famiglia e la scuola, adesso bisogna guardare al Web come ausilio concreto alla relazione d’aiuto. Le ripercussioni che la fenomenologia comporta, però, sono molteplici e seri, cagionati principalmente dal livello ancora da considerarsi medio-basso di alfabetizzazione in termini di Media Education, che non permette alle masse adolescenziali una corretta decodifica delle risposte con il rischio di interpretazioni dannose sul piano psicofisico, considerato che la maggior parte delle esigenze che generano i contatti sono costituiti da ragioni strettamente legate alla Salute, quali la sfera alimentare, sessuale e psicologica. Il ricorso degli adolescenti alla consulenza online contribuisce a conferire ulteriormente ai Mass Media in generale il ruolo di primaria agenzia di socializzazione, ecco perché relativamente ad Internet urge una legislazione internazionale che tuteli i fruitori, soprattutto in età evolutiva, in termini di sicurezza.”

da: i-dome.com

spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media

Il Nuovo Menù Mediale degli Italiani. Il web tra le 20 e le 23 di sera

In Europa, l’83% della popolazione dichiara che non potrebbe vivere senza il web, mentre l’82% dei giovani fra i 16 e i 24 anni passa la maggior parte del loro tempo libero online, metà dei quali “trovano il tempo per collegarsi rinunciando alla tv tradizionale”.

Anche tra gli anziani il web sta prendendo terreno, con un incremento del 13% circa degli ultrasessantenni tra gli utenti internet. Tra le dieci nazioni oggetto dell’inchiesta, inoltre, quella italiana presenta una delle più grosse concentrazioni di “grandi utilizzatori” di Internet, ovvero coloro che passano online almeno 16 ore la settimana. Questi i risultati di una recente indagine dell’Eiaa (European Interactive Advertising Association), che conferma quanto emerge da un’altra recentissima ricerca, effettuata dalla School of Management del Politecnico di Milano e della Nielsen, che riguarda esclusivamente il contesto italiano.

Secondo l’indagine, il 54% degli italiani (27 milioni di individui dai 14 anni in su) ormai al piccolo schermo preferisce di gran lunga il web. Ma c’è di più. La maggior parte di loro naviga in rete fra le otto e le undici di sera, cioè durante la cosiddetta prima serata, dove si concentra la maggiore attenzione (e i maggiori introiti pubblicitari) degli attuali palinsesti Tv.

spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media

Il Web 2.0? Un danno da 600 miliardi. L’uso smodato di Blog Wiki ed Instat Messenger

web 2.0

Blog, wiki, instant messenger sono tecnologie ormai comuni in tutte le aziende ma attenzione: l’ultimo rapporto di Basex avverte le imprese dei notevoli rischi per la produttività.

Fin da subito i detrattori delle nuove tecnologie si sono scagliati con veemenza sulla perdita di produttività che causerebbe l’utilizzo smodato di blog, wiki e programmi di instant messaging (come MSN Messenger, Skype e Gtalk). Adesso queste accuse sono supportate dai numeri, quelli pubblicati da Basex, società di ricerca che ha analizzato la situazione delle imprese statunitensi votate al verbo del 2.0.

I risultati sono allarmanti, con una perdita di produttività stimata in 588 miliardi di dollari, una vera e propria piaga per l’economia americana che si configura addirittura come “problema dell’anno 2008″.

La ricerca, intitolata “Information Overload: We Have Met the Enemy and He is Us“, ha evidenziato come i nuovi strumenti si siano aggiunti a vecchie distrazioni come cellulari e posta elettronica. In totale, le interruzioni causate da telefonate, invio di email e conversazioni su messenger vari occupa circa il 28% del tempo ai cosiddetti “knowledge worker”. Concretizzando, ogni anno vanno via 28 miliardi di ore in queste attività.

Il motivo di tanto spreco? Secondo Basex è nell’eccessiva abbondanza di strumenti comunicativi. Un dipendente che è abituato a comunicare su Skype tenderà ad usare in modo meno efficiente le email, e lo stesso dicasi per wiki e blog. Troppi strumenti, troppa informazione, che si disperde nei meandri dell’organizzazione e diventa sempre più difficile da cercare.

Saggiamente, l’eventualità di proibire l’utilizzo degli strumenti 2.0 nelle aziende non è presa in considerazione, poiché significherebbe rinunciare a vantaggi di enorme portata.

Articolo originale PMI.it

Per una mini-guida del web 2.0 si consulti l’articolo di Robin Good

spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media

Cool Home Page, le migliori Home Page del Web

Se dovete riflettere sull’organizzazione di home page, fare uno scheduling, avere qualche buona idea su quello che si può fare tramite un sito web, questo sito permette di visionare migliaia di home page. diviso per categorie permette di avere una panoramica abbastanza esaustiva sui siti di riferimento internazionali. e se non dovete fare nessuna analisi di benchmark, lo potete utilizzare per trascorrere una mezz’ora guardando qua e la dove è arrivata la progettazione e il web design
coolhomepage.com

spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media

Libri di Testo Gratis e Open Source - Wikibooks

Libri di testo gratis su qualsiasi argomento, in tutte le lingue, disponibili a tutti - questo è l’obiettivo di Wikibooks, un progetto di Wikimedia Project, i creatori di Wikipedia.

Wikibooks attualmente consiste di 11.000 libri per l’educazione infantile fino a quella universitaria. I testi sono aperti come i termini di Wikipedia permettendo inserimenti e aggiornamenti costanti.

spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media

la pagina da un milione di dollari

ecco la pagina da un milione di dollari. gli spazi sono in vendita a blocchi di 100 pixel ogni giorno per 24 ore.

L’idea è di Alex Tew, studente di 21 anni inglese che ha pensato di realizzare questa pagina con lo specifico obiettivo di raccogliere un milione di dollari.

le cose sembra stiano andando piuttosto bene visto che in pochi giori ha raggiutno 256,100dollari

un genio!

The Million Dollar Homepage - Own a piece of internet history!

spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media

Il Nuovo Sito della Nike Pro Europe

Ecco il nuovo copy per il sito della Nike Pro Europe

Rafael Nadal

mi sentro più preparato. più sicuro e ho più fiducia in me stesso.
e so che il mio avversario percepisce tutto questo.
la sconfitta non rappresenta il nemico.
piuttosto è la paura di una sconfitta il vero nemico.

Thierry Henry

mi vedo esattamente come mi vede l’avversario.
forte. preparato. invincibile.
le capacità si acquisiscono col tempo.
ciò che rende un giocatore un vero campione è il talento naturale.

Dirk Nowitzki

in quel preciso momento mente e corpo raggiungono la massima concentrazione.
ed io raggiungo il massimo livello di prestazioni.
generalmente non seguo un percorso.
traccio un sentiero.

Gavin Henson

con la fiducia arriva la convinzione.
la convinzione alimenta la potenza necessaria per vincere.
in ogni individuo batte un cuore impavido.
ma solo alcuni scelgono di ascoltarlo.

Per non parlare del resto. fa venire i brividi

spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media

re: 45 milioni di euro per il sito www.italia.it

“Dopo i messaggi in oggetto sono andato a cercare la notizia alla fonte, e

l’ho trovata qui.

http://www.innovazione.gov.it/ita/dipartimento/progetti/visitaitalia.shtml

Visto che non è lungo riporto il testo scritto nella pagina. La mia

considerazione è che probabilmente il portale prevederà servizi per il

sistema turistico che lo stesso sistema non riesce a produrre o a

sostenere come costi. O non ha idee in merito. Credo che se, come penso,

nessuno investa 140 milioni di euro senza possibilità di ritorno, sia

giusto lo faccia lo Stato. Però posso sbagliarmi. Voi che dite?

Visita Italia, il portale del turismo

Con uno stanziamento globale di almeno 140 milioni di euro il Comitato dei

Ministri per la Società dell’Informazione riunito il 16 marzo 2004 dà il

via alla progettazione e realizzazione di un portale, denominato in via

provvisoria “Scegli Italia”, con l’obiettivo di:

a.. promuovere e rilanciare l’ offerta turistica italiana

b.. convogliare le prenotazioni

c.. ridare competitività alla principale industria del Paese

rappresentata dal turismo.

Il portale, veicolando l’informazione turistica italiana disaggregata su

siti diversi e anzi spesso del tutto assente da Internet (la presenza

percentuale delle strutture ricettive italiane su internet è soltanto del

5% contro il 35% della media europea), mira anche ad invertire la tendenza

negativa che ha visto scendere l’Italia dal primo posto nel mondo nel 1970

al 4° dopo Francia, Spagna e USA nel settore turistico.

Attraverso questo progetto il governo intende, quindi, portare l’Italia al

livello dei maggiori Paesi europei che hanno implementato, o hanno, in

fase di lancio, iniziative istituzionali per la promozione su Internet del

prodotto turistico nazionale, la diffusione di sistemi elettronici di

prenotazione tra gli operatori (es. sistemi di booking online), e la

digitalizzazione di contenuti culturali e ambientali.

La realizzazione del progetto vedrà coinvolti il Ministro dei Beni

Artistici e Culturali, delle Attività Produttive, per le Politiche

Agricole e Forestali, e per l’Ambiente, mentre il coordinamento dal punto

di vista tecnologico è del Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie.

Il progetto è diviso in due parti. Per la realizzazione del sistema di

prenotazione e del portale saranno necessari investimenti per 40 milioni

di euro, di cui metà finanziati dal Comitato dei Ministri per la Società

dell’Informazione e l’altra metà dai dicasteri coinvolti.

Per i contenuti digitali, che richiederanno un considerevole utilizzo di

testi e immagini in tutti i settori, si prevede uno stanziamento iniziale

di un centinaio di milioni di euro a cui concorreranno non solo lo stesso

Comitato dei Ministri per la Società dell’Informazione e i dicasteri

partecipanti, ma anche le Regioni e gli altri soggetti interessati.

L’implementazione dei contenuti vedrà coinvolte tutte le amministrazioni

interessate per la definizione degli standard, la certificazione dei

contenuti, la promozione del brand, la formazione dei fornitori dei

contenuti, il monitoraggio dei risultati.

Il progetto è articolato in un triennio. La fase di avvio prevede la

redazione, a breve, di un dettagliato progetto.

Riccardo Garavaglia”

spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media

Internet è cambiata, cambierà anche la comunicazione?

Segnalo questo intervento molto interessanto sul web e sul modo di fare comunicazione di Marco Massarotto (Consigliere ADCI e Founding Partner di Hagakure - Corporate Blogging, Podcasting & Online Tools for The Brand) - Estratto integralmente da ADCI il latore della presente 18 luglio 2006 numero 13 - www.adci.it

Web 1.0, Web 2.0
La rete come l’abbiamo conosciuta dal 1995 al 2000 è andata in crisi: un sistema troppo verticale. A risorgere dalle sue ceneri ci ha messo un attimo, dopo il Web 1.0, ecco il Web 2.0. Se vi sembra un maquillage, vi sbagliate di grosso. Il Web 2.0 è una nuova concezione di Internet: ogni software, ogni sito, ogni computer da allora nasce ispirandosi a questa nuova realtà. Tutto è iniziato da una conferenza, ormai mitica, tenuta da Dale Dougherty, vice presidente di O’Reilly, uno dei più importanti gruppi editoriali specializzato in teconologia. Da allora qualunque cosa si basa su alcuni solidi pilastri quali la condivisione (pensate alle infinite possibilità di condivisione di musica, film, contenuti), il social networking (le enormi e numerose comunità), la ricerca (Google docet), la personalizzazione. Internet diventa così una piattaforma in perenne sviluppo, dove il contenuto è fruito e al tempo stesso creato dai suoi utenti.

Il nuovo Internet e la nuova comunicazione
La rivoluzionarietà di questo approccio trascende i limiti della rete, si tratta di un “potere editoriale diffuso”, è una struttura socio-comunicativa orizzontale. Certo ci sono i grandi portali, ma sono sempre più dinamici: appaiono ad ognuno nel modo preferito. Inoltre un piccolo Blog o una piccola community possono assumere una velocità di crescita tale da portarli in poche settimane a essere un player globale. Questo è lo scenario di Web 2.0 trattato per sommi capi, ma siccome questo articolo si chiama “Comunicazione 2.0” cerchiamo di immaginare come il nuovo Internet possa influenzare la comunicazione.

Vecchi e nuovi modelli
Sappiamo che la percentuale di investimenti pubblicitari su Internet cresce a doppia cifra, mentre media storici come la tv o la stampa se non arrancano si attestano su percentuali da polpastrello. Ma come vengono spesi questi soldi? Finora si è cercato di replicare un meccanismo noto: comprare spazi frequentati dal maggior numero possibile di utenti e presentare loro l’ultima novità, l’ultima offerta di una Marca. Un approccio molto Web 1.0, appunto. Questo sistema rischia di non pagare più in una rete globale dove i contenuti mutano in modo infinito, dove le regole le scrive ognuno per sè. E i motivi principali sono due: una logica distributiva fortemente mutata e una frammentazione dell’audience.

La “Long Tail”: come il Web 2.0 ha cambiato la distribuzione
Prima di modificare la comunicazione il Web 2.0 ha radicalmente trasformato la distribuzione. Il modello classico di distribuzione si basa sulla vendita al dettaglio. Ho un negozio, ho una vetrina, espongo una parte della mia merce, solitamente la più nuova o la più bella. Così facendo mi ritrovo con un certo numero di scaffali all’interno del negozio e la merce che si trova lì ha meno visibilità, per non parlare del magazzino. Occorre puntare tutto su alcuni articoli che bisogna vendere velocemente, prima che passino nel dimenticatoio del retrobottega. La distribuzione su Internet ha sovvertito questo ordine.

Dal sito vetrina alla vetrina personale
Quando entro in un grande store on-line vedo una vetrina che non vede nessun altro, vedo una vetrina di merce che interessa a me secondo il mio profilo (personalizzazione) o secondo quello che ho chiesto di vedere (ricerca) o secondo quello che ha visto gente con gusti e acquisti simili ai miei (condivisione, social networking). Insomma vedo, scelgo e compro secondo i pilastri del Web 2.0. Ecco che un cd, un paio di scarpe, un libro passano dal dimenticatoio alla vetrina. E non per tutti, solo per quelli a cui possono interessare. È il caso di E Bay, di Amazon, di ITunes Music Store. Dopo duemila anni passati con una vetrina ecco arrivare in un anno duemila vetrine diverse per lo stesso negozio. Come questo si rifletterà sulla comunicazione è una sfida aperta. È chiaro che puntare sul prodotto appena uscito, presente in tutti i punti vendita, come fa la comunicazione classica, rischia di fare cilecca. Molta gente potrebbe non vederlo mai quel prodotto.

La logica viral
C’è anche un altro elemento del Web 2.0 che manda in crisi il sistema classico di comunicazione: la crescente assenza di spazi altamente frequentati a favore di molti spazi interconessi tra di loro. Avendo possibilità infinite ognuno su Internet tende a visitare e frequentare gli spazi più vicini ai suoi gusti e ai suoi interessi. C’è una frammentazione del publico. Anche i portali che riescono ancora ad attrarre grandi masse sono ormai totalmente personalizzabili e, di fatto, sono tanti siti quanti i loro visitatori. Un grosso budget speso su un portale frequentato può rivelarsi meno redditizio di una strategia raffinata che porti il messaggio di un’azienda a circolare spontaneamente. È la logica del virale, del Blog, del social networking (unire le persone per interessi). Perchè si attivi questo circolo virtuoso però, occorre guadagnarsi la simpatia, la credibilità, l’interesse della comunità di persone cui si vuole comunicare. Bisogna farlo con il linguaggio, con la tecnologia, con la sincerità necessarie. Occorre scendere nell’arena e giocare secondo le regole di chi vi si trova. Presentarsi a bordo di una “corazzata” Media può risultare un’idea poco efficace, quando non controproducente. Sono finiti i tempi in cui se non guardavi Pippo Baudo, guardavi la Carrà e a un’azienda bastava comprare spazi su tutti e due i programmi. Sul web 2.0 le scelte sono infinite e costantemente mutanti, nessun budget potrà mai coprirle tutte. In questo scenario le aziende dovranno trovare nuovi canali, nuove forme di comunicazione in grado di far muovere un messaggio dentro la rete. Soprattutto dovranno trovare o ritrovare la complicità dei consumatori. Che sia la nuova comunicazione, la Comunicazione 2.0?

spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media

sapere tutto di un sito web in 163 modi

Monitorare un sito, seguirne l’andamento, i links, le visite alle pagine, il peso assunto dal posizionamento sui motori di ricerca, è un operazione non sempre facile.

Una delle tante applicazioni in rete più complete è The Scrutinizer.

Questo sito è giunto ad offrire ben 163 modi di analizzare un URL, dai tanti tipi di validazione all’accessibilità, dal check up dei links al social web fino all’analisi di licenze, o della compatibilità con i diversi browser.
Sembra non mancare nulla a questo sito indispensabile, oltretutto continuamente aggiornato ed integrato con nuove funzioni, di cui potrete essere informati sottoscrivendone i Feed RSS.

spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media

MYULTRALIFE

Avete mai desiderato, oppure vi piacerebbe giocare ad essere i protagonisti di una vita al “TOP”? Top nel gotha della finanza, al top dello show business, al top della politica e al top dello sport?

Prima provate, magari vi assale lo stress e desisterete nel perseguire una vita alla “briatore-style”. Chissà…

Ottima applicazione di comunicazione virale sfruttando all’interattività del web. Il tutto made in Samsung.

MYULTRALIFE

via copyandwriter

spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media

il blog elimina ogni barriera con gli utenti?

non penso basti così poco! comunque posto questo intervento molto interessante di umerto torelli uscito sul corriere della sera

In Italia sono 20 milioni i potenziali consumatori che vogliono entrare in contatto con le aziende per avere informazioni su prodotti e servizi. Ma spesso non ci riescono». A parlare è Layla Pavone, presidente Iab Italia ed Europa (Interactive advertising bureau). L’associazione che promuove soluzioni e standard per lo sviluppo del business su Internet. E che i prossimi 8 e 9 novembre sarà presente a Milano con Iab Forum. «Questo succede perché le aziende sottovalutano le potenzialità del consumatore. Che grazie agli strumenti della rete, mai come adesso, utilizza Internet per informarsi prima, durante e dopo gli acquisti». Eppure l’Italia, secondo i dati NetConsulting non è fanalino di coda in Europa. Visto che il 62% delle aziende possiede un sito Internet e l’11% usa Internet per veicolare l’e-commerce . Ma nella maggioranza dei casi il sito aziendale si propone ancora come catalogo elettronico, non strumento per diffondere e raccogliere informazioni su quanto richiedono gli utenti. Un percorso a doppio senso in cui il consumatore diventa parte integrante dei piani di sviluppo aziendali. Quindi delle opportunità di crescita.

Allora che cosa è cambiato da quando le aziende usavano Internet come vetrina dei prodotti? «Sono cresciute, hanno capito che cambiano la comunicazione e i modelli di business . La soluzione non è solo quella di avere un catalogo elettronico online . Bisogna sfruttare il valore aggiunto dell’interattività, che consente il dialogo diretto con i consumatori. Necessario sia per i rapporti business to business tra aziende, sia per quello tra aziende e utenti» In che modo? «Bisogna fare innamorare il consumatore del proprio brand . Per 50 anni la comunicazione è andata in un’unica direzione: l’azienda verso il pubblico, in un rapporto poco democratico. Invece ora, il consumatore dice “ci sono anch’io”. Si tratta di un utente camaleontico, con esigenze in continuo cambiamento. È critico, attivo, usa Internet per selezionare prodotti e servizi»

Quali strumenti in rete danno visibilità a un’azienda? Possiamo parlare di una killer application ? «Lo strumento “principe” rimane senza dubbio la consultazione dei motori di ricerca. Utilizzati dal 92% dei consumatori per cercare informazioni in rete. Tutto inizia con il primo click , dopo che si sono inserite le parole chiave da cercare. Ecco perché la consultazione dei motori web diventa fondamentale per la visibilità delle aziende. Quindi per le azioni marketing da intraprendere »

Solo questo? «Diciamo che l’altro strumento venuto alla ribalta con prepotenza negli ultimi 12 mesi riguarda il fenomeno blog . Ormai cartina al tornasole del rapporto tra aziende e consumatori. Community online e blog eliminano le barriere inibitorie di chi acquista. Disposto a dire in modo chiaro che cosa pensa. Quindi in una posizione di interlocutore privilegiato Questo che cosa significa per le aziende? «Dire addio ai vecchi focus group, alle tradizionali tecniche di verifica e controllo. Adesso le scelte prese dai consumatori si valutano in tempo reale. Per cambiare in corsa le iniziative di vendita, ma anche correggere, se necessario, i programmi di comunicazione»

Internet giova di più alle grandi aziende o alle Pmi? «Porta vantaggi a entrambe. La differenza sta nella capacità di sfruttare al meglio le potenzialità della rete. L’enterprise può sfruttare tutti i vantaggi legati all’ottimizzazione degli investimenti. Prendiamo l’esempio di una multinazionale che deve proporre un servizio o un prodotto secondo logiche globali, indipendenti dai confini geografici. Ebbene può utilizzare il protocollo di comunicazione Internet sia verso il mondo esterno dei clienti, sia a livello interno. Con una rete Intranet in grado di passare informazioni ai suoi dipendenti, ma anche a clienti e fornitori»

E alla piccole imprese? «Per le Pmi il vantaggio è quello di localizzare le informazioni. Anche la piccola impresa, che ad esempio ha relazioni con la Cina, può dialogare a costi contenuti con la rete di vendita. Con la possibilità di trovare clienti attraverso la rete »

Quali sono le differenze tra aziende italiane e gli altri paesi europei? «Direi tecnologiche e culturali. Il primo punto riguarda la nostra arretratezza sulla diffusione della banda larga e del numero di strumenti informatici presenti nelle aziende, specie le Pmi. Ma anche nelle agevolazioni e sgravi fiscali previsti dal Governo. Però tutto sommato questo gap è superabile. Più difficile colmare quello culturale »

Si può spiegare meglio? «Le aziende italiane non hanno capito che in un periodo di rapida evoluzione come quello che stiamo vivendo, è lo stesso consumatore a fare la differenza tra successo e insuccesso di un prodotto. Diciamo che la dicotomia esiste non tanto sul fronte dell’informatizzazione del consumatore, quanto nella risposta che ottiene dalle aziende»

Umberto Torelli

30 ottobre 2006

spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media

Icon finder. L’icona giusta per i tuoi progetti e presentazioni

Riprendo la segnalazione di Patrick di qualche giono fa sul blog del team beat fly sulle icone proponendo un altro sito. L’ottimo iconfinder è offline causa troppo traffico quindi se cercate delle buone icone provate Leo’s Icon Archive.

spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media

Corto Web 7.0

Il 15° festival internazionale di cortometraggi e nuove immagini approda sul web
alla pagina fastweb.it/portale/cortoweb7/ è possibile votare i corti che andranno poi al festival. buona visione a tutti e buon voto!

spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media

Web 2.0 … The Machine is Us/ing Us

Uno dei video più famosi che girano in rete sul Web 2.0, realizzato da Micheal Welsch, antropologo americano. E' una riflessione sulle nuove potenzialità e le caratteristiche del Web 2.0.
Deliziatevi: vedrete molte cose di cui siete già a conoscenza, ma direte anche "è vero! Non ci avevo pensato!"
Vedi il video

___________________
marketing, comunicazione, web e nuovi media | spai lab blog | http://spailab.blogspot.com/

spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media