Dopo le aspre polemiche che ne avevano portato i creatori alla chiusura, riapre BlogBabel.
Bentornato!
Per un excursus sulla polemica e per leggere l’intervista con Ludovico Magnocavallo vedi qui
spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media
http://www.pandemia.info
http://www.lucaconti.it
http://imaloser.splinder.com
http://www.toxidrome.altervista.org
http://igrandireportages.blogspot.com
http://gianniepinotto.blogspot.com
http://studiounto.blogspot.com
http://salvatoreditaranto.blogspot.com
http://liberopensiero.iobloggo.com
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http://antoniotombolini.simplicissimus.it
http://www.puntopanto.it
http://www.colomboelena.it/blog
http://ilsonnodellaragione.iobloggo.com
http://www.youblob.org
http://zuccapelata.splinder.com
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L’usabilità è definita dall’ISO (International Standard Organization), come l’efficacia, l’efficienza e la soddisfazione con le quali determinati utenti raggiungono gli obiettivi prefissati in determinati contesti. Il termine si riferisce al processo di interazione tra utente, prodotto e finalità.
Il problema dell’usabilità si pone quando il modello del progettista (ovvero le idee di questi riguardo al funzionamento del prodotto, che trasferisce al design del prodotto stesso) non coincide con il modello dell’utente finale (ovvero l’idea che l’utente concepisce del prodotto e del suo funzionamento).
Il grado di usabilità si innalza proporzionalmente all’avvicinamento dei due modelli (modello del progettista, e modello dell’utente). “Realizzare un sito difficile da usare è come far mettere i clienti in fila tre volte per farli pagare. Se gli utenti non capiscono come utilizzare qualcosa non la utilizzeranno, se troveranno difficile effettuare una transazione non la faranno ma soprattutto non permetteranno che ci sia un’altra volta”.
Ho stilato una lista per divisa in undici interventi per permettere una “verifica” di usabilità dei vostri siti che non porti via più di 10 minuti. Alcuni punti possono sembrare banali ma ricordiamoci che i veri fruitori non siamo noi, ma Persone con macchine diverse, con differente dimestichezza e sensibilità per la tecnologia e per il web. Potete prendere carta e penna e dare al vostro sito/blog un punteggio. 0 se l’elemento non è presente, 1 se presente, 0,5 se presente solo in parte. Il punteggio totale è 41 tanto più vi avvicinate….. tanto più il vostro sito risulta o meno usabile.
1. scopo del sito
2. informazioni sull’azienda
3. contenuti, web writing
4. link formattazione
5. navigazione delle pagine
6. ricerca nelle pagine del sito, search box
7. strumenti e scorciatoie, task ad alta priorità
8. visual design, formattazione, galleggiamento della pagina
9. titolo della finestra
10. raccolta dati personali, spiegare, chiedere il permesso
11. convenzioni di design, risoluzioni, download e frames
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Da meno di un mese è nato BloggerItaliani.com, Il motore di ricerca dei migliori blog in italiano della web 2.0! Il progetto nasce dall’idea di Merlinox che ha aggregato i migliori blog in un unico motore di ricerca.
Quindi partecipate all’iniziativa e buone ricerche!
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Ringrazio Pandemia per lo spunto e vi consiglio di andare a vedere la documentazione dell’International Conference on Weblogs and Social Media.
Tra i documenti consultabili e scaricabili sto leggendo con attenzione Exploring Social Media Scenarios for the Television di Noor F. Ali-Hasan che esplora ed indaga le relazioni e le possibilità di una tv partecipatoria.
Il prossimo articolo che mi appresto a leggere è invece Understanding the Efficiency of Social Tagging Systems un po’ di dottrina non guasta mai!
Buona lettura anche a voi
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La voce non è di quelle da telepromozioni.
E forse anche lo studio non è quello delle radio più laccate, ma bastano 5 minuti di ascolto per capire che dietro a quella voce senza filtri c’è un piccolo tesoro da scoprire minuto per minuto, ed un progetto da assaporare puntata per puntata.
ZooMentis è un programma radiofonico settimanale; è musica; sono ‘deliri’ e pensieri ispirati da un libro. E dietro ZooMentis c’è Alex Meis che si presenta così:
Sono Alex Meis. Ed è un piacere per me esistere. Qui ed ora.
Sono Alex Meis e sono la parte migliore di un individuo reale perchè non ho nulla di reale al di fuori delle cose che dico.
Sono l’essenza della landa ZooMentis. E ZooMentis è il mio colpo di fortuna, una seconda chance.
ZooMentis è il cambiamento inaspettato, il rimbombo multimediale delle mie riflessioni… delle mie emozioni.
ZooMentis è la landa dell’ascolto per chi ha voglia di ascoltare.
e il Buon Alex ci fornisce anche la POSOLOGIA d’uso
Mettersi comodi, avviare il podcast per l’ascolto e aprire il blog per la lettura dei testi. Alternare la lettura/ascolto e il solo ascolto fino a maturazione di uno stato d’animo. Dosaggio libero fino a tolleranza individuo. E se durante l’ascolto/lettura si dovesse manifestare il bisogno di comunicare sensazioni o pensieri, esaudire immediatamente il predetto bisogno tramite il blog
Buon ascolto e buona lettura con Alex Meis
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Appena arrivata nella mia casella di posta elettronica ve la giro e la condivido con voiperchè penso che il progetto sia interessante da seguire. Trattasi di un corporate blog curato, ben fatto:
“In uno scenario caratterizzato da sovrabbondanza di messaggi, frammentazione delle audience e pubblico sempre più distratto, vogliamo accendere nel consumatore la scintilla dell’azione, attraverso una comunicazione più rispettosa della sua centralità, del suo tempo e dei suoi spazi, e che gli dà la possibilità di essere protagonista del dialogo”
Fatevi un giro www.sparking.it
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Google cerca anche nei blog provate da questo link http://blogsearch.google.com/blogsearch ho fatto una prova con questo blog inserendo le parole chiave “spai lab” e restituisce tutti i risultati.
ho provato ad inserire spailab e restituisce i risultati del mio blog sul messenger….
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Leggo sul blog si andrea andreutti una riflessione sui Business Blog che condivido appieno:
Tutto il post qui
e rispolvero anche un vecchio post sui Corporate Blog (che a quanto pare piace tantissimo agli spammer) per tornare con la testa sull’argomento.
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Blog, wiki, instant messenger sono tecnologie ormai comuni in tutte le aziende ma attenzione: l’ultimo rapporto di Basex avverte le imprese dei notevoli rischi per la produttività.
Fin da subito i detrattori delle nuove tecnologie si sono scagliati con veemenza sulla perdita di produttività che causerebbe l’utilizzo smodato di blog, wiki e programmi di instant messaging (come MSN Messenger, Skype e Gtalk). Adesso queste accuse sono supportate dai numeri, quelli pubblicati da Basex, società di ricerca che ha analizzato la situazione delle imprese statunitensi votate al verbo del 2.0.
I risultati sono allarmanti, con una perdita di produttività stimata in 588 miliardi di dollari, una vera e propria piaga per l’economia americana che si configura addirittura come “problema dell’anno 2008″.
La ricerca, intitolata “Information Overload: We Have Met the Enemy and He is Us“, ha evidenziato come i nuovi strumenti si siano aggiunti a vecchie distrazioni come cellulari e posta elettronica. In totale, le interruzioni causate da telefonate, invio di email e conversazioni su messenger vari occupa circa il 28% del tempo ai cosiddetti “knowledge worker”. Concretizzando, ogni anno vanno via 28 miliardi di ore in queste attività.
Il motivo di tanto spreco? Secondo Basex è nell’eccessiva abbondanza di strumenti comunicativi. Un dipendente che è abituato a comunicare su Skype tenderà ad usare in modo meno efficiente le email, e lo stesso dicasi per wiki e blog. Troppi strumenti, troppa informazione, che si disperde nei meandri dell’organizzazione e diventa sempre più difficile da cercare.
Saggiamente, l’eventualità di proibire l’utilizzo degli strumenti 2.0 nelle aziende non è presa in considerazione, poiché significherebbe rinunciare a vantaggi di enorme portata.
Articolo originale PMI.it
Per una mini-guida del web 2.0 si consulti l’articolo di Robin Good
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Che cos’è un Corporate blog? L’evoluzione dei Weblog nel mondo delle aziende. Mentre i Blog vengono usati per comunicare impressioni, sensazioni e opinioni di una persona o di una comunità d’interessi, i “Corporate Blogs” pubblicano notizie inerenti ad un’azienda, ad un distretto industriale o da un progetto destinato ad un relativo mercato di riferimento.
I vantaggi dell’adozione di un corporate blog sono molteplici:
Per quanto riguarda l’aumento della visibilità dell’azienda bisogna tener conto che il page ranking (in due parole è il metodo con cui un motore dispone i risultati di una ricerca) dei blog è più elevato rispetto a quello dei siti tradizionali. Questo perché i blog sono sia mediamente più linkati rispetto ai siti normali, sia aggiornati mediamente una volta a settimana (contro l’aggiornamento semestrale dei siti). A parità di contenuti la posizione di un blog rispetto a quello di un sito normale sarà mediamente più alta.
In realtà il vantaggio strategico in merito alla visibilità e in termini di comunicazione è legato da un lato sia all’apertura di un canale di CRM flessibile, sia all’interazione dei blog con nuove tecnologie come i feed RSS (Really Simple Syndication o Rich site summary). Grazie a questo formato xml è possibile avere una rassegna dei nuovi contenuti trovati su molteplici pagine web senza passare dalle rispettive home page. Ciò rende i contenuti del blog molto più facili da diffondere e da condividere.
L’altro vantaggio fondamentale è legato alla maggiore interattività dei blog rispetto ai siti tradizionali: la differenza tra sito e blog è fondamentale se facciamo riferimento al modello lineare o circolare di comunicazione che si instaura tra azienda e cliente/utente. Nel sito predomina il concetto di transizione con la presenza di una comunicazione lineare dall’azienda al cliente. Nel blog è insito il principio di retroazione e di feedback. L’azienda propone il messaggio ma con il meccanismo dei commenti può subito conoscere la reazione del potenziale target, e in funzione di questa, la comunicazione aziendale può essere ricalibrata o approfondita.
Con questo sistema l’azienda percepisce quello che normalmente viene definito come rumore, “buzz”, imparando a capire le abitudini, i pregiudizi, il modo di esprimersi del consumatore, un’azienda può raccogliere informazioni fondamentali, spunti e felici intuizioni. Per avere un po’ il polso dei corporate blog è interessante visionare un interessante ricerca che mette a confronto e classifica le linee giuda e le policy per i corporate blog di IBM, YAHOO!, GROOVE, SUN e altri.
http://www.corporateblogging.info/2005/06/policies-compared-todays-corporate.asp
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non penso basti così poco! comunque posto questo intervento molto interessante di umerto torelli uscito sul corriere della sera
In Italia sono 20 milioni i potenziali consumatori che vogliono entrare in contatto con le aziende per avere informazioni su prodotti e servizi. Ma spesso non ci riescono». A parlare è Layla Pavone, presidente Iab Italia ed Europa (Interactive advertising bureau). L’associazione che promuove soluzioni e standard per lo sviluppo del business su Internet. E che i prossimi 8 e 9 novembre sarà presente a Milano con Iab Forum. «Questo succede perché le aziende sottovalutano le potenzialità del consumatore. Che grazie agli strumenti della rete, mai come adesso, utilizza Internet per informarsi prima, durante e dopo gli acquisti». Eppure l’Italia, secondo i dati NetConsulting non è fanalino di coda in Europa. Visto che il 62% delle aziende possiede un sito Internet e l’11% usa Internet per veicolare l’e-commerce . Ma nella maggioranza dei casi il sito aziendale si propone ancora come catalogo elettronico, non strumento per diffondere e raccogliere informazioni su quanto richiedono gli utenti. Un percorso a doppio senso in cui il consumatore diventa parte integrante dei piani di sviluppo aziendali. Quindi delle opportunità di crescita.
Allora che cosa è cambiato da quando le aziende usavano Internet come vetrina dei prodotti? «Sono cresciute, hanno capito che cambiano la comunicazione e i modelli di business . La soluzione non è solo quella di avere un catalogo elettronico online . Bisogna sfruttare il valore aggiunto dell’interattività, che consente il dialogo diretto con i consumatori. Necessario sia per i rapporti business to business tra aziende, sia per quello tra aziende e utenti» In che modo? «Bisogna fare innamorare il consumatore del proprio brand . Per 50 anni la comunicazione è andata in un’unica direzione: l’azienda verso il pubblico, in un rapporto poco democratico. Invece ora, il consumatore dice “ci sono anch’io”. Si tratta di un utente camaleontico, con esigenze in continuo cambiamento. È critico, attivo, usa Internet per selezionare prodotti e servizi»
Quali strumenti in rete danno visibilità a un’azienda? Possiamo parlare di una killer application ? «Lo strumento “principe” rimane senza dubbio la consultazione dei motori di ricerca. Utilizzati dal 92% dei consumatori per cercare informazioni in rete. Tutto inizia con il primo click , dopo che si sono inserite le parole chiave da cercare. Ecco perché la consultazione dei motori web diventa fondamentale per la visibilità delle aziende. Quindi per le azioni marketing da intraprendere »
Solo questo? «Diciamo che l’altro strumento venuto alla ribalta con prepotenza negli ultimi 12 mesi riguarda il fenomeno blog . Ormai cartina al tornasole del rapporto tra aziende e consumatori. Community online e blog eliminano le barriere inibitorie di chi acquista. Disposto a dire in modo chiaro che cosa pensa. Quindi in una posizione di interlocutore privilegiato Questo che cosa significa per le aziende? «Dire addio ai vecchi focus group, alle tradizionali tecniche di verifica e controllo. Adesso le scelte prese dai consumatori si valutano in tempo reale. Per cambiare in corsa le iniziative di vendita, ma anche correggere, se necessario, i programmi di comunicazione»
Internet giova di più alle grandi aziende o alle Pmi? «Porta vantaggi a entrambe. La differenza sta nella capacità di sfruttare al meglio le potenzialità della rete. L’enterprise può sfruttare tutti i vantaggi legati all’ottimizzazione degli investimenti. Prendiamo l’esempio di una multinazionale che deve proporre un servizio o un prodotto secondo logiche globali, indipendenti dai confini geografici. Ebbene può utilizzare il protocollo di comunicazione Internet sia verso il mondo esterno dei clienti, sia a livello interno. Con una rete Intranet in grado di passare informazioni ai suoi dipendenti, ma anche a clienti e fornitori»
E alla piccole imprese? «Per le Pmi il vantaggio è quello di localizzare le informazioni. Anche la piccola impresa, che ad esempio ha relazioni con la Cina, può dialogare a costi contenuti con la rete di vendita. Con la possibilità di trovare clienti attraverso la rete »
Quali sono le differenze tra aziende italiane e gli altri paesi europei? «Direi tecnologiche e culturali. Il primo punto riguarda la nostra arretratezza sulla diffusione della banda larga e del numero di strumenti informatici presenti nelle aziende, specie le Pmi. Ma anche nelle agevolazioni e sgravi fiscali previsti dal Governo. Però tutto sommato questo gap è superabile. Più difficile colmare quello culturale »
Si può spiegare meglio? «Le aziende italiane non hanno capito che in un periodo di rapida evoluzione come quello che stiamo vivendo, è lo stesso consumatore a fare la differenza tra successo e insuccesso di un prodotto. Diciamo che la dicotomia esiste non tanto sul fronte dell’informatizzazione del consumatore, quanto nella risposta che ottiene dalle aziende»
Umberto Torelli
30 ottobre 2006
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Venticinque milioni di persone tra Regno Unito, Francia, Germania, Spagna e Italia, dopo avere letto recensioni pubblicate sul web, hanno cambiato opinione circa un’azienda e i suoi prodotti e servizi.
E’ quanto risulta da una ricerca condotta da Hotwire Ipsos Mori. “I blog stanno diventando sempre più una fonte di informazione influente - si legge nella nota. - Da questa indagine emerge quanto sia importante il legame esistente tra le informazioni pubblicate dagli utenti sul web e i processi decisionali di acquisto.
Un terzo degli europei intervistati (34 per cento) ha ammesso di essere stato in qualche modo influenzato nella decisione d’acquisto di un prodotto o servizio dopo aver letto su internet recensioni e pareri da parte di clienti. Tra le fonti di informazione percepite come più attendibili i blog risultano secondi solo alla carta stampata: un quarto degli europei (24%) considera i blog una valida fonte di informazione, mettendola dopo i giornali (30%) ma davanti alla pubblicità in televisione (17%) e all’email marketing (14%).
Gli utenti che acquistano su internet sono quelli che hanno più fiducia nei blog: tra coloro che spendono oltre 145 euro su internet ogni mese, il 30% si fida del contenuto pubblicato nei blog.
fonte: affari italiani
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In quest’articolo il Guardian afferma che su un gruppo omogeneo di 100 persone online,
- 1 di essa produce mediamente dei contenuti,
- 10 utenti interagiranno con il contenuto prodotto, ed i restanti
- 89 utenti saranno meri osservatori del contenuto prodotto e delle interazioni avvenute.
… insomma colpirne uno per influenzarne 100?
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Non ricordo tramite quale blog o surfata strana ci sia arrivato, ma vi segnalo questa simpatica iniziativa: Blogger’s Birthdays. Tutto nasce dall’idea di trovare i blogger nati nello stesso giorno: io, per esempio, essendo nato il 4 ottobre condivido i natali con Luigi X di Francia (1289), Enrico III di Castiglia (1379) ma anche con Francesco Baccini (1960)…..
Insomma che aspettate ad inserire anche il voistro blog nella Blogger’s Birthdays? Affrettatevi!
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