Leggo questo interessante post sulla “fine delle 4 P” del classico marketing
alle nuove 4 p
* Packaging
* Piattaforma
* Premium e
* Personalizzazione.
spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media
Poco attratti dalle nuove tecnologie di comunicazione, diffidenti nei confronti dei servizi a pagamento, incuriositi dalla pubblicità online: questi gli internauti italiani, secondo un sondaggio condotto da NetOserver e Novatris su un campione di 170.000 navigatori che, oltre al nostro Paese, prende in esame anche Francia, Spagna, Gran Bretagna e Germania.
Osservando più nel dettaglio l’inchiesta, si nota una tiepida apertura nazionale verso i sistemi di messagistica istantanea, utilizzati dal 53,1% degli italiani, e un certo scetticismo verso i programmi di telecomunicazione gratuita (come Skype, usati dal 38,7%), e ancor di più verso il podcasting (14,9%) e i blog (15,1%).
Negli altri paesi europei questo genere di servizi sono aprezzati soprattutto dai navigatori spagnoli (73,9% utilizza programmi di messaggistica), anche perchèin Spagna oltre il 60% degli internauti hanno meno di 35 anni. Nel nostro Paese la percentuale scende invece al 47%, e la fascia d’età più presente su Internet è quella tra i 35 e i 49 anni.
La diffidenza diventa netta in Italia per quanto riguarda i servizi a pagamento: solo il 17,9 degli italiani, contro il 32,5% dei tedeschi, paga per inviare Sms via web, e ancora meno per scaricare videogiochi (7%), musica (9,5%), suonerie e loghi per cellulari (5,8%) e annunci (6,8%).
Secondo la ricerca NetObserver in questo caso gli internauti italiani sembrano seguire il comportamento dei corrispettivi latini, mentre inglesi e tedeschi sembrano molto più disposti a spendere in cambio di servizi on line.
Gli italiani reagiscono meno positivamente rispetto ad altri paesi (Francia e Regno Unito in primis) anche alla pubblicità e al direct-marketing on line: solo il 34, 2% ha partecipato a dei giochi a premi organizzati dai siti, il 31% clicca i link pubblicitari che compaiono sui risultati dei motori di ricerca, e il 24,2% entra nei siti aziendali dopo aver visto pubblicità sul web. Nonostante questi risultati, la pubblicità on line è percepita come creativa ed innovativa da più di tre italiani su 5, e quasi la stessa percentuale dichiara che aiuta a scoprire nuovi prodotti e servizi.
Quasi il 44% degli italiani, secondi solo agli spagnoli, dichiarano che le reclame aiutano a prendere decisioni di acquisto migliori. Questi risultati fanno concludere agli esperti di NetObserver che, nonostante le difficoltà di breve periodo, la pubblicità e il marketing online dovrebbero avere buone prospettive di crescita nel nostro Paese.
fonte: sole24ore
spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media
In settimana si è parlato molto sui media di campagne marketing virali o non convenzionli, sembra che nella rete non ci sia niente altro che viral… e filmati video….
Questo filmato della Dove: lo story è semplice, perfetto, lineare. Raggiunge subito il target, il messaggio è in linea con posizionamento e il mezzo YouTube è assolutamente azzeccato.
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Leggo questa dichiarazione di Pietro Scott Jovine, country manager dell’online service group di Microsoft Italia riguardo la pubblicità inserita nei videogiochi “Allo stato le ricerche dicono il contrario non si tratta di inserti pubblicitari che possono disturbare il gioco, ma dell’inserimento di elementi di comunicazione che rendono ancora più realistica l’esperienza del giocatore». Una ricerca condotta in Gran Bretagna confermerebbe che i gamers sono molto disponibili ad accettare l’ingresso in punta di piedi della pubblicità nei loro giochi: solo il 13% si dichiara apertamente infastidito dall’eventualità di dover fare i conti con cartelloni e insegne luminose. In pratica si tratterebbe solo di inserire gli spazi di comunicazione del mondo reale nei videogiochi quindi riprodurre cartelloni pubblicitari, insegne luminose, spot, ecc…. Noi, tutto sommato preferiremo che anche solo nei games l’ingerenza della pubblicità non fosse così pesante…
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Si pensa comunemente che la pubblicità attiri persone nevrotiche che hanno una propensione naturale per l’ansietà. Non credo che sia così. Ciò che accade nelle agenzie può indurre ansia anche nelle persone più flemmatiche.
Il copywriter vive con la paura. Avrà una grande idea entro martedì mattina? Il cliente la accetterà? Andrà bene nelle ricerche? Venderà il prodotto? Non mi sono mai seduto a scrivere un annuncio senza pensare questa volta non ce la farò.
Anche l’account executive ha i suoi motivi di ansietà. Rappresenta l’agenzia dal cliente, e il cliente nell’agenzia. Quando l’agenzia sbaglia, il cliente dà la colpa a lui. Quando il cliente è intrattabile, l’agenzia dà la colpa a lui.
Anche il capo dell’agenzia ha le sue preoccupazioni. Perderemo il cliente tal-dei-tali? Ci lascerà uno dei nostri migliori collaboratori? Farò un fiasco nella presentazione di giovedì prossimo a un nuovo cliente?
Fate in modo che sia divertente lavorare nella vostra agenzia. Quando le persone non si divertono, non producono buona pubblicità. Uccidete la tristezza con una risata. Liberatevi delle persone deprimenti che spargono cattivo umore.
Che personaggi straordinari sono gli uomini e le donne che dirigono agenzie di successo? Secondo le mie osservazioni, sono entusiasti. Sono persone intellettualmente oneste. Hanno il coraggio di affrontare decisioni difficili. Non si perdono d’animo nelle avversità. Molte di queste persone hanno un fascino naturale. Non sono prepotenti. Incoraggiano la comunicazione dal basso, sanno ascoltare. Molti bevono troppo, e leggono poco se non le carte di ufficio, in cui affogano.
David Ogilvy - Advertising (1983)
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Nel 2008 gli investimenti sulla Rete supereranno per la prima volta quelli sulla radio. Alla fine di quest’anno, internet rappresenterà il 6,3% della raccorla pubblicitaria, con 675 milioni di euro contro i 520 dell’anno scorso (+29,8%), contro il 5,9% della radio che comunque guadagnerà lo 0,4% sul 2007 (da 598 a 623 milioni).
Complessivamente nel 2008 gli investimenti in pubblicità cresceranno del 3,4% a 10,66 miliardi di euro (erano 10, 30 miliardi nel 2007). Una crescita superiore a quella del PIL. Il 48,5% del mercato resta comunque appannaggio dalla televisione.
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La software house capitolina Seleso ha presentato in questi giorni un’applicazione del sistema di comunicazione Playblue, che consente l’invio di messaggi e contenuti multimediali ai telefoni cellulari dotati di tecnologia Bluetooth.
L’idea è quella del “marketing di prossimità” (o “proximity marketing”), inteso come tecnica di divulgazione di informazioni (pubblicitarie) verso un bacino di utenza che si trova fisicamente vicino al mittente. Le possibili applicazioni di questa soluzione sono molteplici e un esempio indicativo è la sponsorizzazione tecnica del Sesto Festival Giovanile “Frammenti” che ha luogo in questi giorni a Frascati: in occasione della presentazione dell’ultimo film di Mimmo Calopresti e la rappresentazione teatrale di Moni Ovadia, al pubblico presente alla rassegna e dotato di cellulare Bluetooth verranno inviati gratuitamente il programma dettagliato di ogni serata e l’indirizzo (URL) del sito della manifestazione.
Al pubblico “abilitato” sarà sufficiente attivare il Bluetooth del proprio telefono cellulare e, attraverso la rubrica, sarà possibile navigare sul sito della manifestazione.
Seleso aggiunge che sarà possibile inviare, nell’arco di tutta una giornata, un palinsesto di contenuti definito dall’utente, composto da più elementi diversi tra loro, ad esempio un’immagine intervallata da un video, una suoneria o altro, con cadenza temporale predefinita in base all’afflusso o al target presente in quel momento.
La tecnologia Bluetooth si rivela quindi, in fattispecie come quella descritta, più immediata e capillare - e quindi più efficace - dell’invio “di massa” di messaggi SMS o MMS. Con il vantaggio di non dover sfruttare le reti mobili degli operatori e di non necessitare di una registrazione preventiva dei numeri telefonici degli utenti destinatari dell’iniziativa di marketing, che resta ovviamente contenuta nell’ambito della copertura consentita dal Bluetooth.
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Credits:
Agency: Socialware
Players: Filippo Giardina e Mauro Fratini (NonRassegnataStampa.it)
Director: Luca Mobilio
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Overlay.TV inserisce direttamente nei video e nei programmi televisivi links ai siti dove acquistare direttamente i prodotti che si vedono nelle trasmissioni.
L’esempio più famoso è il video dell’esibizione di Kanye West ai Grammys, dove indossava degli occhiali che è possiblie acquistare con un semplice click sul prodotto.
Se il product placement di una volta prevedeva bottiglie di acque minerali in primo piano, scene tirate con i vari marchi in bell’evidenza, ora le “markette” saranno meno evidenti (almeno si spera!).
Il pericolo è quello di essere catapultati in trasmissioni che diventeranno un coacervo di pubblicità (come se non bastassero le varie televendite, spot, ecc.); l’utilità del sistema e quella di risolvere le domande “chissà dove lo compro?”. Ora i prodotti sono tutti lì, tutti a portata di mouse.
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Appena arrivata nella mia casella di posta elettronica ve la giro e la condivido con voiperchè penso che il progetto sia interessante da seguire. Trattasi di un corporate blog curato, ben fatto:
“In uno scenario caratterizzato da sovrabbondanza di messaggi, frammentazione delle audience e pubblico sempre più distratto, vogliamo accendere nel consumatore la scintilla dell’azione, attraverso una comunicazione più rispettosa della sua centralità, del suo tempo e dei suoi spazi, e che gli dà la possibilità di essere protagonista del dialogo”
Fatevi un giro www.sparking.it
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Marc Gobè ha stilato una sorta di decalogo nel quale riassume a mò di decalogo i dieci comandamenti dell’Emotinal Branding. In realtà ve ne ripropongo una selezione ed un adattamento (senza pretese dottrinali ;)) come spunto di riflessione e come nota sul valore emozionale nel marketing e nella comunicazione
spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media
La notizia riguarda i giovani in rete, la maggioranza degli adolescenti italiani preferisce la consulenza online ai consigli dei genitori e degli insegnanti.
E’ quanto emerge da un’inchiesta condotta dall’Osservatorio sui Diritti dei Minori, nel periodo che va dall’1 luglio al 30 settembre 2006, su un campione di 400 adolescenti in età compresa fra i 14 e i 18 anni, 200 di sesso maschile e 200 di sesso femminile, dislocati sul territorio nazionale.
Le ragioni che spingono il 72% dei soggetti in età evolutiva - il 59% del quale della componente maschile ed il 41% della componente femminile - ad accostarsi ai molteplici servizi di orientamento forniti online sono costituite per il 31% da informazioni inerenti la sfera dietetico-alimentare, per il 26% sessuale, per il 20% astrologica, per il 14% psicologica, per il 9% altre motivazioni.
E’ il 62% delle adolescenti a prevalere tra coloro che stabiliscono contatti con servizi di consulenza online orientati a risolvere problemi di sovrappeso o di mantenimento della linea
. Netta prevalenza, invece, della componente maschile (66%) circa la ricerca di soluzioni online a problemi di carattere sessuale. Le preoccupazioni sono pressocché uguali per maschi e femmine e riguardano maggiormente la contraccezione e la verifica della propria “normalità” fisica, fisiologica e di orientamento sessuale.
Equità quantitativa tra le parti in tema di astrologia, infatti al 51% delle adolescenti corrisponde un 49% dei maschi che consulta i servizi di previsione astrale – in prevalenza di cartomanzia – tendenzialmente per le stesse ragioni, cioè amore e futuro.
Analoga situazione, con la prevalenza del 53% degli adolescenti, circa la consultazione a sfondo psicologico con una nutrita gamma di motivazioni, le più significative delle quali concernenti il disagio e l’incomunicabilità in famiglia.
Antonio Marziale, sociologo e presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori, commenta: “Mentre, fino a qualche anno fa, i referenti legittimati a contribuire all’orientamento dei soggetti in età evolutiva erano quasi esclusivamente le primarie agenzie di socializzazione, prime fra le quali la famiglia e la scuola, adesso bisogna guardare al Web come ausilio concreto alla relazione d’aiuto. Le ripercussioni che la fenomenologia comporta, però, sono molteplici e seri, cagionati principalmente dal livello ancora da considerarsi medio-basso di alfabetizzazione in termini di Media Education, che non permette alle masse adolescenziali una corretta decodifica delle risposte con il rischio di interpretazioni dannose sul piano psicofisico, considerato che la maggior parte delle esigenze che generano i contatti sono costituiti da ragioni strettamente legate alla Salute, quali la sfera alimentare, sessuale e psicologica. Il ricorso degli adolescenti alla consulenza online contribuisce a conferire ulteriormente ai Mass Media in generale il ruolo di primaria agenzia di socializzazione, ecco perché relativamente ad Internet urge una legislazione internazionale che tuteli i fruitori, soprattutto in età evolutiva, in termini di sicurezza.”
da: i-dome.com
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In un intervista su Technology Review rilasciata da Peter Norvig, Responsabile Ricerche di Google, alla domanda su come il motore di ricerca riesca a valutare e fornire i risultati con un buon grado di accuratezza ha così risposto:
“A livello macroscopico teniamo traccia dei clic degli utenti. Se selezionano il primo risultato, e non tornano indietro per cercarne altri, probabilmente hanno trovato quello che cercavano. Se invece scorrono più pagine della ricerca o riformulano la domanda cambiando il numero delle keyword e la composizione della frase, allora i risultati ottenuti non corrispondevano a quello che gli utenti cercavano. Un altro modo che utilizziamo è quello di selezionare a caso alcune query e sottoporli ad un certo numero di persone per ricevere delle valutazioni sui risultati ottenuti. Si tratta di collaboratori che assumiamo per avere esclusivamente un giudizio. Li formiamo per identificare siti Web spam o fraudolenti, dopodiché registriamo le loro valutazioni”
….Rimane da capire come i risultati dei “focus group” entrino poi nell’algoritmo e come ed in che modo modifichino le ricerche ed i risultati di Google.
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In Europa, l’83% della popolazione dichiara che non potrebbe vivere senza il web, mentre l’82% dei giovani fra i 16 e i 24 anni passa la maggior parte del loro tempo libero online, metà dei quali “trovano il tempo per collegarsi rinunciando alla tv tradizionale”.
Anche tra gli anziani il web sta prendendo terreno, con un incremento del 13% circa degli ultrasessantenni tra gli utenti internet. Tra le dieci nazioni oggetto dell’inchiesta, inoltre, quella italiana presenta una delle più grosse concentrazioni di “grandi utilizzatori” di Internet, ovvero coloro che passano online almeno 16 ore la settimana. Questi i risultati di una recente indagine dell’Eiaa (European Interactive Advertising Association), che conferma quanto emerge da un’altra recentissima ricerca, effettuata dalla School of Management del Politecnico di Milano e della Nielsen, che riguarda esclusivamente il contesto italiano.
Secondo l’indagine, il 54% degli italiani (27 milioni di individui dai 14 anni in su) ormai al piccolo schermo preferisce di gran lunga il web. Ma c’è di più. La maggior parte di loro naviga in rete fra le otto e le undici di sera, cioè durante la cosiddetta prima serata, dove si concentra la maggiore attenzione (e i maggiori introiti pubblicitari) degli attuali palinsesti Tv.
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Che cos’è un Corporate blog? L’evoluzione dei Weblog nel mondo delle aziende. Mentre i Blog vengono usati per comunicare impressioni, sensazioni e opinioni di una persona o di una comunità d’interessi, i “Corporate Blogs” pubblicano notizie inerenti ad un’azienda, ad un distretto industriale o da un progetto destinato ad un relativo mercato di riferimento.
I vantaggi dell’adozione di un corporate blog sono molteplici:
Per quanto riguarda l’aumento della visibilità dell’azienda bisogna tener conto che il page ranking (in due parole è il metodo con cui un motore dispone i risultati di una ricerca) dei blog è più elevato rispetto a quello dei siti tradizionali. Questo perché i blog sono sia mediamente più linkati rispetto ai siti normali, sia aggiornati mediamente una volta a settimana (contro l’aggiornamento semestrale dei siti). A parità di contenuti la posizione di un blog rispetto a quello di un sito normale sarà mediamente più alta.
In realtà il vantaggio strategico in merito alla visibilità e in termini di comunicazione è legato da un lato sia all’apertura di un canale di CRM flessibile, sia all’interazione dei blog con nuove tecnologie come i feed RSS (Really Simple Syndication o Rich site summary). Grazie a questo formato xml è possibile avere una rassegna dei nuovi contenuti trovati su molteplici pagine web senza passare dalle rispettive home page. Ciò rende i contenuti del blog molto più facili da diffondere e da condividere.
L’altro vantaggio fondamentale è legato alla maggiore interattività dei blog rispetto ai siti tradizionali: la differenza tra sito e blog è fondamentale se facciamo riferimento al modello lineare o circolare di comunicazione che si instaura tra azienda e cliente/utente. Nel sito predomina il concetto di transizione con la presenza di una comunicazione lineare dall’azienda al cliente. Nel blog è insito il principio di retroazione e di feedback. L’azienda propone il messaggio ma con il meccanismo dei commenti può subito conoscere la reazione del potenziale target, e in funzione di questa, la comunicazione aziendale può essere ricalibrata o approfondita.
Con questo sistema l’azienda percepisce quello che normalmente viene definito come rumore, “buzz”, imparando a capire le abitudini, i pregiudizi, il modo di esprimersi del consumatore, un’azienda può raccogliere informazioni fondamentali, spunti e felici intuizioni. Per avere un po’ il polso dei corporate blog è interessante visionare un interessante ricerca che mette a confronto e classifica le linee giuda e le policy per i corporate blog di IBM, YAHOO!, GROOVE, SUN e altri.
http://www.corporateblogging.info/2005/06/policies-compared-todays-corporate.asp
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Raggiungibile all’indirizzo crushpadwine.com e poposta da Crushpad, azienda di San Francisco specializzata in produzioni “a la carte”, la singolare iniziativa in Rete è stata progettata in maniera tale da gestire e seguire interamente l’elaborazione del prodotto dalla cura della vite fino all’imbottigliamento.
Per vedere e assaporare il proprio vino, ogni cliente deve prendere una serie di decisioni, circa trenta, durante le fasi del processo produttivo: dalla scelta del vitigno, alla data di raccolta, dal tipo di fermentazione e di allevamento a eventuali assemblaggi, dall’aspetto e tipo di bottiglia all’etichetta.
Ma non è tutto qui. Per i più meticolosi che desiderano seguire in diretta gli esiti delle loro scelte, infatti, il portale mette a disposizione una serie di webcam che riprendono 24 ore su 24 il proprio vitigno. Nessuna decisione strategica è esclusa dai gestori del sito Internet. Unica condizione prevista è la quantità minima: ogni cliente infatti deve “produrre” almeno una barrique (220 litri) di vino.
www.crushpadwine.com
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la comunicazione è lo strumento di diffusione dell’identità di marca, insieme biglietto da visita e strumento di diffusione dei suoi valori profondi.
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La spesa pubblicitaria globale per il 2005 sarà caratterizzata da un rialzo: lo ha annunciato Carat, parte del gruppo Aegis, che ha rivisto le sue stime.
MyMarketing.Net il web magazine del marketing
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ho appena trovato questi 2 link ai files pdf
http://www.aicel.it/cgi-bin/unishop/yabb/nph-YaBB.pl?num=1130172577
http://www.aicel.it/cgi-bin/unishop/yabb/nph-YaBB.pl?num=1130171609
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NicheBOT è un servizio che permette di sapere quello che le persone cercano esattamente su internet. Basta inserire un termine di ricerca, e NicheBOT ti darà come risultato 15 variazioni dello stesso termine di ricerca che le persone hanno usato nei motori di ricerca. Questo strumento è utile per sviluppare liste di keyword per i motori di ricerca, e trovare nuove nicchie e frasi chiave. Gratis da usare.
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I servizi di Search Engine Marketing servono a dare visibilità ai siti web per farsi trovare da utenti, clienti, target desiderato nei motori di ricerca.
L’importanza del motore di ricerca è maggiore rispetto altri strumenti di promozione e marketing perchè interviene quando è l’utente a richiedere informazioni, quando cioè si trova in un momento di “attivo interesse” verso determinati prodotti, servizi, informazioni.
L’obiettivo di chi investe nelle attività di Search Marketing è quindi quello di soddisfare le esigenze di tali utenti proponendo i propri prodotti o servizi:
- ESIGENZA UTENTE
- MOTORE DI RICERCA
- SITO WEB
- SODDISFAZIONE ESIGENZA
L’obiettivo che una bravo SEM Specialist deve perseguire è il ROI in ambiti di breve e lungo termine, il che significa capire quanto far spende al cliente in un’attività o in un’altra per ottenere il maggior traffico utile possibile di utenti che generano business.
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Una vera manna per chi si occupa di ottimizzazione di siti web, ma anche per il webmaster amatoriale, per non parlare del provetto blogger.
GoLexa permette di fare una ricerca i cui risultati sono conditi con i link agli strumenti più utili per scavare intorno ad un sito web.
Tra gli altri si segnalano: posizionamento su Google, Yahoo e Alexa, whois, parole chiave, annunci Google associati, report completo del sito, grafico del traffico, Wayback machine, velocità di caricamento. Scusate se è poco.
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La GDO è sempre molto attenta alle novità in materia di promozione e molto spesso attua nuove strategie comunicative percorrendo nuove strade.
La fiera del libro di San Paolo ha stretto un accordo con Carrefour per instaurare una relazione tra cibo e libri: per autopromuoversi ha posizionato libri di fiabe, romanzi e racconti fra gli scaffali di pesce, frutta e verdura.
Ai consumatori è capitato di ritrovarsi tra le mani, durante la spesa, un volume di Biancaneve e i Sette nani in un cesto di mele rosse, Dracula in mezzo all’aglio; Jack lo squartatore tra le bistecche. Frutta, pane e altri alimenti diventano veri e propri media, con un inevitabile effetto sorpresa sui consumatori.
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Alcuni dati emersi da una ricerca condotta lo scorso luglio da Epsilon Interactive, azienda specializzata in email marketing, sul mercato statunitense. Lo studio ha rivelato che:
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Venticinque milioni di persone tra Regno Unito, Francia, Germania, Spagna e Italia, dopo avere letto recensioni pubblicate sul web, hanno cambiato opinione circa un’azienda e i suoi prodotti e servizi.
E’ quanto risulta da una ricerca condotta da Hotwire Ipsos Mori. “I blog stanno diventando sempre più una fonte di informazione influente - si legge nella nota. - Da questa indagine emerge quanto sia importante il legame esistente tra le informazioni pubblicate dagli utenti sul web e i processi decisionali di acquisto.
Un terzo degli europei intervistati (34 per cento) ha ammesso di essere stato in qualche modo influenzato nella decisione d’acquisto di un prodotto o servizio dopo aver letto su internet recensioni e pareri da parte di clienti. Tra le fonti di informazione percepite come più attendibili i blog risultano secondi solo alla carta stampata: un quarto degli europei (24%) considera i blog una valida fonte di informazione, mettendola dopo i giornali (30%) ma davanti alla pubblicità in televisione (17%) e all’email marketing (14%).
Gli utenti che acquistano su internet sono quelli che hanno p