» tagged pages
» logout

sorted by: recent | see : popular
Content Tagged with spai + media

Il Navigatore Italiano: Diffidente ma Attratto dalla Pubblicità

Poco attratti dalle nuove tecnologie di comunicazione, diffidenti nei confronti dei servizi a pagamento, incuriositi dalla pubblicità online: questi gli internauti italiani, secondo un sondaggio condotto da NetOserver e Novatris su un campione di 170.000 navigatori che, oltre al nostro Paese, prende in esame anche Francia, Spagna, Gran Bretagna e Germania.

Osservando più nel dettaglio l’inchiesta, si nota una tiepida apertura nazionale verso i sistemi di messagistica istantanea, utilizzati dal 53,1% degli italiani, e un certo scetticismo verso i programmi di telecomunicazione gratuita (come Skype, usati dal 38,7%), e ancor di più verso il podcasting (14,9%) e i blog (15,1%).
Negli altri paesi europei questo genere di servizi sono aprezzati soprattutto dai navigatori spagnoli (73,9% utilizza programmi di messaggistica), anche perchèin Spagna oltre il 60% degli internauti hanno meno di 35 anni. Nel nostro Paese la percentuale scende invece al 47%, e la fascia d’età più presente su Internet è quella tra i 35 e i 49 anni.
La diffidenza diventa netta in Italia per quanto riguarda i servizi a pagamento: solo il 17,9 degli italiani, contro il 32,5% dei tedeschi, paga per inviare Sms via web, e ancora meno per scaricare videogiochi (7%), musica (9,5%), suonerie e loghi per cellulari (5,8%) e annunci (6,8%).
Secondo la ricerca NetObserver in questo caso gli internauti italiani sembrano seguire il comportamento dei corrispettivi latini, mentre inglesi e tedeschi sembrano molto più disposti a spendere in cambio di servizi on line.

Gli italiani reagiscono meno positivamente rispetto ad altri paesi (Francia e Regno Unito in primis) anche alla pubblicità e al direct-marketing on line: solo il 34, 2% ha partecipato a dei giochi a premi organizzati dai siti, il 31% clicca i link pubblicitari che compaiono sui risultati dei motori di ricerca, e il 24,2% entra nei siti aziendali dopo aver visto pubblicità sul web. Nonostante questi risultati, la pubblicità on line è percepita come creativa ed innovativa da più di tre italiani su 5, e quasi la stessa percentuale dichiara che aiuta a scoprire nuovi prodotti e servizi.

Quasi il 44% degli italiani, secondi solo agli spagnoli, dichiarano che le reclame aiutano a prendere decisioni di acquisto migliori. Questi risultati fanno concludere agli esperti di NetObserver che, nonostante le difficoltà di breve periodo, la pubblicità e il marketing online dovrebbero avere buone prospettive di crescita nel nostro Paese.

fonte: sole24ore

spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media

La Pubblicità del Futuro è nei Videogiochi

videogiochi

Leggo questa dichiarazione di Pietro Scott Jovine, country manager dell’online service group di Microsoft Italia riguardo la pubblicità inserita nei videogiochi “Allo stato le ricerche dicono il contrario non si tratta di inserti pubblicitari che possono disturbare il gioco, ma dell’inserimento di elementi di comunicazione che rendono ancora più realistica l’esperienza del giocatore». Una ricerca condotta in Gran Bretagna confermerebbe che i gamers sono molto disponibili ad accettare l’ingresso in punta di piedi della pubblicità nei loro giochi: solo il 13% si dichiara apertamente infastidito dall’eventualità di dover fare i conti con cartelloni e insegne luminose. In pratica si tratterebbe solo di inserire gli spazi di comunicazione del mondo reale nei videogiochi quindi riprodurre cartelloni pubblicitari, insegne luminose, spot, ecc…. Noi, tutto sommato preferiremo che anche solo nei games l’ingerenza della pubblicità non fosse così pesante…

spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media

Sorpasso degli Investimenti Pubblicitari nel Web rispetto alla Radio

Nel 2008 gli investimenti sulla Rete supereranno per la prima volta quelli sulla radio. Alla fine di quest’anno, internet rappresenterà il 6,3% della raccorla pubblicitaria, con 675 milioni di euro contro i 520 dell’anno scorso (+29,8%), contro il 5,9% della radio che comunque guadagnerà lo 0,4% sul 2007 (da 598 a 623 milioni).

Complessivamente nel 2008 gli investimenti in pubblicità cresceranno del 3,4% a 10,66 miliardi di euro (erano 10, 30 miliardi nel 2007). Una crescita superiore a quella del PIL. Il 48,5% del mercato resta comunque appannaggio dalla televisione.

Via Affari Italiani

spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media

Media Tradizionali, Social Media e WebLogs Studi e Ricerche

Ringrazio Pandemia per lo spunto e vi consiglio di andare a vedere la documentazione dell’International Conference on Weblogs and Social Media.

Tra i documenti consultabili e scaricabili sto leggendo con attenzione Exploring Social Media Scenarios for the Television di Noor F. Ali-Hasan che esplora ed indaga le relazioni e le possibilità di una tv partecipatoria.

Il prossimo articolo che mi appresto a leggere è invece Understanding the Efficiency of Social Tagging Systems un po’ di dottrina non guasta mai!
Buona lettura anche a voi

spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media

Pubblicità Contestuale nei Programmi Televisivi

overlay tv

Overlay.TV inserisce direttamente nei video e nei programmi televisivi links ai siti dove acquistare direttamente i prodotti che si vedono nelle trasmissioni.

L’esempio più famoso è il video dell’esibizione di Kanye West ai Grammys, dove indossava degli occhiali che è possiblie acquistare con un semplice click sul prodotto.

Se il product placement di una volta prevedeva bottiglie di acque minerali in primo piano, scene tirate con i vari marchi in bell’evidenza, ora le “markette” saranno meno evidenti (almeno si spera!).

Il pericolo è quello di essere catapultati in trasmissioni che diventeranno un coacervo di pubblicità (come se non bastassero le varie televendite, spot, ecc.); l’utilità del sistema e quella di risolvere le domande “chissà dove lo compro?”. Ora i prodotti sono tutti lì, tutti a portata di mouse.

spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media

Il Nuovo Menù Mediale degli Italiani. Il web tra le 20 e le 23 di sera

In Europa, l’83% della popolazione dichiara che non potrebbe vivere senza il web, mentre l’82% dei giovani fra i 16 e i 24 anni passa la maggior parte del loro tempo libero online, metà dei quali “trovano il tempo per collegarsi rinunciando alla tv tradizionale”.

Anche tra gli anziani il web sta prendendo terreno, con un incremento del 13% circa degli ultrasessantenni tra gli utenti internet. Tra le dieci nazioni oggetto dell’inchiesta, inoltre, quella italiana presenta una delle più grosse concentrazioni di “grandi utilizzatori” di Internet, ovvero coloro che passano online almeno 16 ore la settimana. Questi i risultati di una recente indagine dell’Eiaa (European Interactive Advertising Association), che conferma quanto emerge da un’altra recentissima ricerca, effettuata dalla School of Management del Politecnico di Milano e della Nielsen, che riguarda esclusivamente il contesto italiano.

Secondo l’indagine, il 54% degli italiani (27 milioni di individui dai 14 anni in su) ormai al piccolo schermo preferisce di gran lunga il web. Ma c’è di più. La maggior parte di loro naviga in rete fra le otto e le undici di sera, cioè durante la cosiddetta prima serata, dove si concentra la maggiore attenzione (e i maggiori introiti pubblicitari) degli attuali palinsesti Tv.

spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media

chi non usa internet

L’altra faccia della medaglia: chi non usa internet.

è ragionevole pensare che più di due terzi degli italiani non usano l’internet – o lo fanno molto raramente. Che si possa arrivare a una situazione in cui “tutti” si collegano alla rete è molto improbabile – almeno nei prossimi cinque o dieci anni. È anche improbabile che si possa arrivare, in tempi non lunghi, a una penetrazione paragonabile a quella del telefono cellulare. Secondo il quarto rapporto del Censis sulla comunicazione (pubblicato nel giugno 2005 e basato su dati del 2004) questa è la situazione in Italia per i più diffusi sistemi di informazione e di comunicazione.

spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media

Cerchioni delle macchine come spazio per adv nuovi media

La personalizzazione estrema dell’automobile è il pallino di molti.
Ma se immaginiamo di poter inserire delle luci in un cerchione e di avere la tecnologia per fare in modo che a qualsiasi velocità giri la ruota l’immagine formata dalle luci sembri fissa che cosa succede?
succede che l’effetto è devastante anche se kitsch!
e succede anche che magari potete mettere il vostro logo o marchio nei cerchioni
o magari che qualche azienda potrebbe poagare per fare adv in movimento sulla vostra auto o sulla sua flotta aziendale…

spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media

Le Pubblicità Televisive degli Anni 80

“Negli anni 80, la pubblicità basata sullo spot è ancora un po’ un laboratorio, perché sia i pubblicitari che gli spettatori devono abituarsi ad un nuovo linguaggio. Questi spot a volte presentano dei colpi di genio spettacolari e altre delle ingenuità colossali. Spot80 è un “archivio della memoria”, uno spazio per il modernariato televisivo e sociale, perché non vengano persi certi piccoli capolavori e, allo stesso tempo, certi fallimenti totali.”

www.spot80.it

spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media

Cantanti e Spot televisivi. Vasco ci ripensa

Nonostante si vendano sicuramene a buon prezzo, Vasco Rossi non accetterà più che le sue canzoni entrino negli spot pubblicitari.

E comincia a dire “no” con “Ti prendo e ti porto via”, la canzone che avrebbe dovuto accompagnare il nuovo spot della Fiat.

Il motivo è più che valido: Blasco non vuole che le sue canzoni corrano il rischio “di un uso eccessivo negli intervalli pubblicitari”.

“Ho sbagliato - spiega il Vasco nazionale - Ma, come sempre mi è accaduto nella vita, dovevo prima provare sulla mia pelle per capirlo. Quando un’azienda come la Fiat, qualche mese fa, si è rivolta a me per inserire ‘Senza parole’ nello spot di lancio della nuova Punto, gliel’ ho concessa volentieri … beh, era la Fiat ! Alla seconda richiesta, invece, (Rewind) ero già molto più dubbioso. Ora che mi si ripresenta l’occasione con ‘Ti prendo e ti porto via’ ho deciso di dire di no, non voglio più che una mia canzone venga legata a uno spot”.

“È un fatto personale - continua Rossi - non ho nulla contro la pubblicità nè giudico chi la fa. Ma per quel che riguarda me, adesso sento primaria la necessità di proteggere le mie canzoni da un’esposizione che ritengo esagerata in pubblicità. Errare è umano, perseverare sarebbe diabolico come recita un vecchio e saggio proverbio. E io ho scelto, per quanto sta nelle mie possibilità, di non vendere i miei sogni, che sono poi anche quelli dei miei fans”.

In fondo il nostro Vasco è un tradizionalista. Oltre al “vecchio e saggio provebio” da lui stesso citato, ce n’è un altro che calza a pennello: “il troppo storpia” e un certo tipo di pubblicità è sempre troppa per un artista vero.

spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media

Arrivano i Blinks: i Mini Spot da 1 Secondo

Incisivi, immediati, innovativi: sono gli spot da un secondo, una delle scommesse dell’adve del futuro.

Lanciati da Clear Channel negli Usa qualche mese fa, i mini spot sono stati progettati per essere trasmessi solo su radio. “Un modo- ha chiarito Jim Cook, senior vice president di Clear Channel Radio e ideatore dell’iniziativa- per sperimentare le potenzialità di questo media in perenne evoluzione.

Gli investitori richiedono forme sempre nuove per avvincere i consumatori. Allo stesso tempo premono sul fronte spese: quale migliore soluzione per unire l’effetto sorpresa a un immediato riscontro in termini di risparmio?”Composti da sole quattro note, i mini spot (denominati blinks, lampi, proprio per la loro immediatezza) sono trasmessi tra una canzone e l’altra e hanno un solo obiettivo: rafforzare la brand awarness di un marchio già conosciuto. Perché - come puntualizza Daniel Howard, professore di marketing alla Cox School of Business di Dallas- uno spot tanto breve può avere solo uno scopo: far ricordare una marca ai consumatori, rafforzandone la notorietà e scatenando incosciamente il desiderio all’acquisto.”

Prima azienda a sperimentare questa nuova forma di advertising, Mc Donald’s, che ha testato i mini spot radiofonici, usando frame da un secondo del noto jungle “I’m lovin’it” .

Inserito tra un brano e l’altro e ripetuto più volte durante la giornata, il blink ha pienamente risposto alle attese, scatenando la curiosità degli ascoltatori e la loro familiarità con il brano- manifesto della catena di fast food più grande e discussa al mondo.

Analogo esperimento quello di BMW, che ha realizzato spot da un secondo per la pubblicità di MINI Cooper: prima di ogni notizia del radiogiornale una voce ha reclamizzato l’auto, pronunciandone soltanto il nome.

I rischi di questa nuova forma di pubblicità sono però dietro l’angolo, come sottolineano alcuni esperti che pongono l’accento su come “un secondo di tempo non sempre può essere sufficiente per scatenare il ricordo di un marchio, a meno questo non sia stato già ampiamente pubblicizzato su altri media e con ben altri investimenti; l’eccessiva brevità rischia infatti di danneggiare un brand, anziché accrescerne il valore, se il messaggio non è chiaro e già impresso nella mente della gente”.

spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media

Total audience, la convergenza tra diversi media

in Bocconi si è tenuto un convegno su pubblicità e internet. uno dei punti toccati dai diversi relatori è stato il fatto che al moltiplicarsi di mezzi o media cala il tempo dedicato al singolo mezzo e quindi la frequenza del messaggio.
Per ovviare a questo inconveniente il suggerimento dato alle numerose aziende presenti è la MULTIMEDIALITA’ MONOCREATIVA, cioè moltiplicare i mezzi sui quali si pianifica avendo cura di mantenere il messaggio il più omogeneo possibile, per renderlo più riconoscibile e quindi recuperare la frequenza perduta.

recuperere una Total audience puntando sulla convergenza dei media. nel link potete scaricare anche la presentazione della Manzoni con le diverse mappature di Eurisko

da: blog.adci.it» Multimedialità Monocreativa. La Manzoni presenta Total Audience.

spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media

Foodvertising: il cibo diventa mezzo pubblicitario

La GDO è sempre molto attenta alle novità in materia di promozione e molto spesso attua nuove strategie comunicative percorrendo nuove strade.

La fiera del libro di San Paolo ha stretto un accordo con Carrefour per instaurare una relazione tra cibo e libri: per autopromuoversi ha posizionato libri di fiabe, romanzi e racconti fra gli scaffali di pesce, frutta e verdura.

Ai consumatori è capitato di ritrovarsi tra le mani, durante la spesa, un volume di Biancaneve e i Sette nani in un cesto di mele rosse, Dracula in mezzo all’aglio; Jack lo squartatore tra le bistecche. Frutta, pane e altri alimenti diventano veri e propri media, con un inevitabile effetto sorpresa sui consumatori.

http://www.multi-consult.com/

spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media

fonti di orientamento per i consumatori dopo i giornati a sorpresa spuntano i blog prima di televisione e di email marketing

Venticinque milioni di persone tra Regno Unito, Francia, Germania, Spagna e Italia, dopo avere letto recensioni pubblicate sul web, hanno cambiato opinione circa un’azienda e i suoi prodotti e servizi.

E’ quanto risulta da una ricerca condotta da Hotwire Ipsos Mori. “I blog stanno diventando sempre più una fonte di informazione influente - si legge nella nota. - Da questa indagine emerge quanto sia importante il legame esistente tra le informazioni pubblicate dagli utenti sul web e i processi decisionali di acquisto.

Un terzo degli europei intervistati (34 per cento) ha ammesso di essere stato in qualche modo influenzato nella decisione d’acquisto di un prodotto o servizio dopo aver letto su internet recensioni e pareri da parte di clienti. Tra le fonti di informazione percepite come più attendibili i blog risultano secondi solo alla carta stampata: un quarto degli europei (24%) considera i blog una valida fonte di informazione, mettendola dopo i giornali (30%) ma davanti alla pubblicità in televisione (17%) e all’email marketing (14%).

Gli utenti che acquistano su internet sono quelli che hanno più fiducia nei blog: tra coloro che spendono oltre 145 euro su internet ogni mese, il 30% si fida del contenuto pubblicato nei blog.

fonte: affari italiani

spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media

il futuro dei media: a strategic framework

mainstream media, social media
format
content
disdtribution
revenue

spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media

Gli italiani utilizzano solo un media (tv) o tutti i media?

E’ un rapporto difficile quello tra gli italiani e la multimedialità. Siamo, infatti, in coda nella speciale classifica europea che mette a confronto cittadini che usano o sanno usare un solo media (ossia la televisione) e cittadini che invece usano o sanno usare tutti i media a disposizione.

Analizzando la situazione italiana, l’indagine rivela che, in Italia, i media servono soprattutto ad informarsi e approfondire. Queste sono le attività preferite dal pubblico dei media, non solo per il gran numero di persone che gli attribuiscono la ”massima importanza” (80,7% e 69% rispettivamente), ma anche per la minima percentuale di persone che gli attribuisce ”nessuna importanza” (0,8% e 3,2%). Più bassa, invece, l’importanza attribuita all’intrattenimento (41,3%), o al relazionarsi con gli altri (45,3%). Molto importante, nel nostro paese, è la musica. Nel rapporto con i media, ben il 46,5% degli italiani attribuisce la ”massima importanza” all’interesse per la musica (al terzo posto dopo i più urgenti/diffusi bisogni di informazione e approfondimento). Molto apprezzata, da questo punto di vista, è la radio (77,4%) e persino la televisione (57,3%). La ”massima soddisfazione” arriva però dai lettori mp3 (77,2%) e da internet (69,7%).

Se la musica piace, i libri vivono una seconda giovinezza. Torna il piacere della lettura: per la prima volta, la percentuale di quanti in Italia hanno letto almeno un libro nell’ultimo anno supera la metà della popolazione (sopra i 14 anni) collocandosi al 55,3%. Il ritardo dal resto d’Europa è comunque evidente. Diverso, invece, il discorso per i quotidiani che pur non vendendo molto, sembrano aver trovato un filone d’oro con le numerose opere allegate oggi sul mercato. Il più presente in edicola appare il Corriere della Sera con 45 opere allegate, dai classici dell’arte e della letteratura, all’atlante degli animali e ai libri di cucina, per un totale di 643 volumi. Seguono La Repubblica con 24 titoli per 239 numeri, La Stampa, con 19 opere per 229 uscite, Il Giorno, La Nazione e Il Resto del Carlino con 16 proposte editoriali composte però da ben 318 volumi e Il Sole 24 Ore con 9 raccolte per un totale di 207 libri.

spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media

Tra i mille modi di comunicare una fotocamera l’utilizzo dell’arredo urbano consente l’associazione tra prodotto e novità

La Canon per il lancio della sua ultima fotocamera, il modello S1, re-inventa l’arredo urbano in modo creativo, utilizzandolo per realizzare una campagna di guerrilla marketing di grande effetto visivo.

La principale caratteristica del nuovo prodotto è lo zoom x10, caratteristica intorno alla quale ruota la comunicazione: lo zoom in mezzo alla strada si alza e si abbassa come uno di quei birilli in ghisa utilizzati nei centri delle città per controllare l’accesso delle auto nelle zone a traffico limitato.

Lo zoom della fotocamera che viene su dal marciapiede si confonde in mezzo alle altre colonnine; solo una fotocamera disegnata sul marciapiede svela l’inganno ottico.
Un’azione semplice e fuori dall’ordinario, ma di grande impatto.

spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media

il blog elimina ogni barriera con gli utenti?

non penso basti così poco! comunque posto questo intervento molto interessante di umerto torelli uscito sul corriere della sera

In Italia sono 20 milioni i potenziali consumatori
che vogliono entrare in contatto con le aziende per avere informazioni su prodotti e servizi. Ma spesso non ci riescono». A parlare è Layla Pavone, presidente Iab Italia ed Europa (Interactive advertising bureau). L’associazione che promuove soluzioni e standard per lo sviluppo del business su Internet. E che i prossimi 8 e 9 novembre sarà presente a Milano con Iab Forum. «Questo succede perché le aziende sottovalutano le potenzialità del consumatore. Che grazie agli strumenti della rete, mai come adesso, utilizza Internet per informarsi prima, durante e dopo gli acquisti». Eppure l’Italia, secondo i dati NetConsulting non è fanalino di coda in Europa. Visto che il 62% delle aziende possiede un sito Internet e l’11% usa Internet per veicolare l’e-commerce . Ma nella maggioranza dei casi il sito aziendale si propone ancora come catalogo elettronico, non strumento per diffondere e raccogliere informazioni su quanto richiedono gli utenti. Un percorso a doppio senso in cui il consumatore diventa parte integrante dei piani di sviluppo aziendali. Quindi delle opportunità di crescita.
Allora che cosa è cambiato da quando le aziende usavano Internet come vetrina dei prodotti? «Sono cresciute, hanno capito che cambiano la comunicazione e i modelli di business . La soluzione non è solo quella di avere un catalogo elettronico online . Bisogna sfruttare il valore aggiunto dell’interattività, che consente il dialogo diretto con i consumatori. Necessario sia per i rapporti business to business tra aziende, sia per quello tra aziende e utenti» In che modo? «Bisogna fare innamorare il consumatore del proprio brand . Per 50 anni la comunicazione è andata in un’unica direzione: l’azienda verso il pubblico, in un rapporto poco democratico. Invece ora, il consumatore dice "ci sono anch’io". Si tratta di un utente camaleontico, con esigenze in continuo cambiamento. È critico, attivo, usa Internet per selezionare prodotti e servizi»
Quali strumenti in rete danno visibilità a un’azienda? Possiamo parlare di una killer application ? «Lo strumento "principe" rimane senza dubbio la consultazione dei motori di ricerca. Utilizzati dal 92% dei consumatori per cercare informazioni in rete. Tutto inizia con il primo click , dopo che si sono inserite le parole chiave da cercare. Ecco perché la consultazione dei motori web diventa fondamentale per la visibilità delle aziende. Quindi per le azioni marketing da intraprendere »
Solo questo? «Diciamo che l’altro strumento venuto alla ribalta con prepotenza negli ultimi 12 mesi riguarda il fenomeno blog . Ormai cartina al tornasole del rapporto tra aziende e consumatori. Community online e blog eliminano le barriere inibitorie di chi acquista. Disposto a dire in modo chiaro che cosa pensa. Quindi in una posizione di interlocutore privilegiato Questo che cosa significa per le aziende? «Dire addio ai vecchi focus group, alle tradizionali tecniche di verifica e controllo. Adesso le scelte prese dai consumatori si valutano in tempo reale. Per cambiare in corsa le iniziative di vendita, ma anche correggere, se necessario, i programmi di comunicazione»
Internet giova di più alle grandi aziende o alle Pmi? «Porta vantaggi a entrambe. La differenza sta nella capacità di sfruttare al meglio le potenzialità della rete. L’enterprise può sfruttare tutti i vantaggi legati all’ottimizzazione degli investimenti. Prendiamo l’esempio di una multinazionale che deve proporre un servizio o un prodotto secondo logiche globali, indipendenti dai confini geografici. Ebbene può utilizzare il protocollo di comunicazione Internet sia verso il mondo esterno dei clienti, sia a livello interno. Con una rete Intranet in grado di passare informazioni ai suoi dipendenti, ma anche a clienti e fornitori»
E alla piccole imprese? «Per le Pmi il vantaggio è quello di localizzare le informazioni. Anche la piccola impresa, che ad esempio ha relazioni con la Cina, può dialogare a costi contenuti con la rete di vendita. Con la possibilità di trovare clienti attraverso la rete »
Quali sono le differenze tra aziende italiane e gli altri paesi europei? «Direi tecnologiche e culturali. Il primo punto riguarda la nostra arretratezza sulla diffusione della banda larga e del numero di strumenti informatici presenti nelle aziende, specie le Pmi. Ma anche nelle agevolazioni e sgravi fiscali previsti dal Governo. Però tutto sommato questo gap è superabile. Più difficile colmare quello culturale »
Si può spiegare meglio? «Le aziende italiane non hanno capito che in un periodo di rapida evoluzione come quello che stiamo vivendo, è lo stesso consumatore a fare la differenza tra successo e insuccesso di un prodotto. Diciamo che la dicotomia esiste non tanto sul fronte dell’informatizzazione del consumatore, quanto nella risposta che ottiene dalle aziende»
Umberto Torelli
30 ottobre 2006


______
marketing, comunicazione, web e nuovi media | spai lab blog | http://spailab.blogspot.com/

spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media

Ricerca Censis: gli italiani utilizzano un solo media (tv) o tutti i media?

E' un rapporto difficile quello tra gli italiani e la multimedialità. Siamo, infatti, in coda nella speciale classifica europea che mette a confronto cittadini che usano o sanno usare un solo media (ossia la televisione) e cittadini che invece usano o sanno usare tutti i media a disposizione.

Analizzando la situazione italiana, l'indagine rivela che, in Italia, i media servono soprattutto ad informarsi e approfondire. Queste sono le attività preferite dal pubblico dei media, non solo per il gran numero di persone che gli attribuiscono la ''massima importanza'' (80,7% e 69% rispettivamente), ma anche per la minima percentuale di persone che gli attribuisce ''nessuna importanza'' (0,8% e 3,2%). Più bassa, invece, l'importanza attribuita all'intrattenimento (41,3%), o al relazionarsi con gli altri (45,3%). Molto importante, nel nostro paese, è la musica. Nel rapporto con i media, ben il 46,5% degli italiani attribuisce la ''massima importanza'' all'interesse per la musica (al terzo posto dopo i più urgenti/diffusi bisogni di informazione e approfondimento). Molto apprezzata, da questo punto di vista, è la radio (77,4%) e persino la televisione (57,3%). La ''massima soddisfazione'' arriva però dai lettori mp3 (77,2%) e da internet (69,7%).

Se la musica piace, i libri vivono una seconda giovinezza. Torna il piacere della lettura: per la prima volta, la percentuale di quanti in Italia hanno letto almeno un libro nell'ultimo anno supera la metà della popolazione (sopra i 14 anni) collocandosi al 55,3%. Il ritardo dal resto d'Europa è comunque evidente. Diverso, invece, il discorso per i quotidiani che pur non vendendo molto, sembrano aver trovato un filone d'oro con le numerose opere allegate oggi sul mercato. Il più presente in edicola appare il Corriere della Sera con 45 opere allegate, dai classici dell'arte e della letteratura, all'atlante degli animali e ai libri di cucina, per un totale di 643 volumi. Seguono La Repubblica con 24 titoli per 239 numeri, La Stampa, con 19 opere per 229 uscite, Il Giorno, La Nazione e Il Resto del Carlino con 16 proposte editoriali composte però da ben 318 volumi e Il Sole 24 Ore con 9 raccolte per un totale di 207 libri.

>Related post
fonti di orientamento per i consumatori dopo i giornati a sorpresa spuntano i blog prima di televisione e di email marketing
il navigatore italiano: diffidente ma attratto dalla pubblicità
___________________
marketing, comunicazione, web e nuovi media | spai lab blog | http://spailab.blogspot.com/

spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media

produzione contenuti on line e interazioni la regola dell'1%

In quest’articolo il Guardian afferma che su un gruppo omogeneo di 100 persone online,

- 1 di essa produce mediamente dei contenuti,
- 10 utenti interagiranno con il contenuto prodotto, ed i restanti
- 89 utenti saranno meri osservatori del contenuto prodotto e delle interazioni avvenute.

… insomma colpirne uno per influenzarne 100?

>Related post
il blog elimina ogni barriera con gli utenti?
internet è cambiata, cambierà anche la comunicazione?
______
marketing, comunicazione, web e nuovi media | spai lab blog | http://spailab.blogspot.com/

spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media

internet e le sue applicazioni arrivano sui telefonini con il lancio da parte di 3 della x-series

Grazie ad una partnership globale con nomi dello spessore di Skype, Sling Media, Yahoo!, Nokia, Google, eBay, Microsoft, Orb e Sony Ericsson, la Hutchison Whampoa (la 3) ha annunciato ieri pomeriggio il lancio su scala globale della X-Series.

Gli utenti potranno effettuare chiamate senza limiti dal proprio telefonino grazie a Skype, guardare la televisione con Sling, accedere al proprio PC con Orb e accedere ad internet con Google, Yahoo! e Windows Live Messenger.
Grazie a X-Series, il Gruppo 3 condivide la potenza di Internet mobile a banda larga con i propri partner Internet e soprattutto con i propri clienti, che potranno utilizzare una quantità maggiore di servizi, quando vogliono, come vogliono, senza la paura di pagare, durante l’utilizzo, costi nascosti.

Il cliente pagherà un canone, come accade per la linea fissa, senza sborsare più alcun centesimo. Tutto questo a partire dai primi mesi del 2007.

Questa struttura di addebito ribalta completamente il tradizionale sistema applicato alla telefonia mobile di tariffazione al minuto, a messaggio, a click, ad evento e a megabit.
Tutto ciò è possibile grazie al rapido sviluppo delle reti mobili "all IP", agli aggiornamenti della velocità sulle reti HSDPA e HSUPA, delle tecnologie peer-to-peer e ai numerosi miglioramenti nell’efficienza in qualsiasi ambito di attività degli operatori mobili. Come risultato, il costo di fornitura di Internet mobile a banda larga e dei servizi multimediali in mobilità potrebbe continuare a scendere, come è accaduto per la banda larga su linea fissa.

A supportare appieno tutta questa tecnologia ci sono già due terminali: il Nokia N73 e il Sony Ericsson W950i.
______
marketing, comunicazione, web e nuovi media | spai lab blog | http://spailab.blogspot.com/

spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media

Gli sms aiutano la comunicazione tra genitori e figli

Mediathink ha condotto uno studio per l'operatore statunitense Cingular Wireless, secondo il quale afferma che l'utilizzo degli SMS aiuta la comunicazione tra genitori e figli. L'utilizzo dell' SMS da parte dei genitori aiuta a controllare i vari spostamenti dei propri figli in modo più discreto rispetto alla chiamata.

Infine il sondaggio ha affermato come il 45% dei genitori hanno imparato ad utilizzare gli SMS dall'insegnamento dei propri figli.
______
marketing, comunicazione web & nuovi media blog | spai lab design raider di paolo spinelli | elements01.net ideas 4 your mind fotografie artwok adversting render | beatfly.com multimedia agency | beat fly official blog

spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media

Internet è cambiata, cambierà anche la comunicazione?

Segnalo questo intervento molto interessanto sul web e sul modo di fare comunicazione di Marco Massarotto (Consigliere ADCI e Founding Partner di Hagakure - Corporate Blogging, Podcasting & Online Tools for The Brand) - Estratto integralmente da ADCI il latore della presente 18 luglio 2006 numero 13 - www.adci.it

Web 1.0, Web 2.0
La rete come l’abbiamo conosciuta dal 1995 al 2000 è andata in crisi: un sistema troppo verticale. A risorgere dalle sue ceneri ci ha messo un attimo, dopo il Web 1.0, ecco il Web 2.0. Se vi sembra un maquillage, vi sbagliate di grosso. Il Web 2.0 è una nuova concezione di Internet: ogni software, ogni sito, ogni computer da allora nasce ispirandosi a questa nuova realtà. Tutto è iniziato da una conferenza, ormai mitica, tenuta da Dale Dougherty, vice presidente di O’Reilly, uno dei più importanti gruppi editoriali specializzato in teconologia. Da allora qualunque cosa si basa su alcuni solidi pilastri quali la condivisione (pensate alle infinite possibilità di condivisione di musica, film, contenuti), il social networking (le enormi e numerose comunità), la ricerca (Google docet), la personalizzazione. Internet diventa così una piattaforma in perenne sviluppo, dove il contenuto è fruito e al tempo stesso creato dai suoi utenti.

Il nuovo Internet e la nuova comunicazione
La rivoluzionarietà di questo approccio trascende i limiti della rete, si tratta di un “potere editoriale diffuso”, è una struttura socio-comunicativa orizzontale. Certo ci sono i grandi portali, ma sono sempre più dinamici: appaiono ad ognuno nel modo preferito. Inoltre un piccolo Blog o una piccola community possono assumere una velocità di crescita tale da portarli in poche settimane a essere un player globale. Questo è lo scenario di Web 2.0 trattato per sommi capi, ma siccome questo articolo si chiama “Comunicazione 2.0” cerchiamo di immaginare come il nuovo Internet possa influenzare la comunicazione.

Vecchi e nuovi modelli
Sappiamo che la percentuale di investimenti pubblicitari su Internet cresce a doppia cifra, mentre media storici come la tv o la stampa se non arrancano si attestano su percentuali da polpastrello. Ma come vengono spesi questi soldi? Finora si è cercato di replicare un meccanismo noto: comprare spazi frequentati dal maggior numero possibile di utenti e presentare loro l’ultima novità, l’ultima offerta di una Marca. Un approccio molto Web 1.0, appunto. Questo sistema rischia di non pagare più in una rete globale dove i contenuti mutano in modo infinito, dove le regole le scrive ognuno per sè. E i motivi principali sono due: una logica distributiva fortemente mutata e una frammentazione dell’audience.

La “Long Tail”: come il Web 2.0 ha cambiato la distribuzione
Prima di modificare la comunicazione il Web 2.0 ha radicalmente trasformato la distribuzione. Il modello classico di distribuzione si basa sulla vendita al dettaglio. Ho un negozio, ho una vetrina, espongo una parte della mia merce, solitamente la più nuova o la più bella. Così facendo mi ritrovo con un certo numero di scaffali all’interno del negozio e la merce che si trova lì ha meno visibilità, per non parlare del magazzino. Occorre puntare tutto su alcuni articoli che bisogna vendere velocemente, prima che passino nel dimenticatoio del retrobottega. La distribuzione su Internet ha sovvertito questo ordine.

Dal sito vetrina alla vetrina personale
Quando entro in un grande store on-line vedo una vetrina che non vede nessun altro, vedo una vetrina di merce che interessa a me secondo il mio profilo (personalizzazione) o secondo quello che ho chiesto di vedere (ricerca) o secondo quello che ha visto gente con gusti e acquisti simili ai miei (condivisione, social networking). Insomma vedo, scelgo e compro secondo i pilastri del Web 2.0. Ecco che un cd, un paio di scarpe, un libro passano dal dimenticatoio alla vetrina. E non per tutti, solo per quelli a cui possono interessare. È il caso di E Bay, di Amazon, di ITunes Music Store. Dopo duemila anni passati con una vetrina ecco arrivare in un anno duemila vetrine diverse per lo stesso negozio. Come questo si rifletterà sulla comunicazione è una sfida aperta. È chiaro che puntare sul prodotto appena uscito, presente in tutti i punti vendita, come fa la comunicazione classica, rischia di fare cilecca. Molta gente potrebbe non vederlo mai quel prodotto.

La logica viral
C’è anche un altro elemento del Web 2.0 che manda in crisi il sistema classico di comunicazione: la crescente assenza di spazi altamente frequentati a favore di molti spazi interconessi tra di loro. Avendo possibilità infinite ognuno su Internet tende a visitare e frequentare gli spazi più vicini ai suoi gusti e ai suoi interessi. C’è una frammentazione del publico. Anche i portali che riescono ancora ad attrarre grandi masse sono ormai totalmente personalizzabili e, di fatto, sono tanti siti quanti i loro visitatori. Un grosso budget speso su un portale frequentato può rivelarsi meno redditizio di una strategia raffinata che porti il messaggio di un’azienda a circolare spontaneamente. È la logica del virale, del Blog, del social networking (unire le persone per interessi). Perchè si attivi questo circolo virtuoso però, occorre guadagnarsi la simpatia, la credibilità, l’interesse della comunità di persone cui si vuole comunicare. Bisogna farlo con il linguaggio, con la tecnologia, con la sincerità necessarie. Occorre scendere nell’arena e giocare secondo le regole di chi vi si trova. Presentarsi a bordo di una “corazzata” Media può risultare un’idea poco efficace, quando non controproducente. Sono finiti i tempi in cui se non guardavi Pippo Baudo, guardavi la Carrà e a un’azienda bastava comprare spazi su tutti e due i programmi. Sul web 2.0 le scelte sono infinite e costantemente mutanti, nessun budget potrà mai coprirle tutte. In questo scenario le aziende dovranno trovare nuovi canali, nuove forme di comunicazione in grado di far muovere un messaggio dentro la rete. Soprattutto dovranno trovare o ritrovare la complicità dei consumatori. Che sia la nuova comunicazione, la Comunicazione 2.0?
______
marketing, comunicazione web & nuovi media blog | spai lab design raider di paolo spinelli | elements01.net ideas 4 your mind fotografie artwok adversting render | beatfly.com multimedia agency | beat fly official blog

spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media

Total audience, la convergenza tra diversi media

in Bocconi si è tenuto un convegno su pubblicità e internet. uno dei punti toccati dai diversi relatori è stato il fatto che al moltiplicarsi di mezzi o media cala il tempo dedicato al singolo mezzo e quindi la frequenza del messaggio.
Per ovviare a questo inconveniente il suggerimento dato alle numerose aziende presenti è la MULTIMEDIALITA’ MONOCREATIVA, cioè moltiplicare i mezzi sui quali si pianifica avendo cura di mantenere il messaggio il più omogeneo possibile, per renderlo più riconoscibile e quindi recuperare la frequenza perduta.

recuperere una Total audience puntando sulla convergenza dei media. nel link potete scaricare anche la presentazione della Manzoni con le diverse mappature di Eurisko

da: blog.adci.it» Multimedialità Monocreativa. La Manzoni presenta Total Audience.

______
marketing, comunicazione, web e nuovi media | spai lab blog | http://spailab.blogspot.com/

spai: spai lab di marketing, comunicazione, web & nuovi media